sabato 26 dicembre 2009

"Astonishing X-Men" in formato motion comic

Alla fine di Settembre ho segnalato sul blog la distribuzione in rete del primo episodio del motion comic "Spider-Woman - Agent of S.W.O.R.D", un nuovo esperimento multimediale con cui la Marvel sta provando a proiettarsi nel panorama dell'intrattenimento "mobile", da fruire attraverso telefoni di ultima generazione e lettori palmari. Rimandandoti proprio a quel post se ti interessa leggere le mie prime riflessioni in merito, questa sera ho pensato di dedicare un po' di attenzione alla nuova serie lanciata dalla "Casa delle Idee" in questo stesso formato. Dopo la serie "adulta", ma al tempo stesso poco conosciuta, realizzata da Bendis e Maleev, questa volta la major americana punta sugli X-Men, uno dei suoi marchi più famosi ed amati in tutto il mondo.



Con il motion comic di "Astonishing X-Men", infatti, viene trasformata in "fumetto animato" la splendida storia "Gifted" scritta dal geniale Joss Whedon ed illustrata dal talentuoso John Cassaday. Per seguire la serie regolarmente, c'è la possibilità di acquistare tutti gli episodi su iTunes, ma il primo episodio è stato distribuito gratuitamente anche sul web a scopo promozionale. Per gustarlo al meglio, ti consiglio di cliccare su questo link: lo vedrai "materializzarli" in formato gigante a tutto schermo e ti basterà cliccare sull'icona "HD" in basso a destra del player di YouTube per godertelo addirittura nello splendore dell'alta definizione. Qui di seguito, invece, ho pensato di raccogliere in una comoda playlist gli interessanti "dietro le quinte" del progetto, per scoprirne tutti i retroscena e capire come nasce un prodotto di questo genere, dalla fase concettuale sino al doppiaggio, passando per tutta una serie di interviste e spiegazioni tecniche, illustrate dalla viva voce dei protagonisti, fra cui spicca in un ruolo a dir poco fondamentale anche il mitico Neal Adams.


domenica 20 dicembre 2009

Un Rifugio per tutti

Ho da poco terminato di vedere la prima stagione di una serie TV molto interessante intitolata "Sanctuary". Il progetto è nato agli inizi del 2007 per essere distribuito attraverso il web sul sito del canale Syfy della NBC, ma la storia creata da Damian Kindler ha immediatamente ottenuto tanto successo da essere promossa a un serial televisivo vero e proprio. Gli 8 webisodes iniziali sono stati leggermente rivisti e rimontati, diventando il primo doppio episodio della TV series e ponendo le basi per i successivi sviluppi della trama, sebbene alcuni dei protagonisti abbiano subito un deciso lifting rispetto a quanto inizialmente progettato per la versione web.



Le basi della storia sono di matrice tipicamente fantasy e affondano le proprie radice nella letteratura di genere fantastico. La vicenda, infatti, si svolge in un mondo in cui le creature della fantasia sono reali e gli umano vivono a loro insaputa insieme agli essere che credono esistere solo nelle loro leggende e superstizioni. I "Sanctuary" sono delle strutture sparse in giro per il mondo, che si occupano di monitorare e controllare proprio le attività degli "anormali", offrendo un rifugio alle creature benigne che rischierebbero la vita in un mondo ostile ed intrappolando quelle che invece sarebbero un pericolo per la società.

Protagonista della serie è Helen Magnus (interpretata da Amanda Tapping), direttrice dei Sanctuary su scala globale e responsabile della struttura di New York. La dottoressa è anche una dei "Five", cinque scienziati che secoli orsono decisero di sperimentare su di sé un siero sintetizzato dal sangue puro dei vampiri, ricevendone straordinarie facoltà. Oltre a lei, che ottenne il dono della longevità, il gruppo è composto da altre figure ben note. John Druitt, capace di teletrasportarsi, la cui mente venne però sconvolta trasformandolo in quello che tutti conosciamo come Jack lo squartatore. Nikola Tesla divenne un vampiro, Nigel Griffin si trasformò nell'Uomo Invisibile e James Watson si ritrovò ad essere la più analitica mente del creato, sebbene le sue gesta sarebbero state narrate con lo pseudonimo di Sherlock Holmes e nell'immaginario collettivo egli sarebbe stato ricordato solo come il suo assistente. Ai giorni nostri i Cinque sono divisi ed Helen Magnus gestisce la sua organizzazione attraverso una fitta rete di contatti sparsi in giro per il mondo, affiancandosi direttamente alla figlia Ashley, il suo "braccio armato e operativo", al tecnico informatico Henry e... ad uno dei Bigfoot. Gli spettatori vengono introdotti in questo complesso e ricco scenario narrativo con un espediente tipico, l'ingresso nella squadra del neo arrivato Will, profiler della polizia che sembra dotato di facoltà paranormali ed ha visto la sua infanzia sconvolta proprio dall'aggressione di un violento "anormale" che ha ucciso la madre davanti ai suoi occhi ed è stato salvato proprio dalla Magnus.

La serie nasce sull'esplorazione di questo mondo fantastico popolato da esseri straordinari, ma si sviluppa successivamente anche nella contrapposizione con la Cabala, una sorta i versione "in negativo" del Sanctuary, che punta alla "pulizia genetica" del pianeta ed alla eliminazione di qualsiasi "anormale".



La storia è avvincente ed è scritta molto bene, con alcuni episodi girati e strutturati in maniera davvero anticonvenzionale ed interessante. Gli effetti speciali digitali sono ben realizzati e funzionali alla narrazione, rendendo credibili le tante creature fantastiche al centro dell'azione, che si tratti di sirene, elementali, licantropi e via dicendo. "Sanctuary" di recente è arrivato anche in Italia sul canale digitale terrestre Steel. Gli episodi della serie vengono trasmessi tutti i lunedì in prima serata e, iscrivendosi gratuitamente alla community del canale, è possibile vedere on line i webisodes originali sottotitolati in italiano. Più in basso propongo il trailer lanciato in occasione dell'uscita della season one in DVD, che sintetizza bene le caratteristiche e le atmosfere della serie, ma ti segnalo che proprio la prima stagione integrale di "Sanctuary" è anche disponibile in inglese su YouTube.


domenica 13 dicembre 2009

Shaun, la divertente vita di una pecora

Qualche mese orsono, tornando a casa da lavoro molto prima del solito e accendendo la TV dopo essermi comodamente spalmato sul divano, ho scoperto su Rai 2 una trasmissione davvero deliziosa, che mi ha immediatamente rapito. Sto' parlando di "Shaun - Vita da pecora" una geniale serie d'animazione in stop-motion creata per la Aardman Animation dal grande Nick Park, lo stesso autore di capolavori pluripremiati da critica e pubblico come "Galline in fuga" e "Wallace & Gromit".


La storia è ambientata in una fattoria ed al centro dell'attenzione c'è la pecora Shaun.  Un animale curioso e pieno di inventiva, che cerca sempre un modo diverso per esplorare il suo piccolo mondo e rompere la monotonia delle giornate, coinvolgendo il suo gregge in avventure sempre divertenti ed a tratti surreali. Che si tratti di organizzare un party, di ingaggiare una qualche sfida con i dispettosi maiali, di aggirare scaltramente la sorveglianza del pigro cane da guardia, di ingannare l'antipatico gatto o di sfuggire agli sguardi indiscreti del fattore, del tutto ignaro che i suoi animali hanno una vita molto più intensa di quanto ci si possa immaginare, il divertimento è sempre assicurato. Senza che Shaun o la sua allegra combriccola abbiano neanche la necessità di parlare per farci sorridere: tutti i protagonisti, umani compresi, infatti, si esprimono con versi, affidando la comunicazione alle espressioni dei personaggi ed alla colonna sonora. Il risultato finale è una produzione unica nel suo genere, internazionale ed adatta a qualsiasi fascia di età, dai bimbi più piccoli sino agli adulti, che non potranno fare a meno di divertirsi, magari gustandosela insieme e apprezzandone le diverse sfumature.

Visto che le mie speranze di seguire la serie in televisione sono praticamente pari a zero, sto' provando a recuperarne in formato digitale i tanti episodi e mi sto' sbellicando dalle risate vedendo almeno tre o quattro (brevi) puntate alla volta. Ma puoi farti un'idea delle genialità di "Shaun the sheep" già cercandone qualche video su YouTube, la stessa fonte da cui ho selezionato per te e pubblicato di seguito l'esilarante episodio completo "Off the Baa", in cui tutti gli animali della fattoria si cimentano in un'improvvisata partita di calcio...


martedì 8 dicembre 2009

L'evoluzione dei Cylon

Inauguro la nuova stagione di aggiornamenti "mordi e fuggi" del blog (ma qualche "approfondimento" di tanto in tanto tornerà, don't worry), con alcune informazioni su un argomento che mi sta particolarmente a cuore, ovvero "Battlestar Galactica", quella che secondo me è la migliore serie televisiva di tutti i tempi. Innanzitutto, faccio circolare questa bella illustrazione dedicata all'evoluzione dei Cylon (clicca sull'immagine per ingrandirla). L'ho recuperata on line per puro caso e trovo che sia molto divertente: da un "vero" tostapane alla splendida 6 in carne ed ossa, passando per tutti gli stadi intermedi... metamorfosi decisamente interessante, vero?



Proseguo annunciando alla nazione che a partire da Domenica 13 Dicembre inizierà finalmente ad essere trasmessa sul canale satellitare FX di Sky l'edizione italiana dell'emozionante quarta e conclusiva stagione del serial, finora ancora inedita nel nostro paese. Un'attesa durata davvero troppo a lungo, che finalmente sta' per terminare e... mi permetterà in futuro di analizzare il gran finale della saga senza timore di spoiler. Non dimenticando che, nel frattempo, negli States è uscito anche il film "The plan", già visto e a dir poco soddisfacente...



Chiudo in bellezza, segnalando che ho anche trovato il regalo perfetto "a tema Galactica" da farmi autonomamente a Natale: il gioco da tavolo di "BSG" in italiano, di cui ignoravo totalmente l'esistenza, ma che in realtà può addirittura già vantare un'espansione dedicata all'altra nave spaziale Pegasus. Dal trailer, che ripropongo di seguito, sembra proprio gustoso e promette di calare i giocatori nelle atmosfere tipiche della serie. Domani mi lancerò alla caccia del boardgame... la parte più dura sarà sicuramente trovare in seguito altri appassionati come me per giocarci...


domenica 6 dicembre 2009

Work(s) in progress

Sono passate tre settimane dall'ultimo aggiornamento del blog. Update così rarefatti non se ne vedevano da tempo. Nemmeno quando ancora non avevo la connessione a casa. Allora riuscivo a mettere on line almeno un nuovo post alla settimana. E invece adesso... Probabilmente ti starai chiedendo "Come mai?". No? Non te ne frega nulla? Beh, ormai stai leggendo... e comunque questo messaggio non sarà molto lungo... La causa scatenante degli "aggiornamenti con contagocce" è, credo, comune a molti di noi: lo scarso tempo a disposizione.



Al momento, infatti, sono totalmente concentrato sul lavoro, per sbrigare le "solite" incombenze, già da sole impegnative, a cui si è associata in maniera predominante l'organizzazione della presenza di Panini Comics France al prossimo Festival di Angouleme. Fra prodotti speciali, edizioni variant, ospiti, incontri, materiale promozionale, viaggi, ritardi calcolati, problemi inimmaginabili da risolvere e via dicendo, le giornate lavorative stanno durando davvero parecchio. Ed il poco tempo libero a disposizione lo sto impiegando nei periodici aggiornamenti del blog "Marvel made in Italy" e specialmente nel restyling di AmazingComics.it, con tutto quel che ne consegue anche per i "siti satellite" del suo circuito di informazione sul fumetto, che a breve sarà on line nella nuova versione per festeggiare i 20 anni di vita del progetto, da fanzine a sito Internet. Ti terrò aggiornato sugli sviluppi... ormai manca davvero poco...

Questa serie di impegni, oltre ad allontanarmi dagli update del blog, mi ha anche fatto rendere conto che gli spazi per curarlo saranno sempre pochi. Dunque, dovendo scegliere fra lunghi periodi di assenza digitale o mantenere l'attuale struttura dei post, ho deciso di modificare la "filosofia" dei miei interventi. Se finora ho sempre provato a pubblicare solo degli "approfondimenti" quanto più dettagliati possibile, da oggi in poi affiderò anche a brevi "aggiornamenti lampo" tutte quelle "chicche" che al momento invece condivido solo attraverso Facebook. Quando troverò qualcosa che, secondo me, merita davvero, proverò a lasciarne anche una presenza più "tangibile" e duratura sul blog, dato che sul network, nel suo flusso continuo di informazioni e materiali, finiscono per essere "dimenticate" e "sorpassate" troppo velocemente anche cose che pretendono più attenzione ed "esposizione". Magari nel corso dei fine settimana... proprio come in queste splendidi quattro giorni di riposo, dal 5 all'8 di Dicembre, oh yes... avrò ancora la possibilità di sbizzarrirmi con lunghissime disamine di film, musica, fumetti o serie televisive. Ma tendenzialmente preparati a brevi interventi, magari dei "flash" per commentare video, notizie particolari o immagini interessanti. Persino la grafica e la struttura del blog avranno prima o poi una leggera "rinfrescata", con l'immensa colonna di link in fondo a destra, per esempio, che andrà ad assumere una nuova veste, anche per velocizzare il caricamento della pagina.

Come avrai capito, i lavori sono in corso ed anche su più fronti. E, oltretutto, di idee per nuovi progetti ce ne sono ancora tante. Resta sintonizzato su queste frequenze per essere aggiornato su tutte le novità e fammi sapere che cosa te ne pare!

domenica 15 novembre 2009

Roberto Saviano racconta "Dall'Inferno alla Bellezza"

Mercoledì 11 Novembre è andato in onda su Rai 3 uno dei momenti di televisione più intensi, toccanti e interessanti cui mi sono trovato ad assistere negli ultimi anni. La trasmissione "Che tempo che fa" condotta da Fabio Fazio, infatti, ha dato spazio allo speciale di Roberto Saviano intitolato "Dall'Inferno alla Bellezza".

Saviano è un giornalista e scrittore ormai conosciuto in tutto il mondo per "Gomorra", un caso letterario che ha valicato i confini del nostro paese ed è anche diventato un omonimo film, trasformando il suo autore uno dei simboli della libertà di informazione e della lotta alla criminalità organizzata. Nel suo scritto più famoso, infatti, ha denunciato senza mezzi termini la camorra, la sua brutalità ed il suo impatto devastante sulla società, la sua violenza senza scrupoli e le sue infiltrazioni nel tessuto civile ed amministrativo. Saviano è partito da una situazione ben identificata e collocabile, sia a livello storico che geografico, per farla diventare paradigma di un sistema generalmente corrotto e ormai marcio, che si estende e si riflette a tutti i livelli del potere. E senza nascondersi dietro ad uno pseudonimo, per dare ancora più forza e credibilità alle sue parole, Saviano racconta quello che vede e che è sotto agli occhi di tutti, ma di cui chiunque altro ha paura di parlare, per via delle possibili ritorsioni e vendette trasversali. Invece Saviano dice tutto e parla dei clan, senza timore di mettere "nero su bianco" nomi e cognomi. Così facendo, sceglie di rinunciare alla sua libertà e di portare la sua famiglia con se, in una vita "blindata" e costantemente sotto scorta.



Personalmente, ma credo che l'opinione sia condivisa, stimo molto Roberto Saviano. E vederlo protagonista di questo splendido esempio di comunicazione ed informazione televisiva, mi ha dato tanto. In alcuni tratti mi ha addirittura emozionato e commosso. Per le storie che ha deciso di raccontare e per la sua capacità nel farlo, rinunciando a "velleità artistiche" e usando parole chiare, dirette e semplici. Con un ritmo incalzante, scandito e sostenuto. Una logica ferrea, che conduce il discorso a conclusioni amare e al tempo stesso poetiche, seguendo un percorso che accompagna per mano chi lo segue e resta ben impresso nella memoria. Saviano racconta di come la parola scritta e l'informazione libera possano ergersi a forma di denuncia e resistenza rispetto alle brutalità di cui è capace l'essere umano. Parla di quanto sia difficile, ma ancora possibile, passare dall'inferno creato dall'uomo alla bellezza della verità, superando l'infermo proprio grazie alla stessa verità della parola. E per farlo narra le storie di uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita alla causa della libertà e della giustizia, morendo per le idee in cui hanno creduto e di cui hanno scritto.

Neda Soltani e Tarranè Mussawi, due delle protagoniste dei recenti movimenti di piazza in Iran contro i brogli elettorali, atrocemente uccise dalla guardia nazionale.
Ken Saro-Wiwa, autore nigeriano che con articoli, libri e trasmissioni televisive osò denunciare lo sfruttamento della sua terra, perpetrato impunemente dalle compagnie petrolifere. E per questo venne impiccato.
Anna Politkovskaja, giornalista russa  uccisa perché "visionaria e avversa allo sviluppo del suo paese", in realtà scrupolosa cronista che non aveva paura di raccontare le scomode verità della guerra in Cecenia.
Varlam T.Salamov, scrittore reduce dai gulag sovietici e comunque capace di trovare il bello della natura e di vedere una speranza di redenzione per l'uomo, anche quando è capace degli atti più barbari.
Miriam Makeba, la musicista sud-africana esiliata dal suo paese per aver scritto "Mama Africa", cantando un possibile futuro di uguaglianza e libertà per la sua terra, poi morta a Castel Volturno al termine di un concerto organizzato per commemorare le vittime di una strage della camorra e per supportare proprio Saviano.

Sentendo parlare l'autore di questi eroi, che sono morti per raccontare quelle verità che da sempre fanno paura al potere ed all'economia, mi sono trovato a scoprire che penso di Saviano esattamente quello che egli ha deciso di dirci attraverso questi campioni della verità. Se ci fossero altre persone con lo stesso coraggio di Roberto Saviano, sono sicuro che il nostro sarebbe un mondo migliore. Vedere "Dall'Inferno alla bellezza" è stato un momento importante. Sebbene parli di avvenimenti molto "forti" e duri, penso che sarebbe il caso di mostrare questo speciale nelle scuole e farlo circolare il più possibile, perchè ha davvero tanto da insegnare e comunicare. Ed è anche per questo che sono molto contento di riuscire a presentarlo di seguito in versione integrale, attraverso la playlist messa in condivisione sul canale "Libera informazione" di YouTube, che ringrazio per aver condiviso e reso disponibile questo prezioso documento.


venerdì 30 ottobre 2009

It's Lucca time!

A partire da questa sera fino a Domenica pomeriggio sarò in Toscana per partecipare all'edizione 2009 di "Lucca Comics & Games", la più importante manifestazione italiana dedicata al mondo della "letteratura disegnata". A pensarci un attimo... ho partecipato per la prima volta all'evento la bellezza di 20 anni fa, nel Marzo del 1989, quando avevo ancora tredici anni e costrinsi i miei genitori a fermarci in città di ritorno dall'abituale "settimana bianca". Ai tempi era decisamente tutto diverso, la fiera si svolgeva all'interno del Palazzetto dello sport, non si pagava alcun biglietto di ingresso e di fumetti ne sapevo davvero poco. Li leggevo con grande passione ed entusiasmo, ma ero assolutamente ignorante dei meccanismo produttivi ed anche del ruolo degli autori o degli addetti ai lavori. Ricordo con estrema gioia e tenerezza quando... vedendo un anziano signore che disegnava sulle gradinate circondato dai fans... mi avvicinai a lui ed inizia a tempestarlo di curiosità e domande, senza nemmeno sapere chi fosse. Rispose al mio entusiasta (ma forse anche snervante) "interrogatorio" con estrema gentilezza e disponibilità. Era Attilio Micheluzzi. Ma solo a distanza di anni avrei capito quanto fosse grande ed importante per il panorama del fumetto mondiale. Onestamente non so se oggi avrei l'ardire di propormi ad un Maestro così grande con la stessa incosciente spensieratezza.



Sebbene le cose siano molto cambiate, a due lustri di distanza dalla mia "prima volta", c'è qualcosa che è rimasto invariato... anzi, che si ripropone puntualmente ogni volta quando mi reco a Lucca per "la fiera dei comics"... torno improvvisamente ad essere un bambino, che legge i suoi "giornaletti di super-eroi" con la stessa gioia e semplicità di sempre.
Per chiunque volesse incontrarmi e chiacchierare un po' di fumetti, Sabato e Domenica sarò allo spazio espositivo di Panini Comics (stand E403 nella tendostruttura sita nella splendida Piazza San Michele), per dare il mio contributo e affrontare l'impatto della folla, ma specialmente per conoscere ed incontrare altri appassionati. Poi... alla chiusura della fiera... mi aggirerò insieme ad un gruppo di amici per le strade e le piazze dello splendido centro storico... che la festa abbia inizio!

Ne approfitto per pubblicare di seguito la mia prima video intervista, in cui il Direttore Editoriale di Panini Comics, il mitico Marco Lupoi, parla proprio delle novità che attendono tutti i visitatori sul nostro stand in fiera. Ringrazio il grande Stefano Munarini per avermi offerto questa possibilità: se replicheremo in futuro, spero di riuscire a fare ancora meglio, quantomeno dal punto di vista delle domande... perchè per la fotogenia e la resa della voce, purtroppo non c'è speranza... :-)



venerdì 23 ottobre 2009

U2ube: il concerto degli U2 su YouTube


Domenica 25 Ottobre verrà trasmesso on line in diretta e gratuitamente il concerto che gli U2 terranno a Pasadena. A partire dalle ore 20:30 (che in Italia saranno in realtà le 4:30 del mattino successivo... purtroppo l'ora solare ed il fuso orario non giocano a nostro favore...), infatti, basterà collegarsi al canale su YouTube degli U2 per assistere in streaming alla penultima tappa del più recente tour della rockband irlandese, che ha segnato ovunque il "tutto esaurito". Il costo accessibile del biglietto di ingresso e l'innovativa struttura circolare del palco hanno decretato l'ennesimo successo del più amato gruppo musicale dei nostri giorni, che si è dimostrato ancora una volta anche decisamente "avanti" nell'utilizzo dei moderni mezzi di comunicazione. Il "Live from the Rose Bowl" sarà il più grande evento musicale distribuito in tutto il mondo attraverso il web e chi non riuscisse a seguirlo in diretta, avrà comunque la possibilità di vederlo nei giorni successivi in replica sempre su YouTube e sul sito ufficiale degli U2. Imperdibile!


domenica 18 ottobre 2009

Ricky, le ali della libertà

Da qualche tempo vado al cinema solo per vedere sul grande schermo film in cui l'aspetto spettacolare e "visivo" è importante, a volte anche predominante, per godere al meglio dei loro particolari e di tutto ciò che hanno da offrire a livello di "impatto immediato". Le pellicole "intimiste" o in cui, quantomeno, gli effetti speciali non la fanno da padroni, aspetto di vederle comodamente a casa in formato DVD, perché la visione su piccolo schermo non ne limita le potenzialità. Quello che manca, in queste visioni private, però, è il commento "a caldo" con i "compagni di viaggio", quello fatto a film appena terminato. Di fronte ai film "blockbuster" di solito la discussione si concentra su determinate scene o passaggi, mentre i film in cui è la trama ad essere fondamentale la riflessione si fa più articolata e talvolta senza particolari "sicurezze", con diverse intepretazioni a confronto.





La storia si è ripetuta anche pochi giorni fa, quando sono andato a vedere "Ricky - Una storia d'amore e libertà" insieme ad un gruppo di amiche. Il film mi ha incuriosito subito, sin da quando me ne è stata raccontato velocemente lo spunto, e la sua natura "minimalista" tendenzialmente mi avrebbe portato ad attendere che fosse disponibile in digitale, ma sono contento di aver fatto "uno strappo alla regola" e di essere andato a vederlo in gruppo, anche per l'immediato "dibattito" che è scaturito attorno alla natura della storia ed al suo significato.


Senza anticipare nulla rispetto a quanto non si veda già nei trailer ufficiali, al centro della vicenda, ambientata nella periferia parigina, c'è la vita di una donna, splendidamente interpretata da Alexandra Lamy. Katie, operaia in una fabbrica di prodotti chimici, donna insoddisfatta, madre single, vive in un bilocale con una figlia cresciuta troppo in fretta e già più matura di lei. Nel mezzo di una vita grigia, opprimente e sempre uguale a sé stessa, incontra di nuovo l'amore e dà alla luce un bimbo che si rivelerà subito decisamente particolare. A pochi mesi dalla nascita, infatti, al piccolo Ricky spunteranno le ali. Fra sospetti, problematiche dinamiche di coppia, necessità di cambiare abitudini, spezzoni che strappano un sorriso, altri che risultano decisamente amari, scene surreali e momenti di vita quotidiani... la storia cresce e si sviluppa sino a quella che potrebbe sembrare la sua naturale conclusione. Se non fosse per l'introduzione. Perché alla fine del film non si può che tornare con la mente ai suoi minuti iniziali, un flash forward che ci mostra come sarà la vita della protagonisti pochi mesi dopo la fine della pellicola. E improvvisamente rimette tutto in gioco.





Personalmente ritengo che la storia raccontata sia solo una fantasia, che nasce e si sviluppa nella mente di Katie. Anche perché, quando all'inizio parla dei suoi figli, dice di averne solo due e non tre, come se Ricky non esistesse. La storia cui assistiamo è tutta frutto della sua immaginazione e succede soltanto nella sua testa. In realtà lei non ha mai messo al mondo Ricky. Il bambino con le ali non esiste, è un simbolo. Una rappresentazione allegorica della libertà, uno strumento per staccarsi dal suolo e liberarsi da tutte le ansie del vivere quotidiano che tengono incatenate le nostre anime al terreno. Katie è una donna decisamente depressa, stanca di vivere, della routine, di doversi confrontare da sola contro un mondo che le mostra solo il suo volto più ostile. Dunque immagina...e rende "reale" per gli spettatori... un nuovo amore travolgente, un nuovo compagno, una nuova famiglia, una nuova vita... un bambino con le ali che possa levarsi in aria e sorvolare tutto il grigiore di questa esistenza. Alla fine del film la vediamo nuovamente in attesa di un figlio... e forse solo per la prima volta "realmente"... che nella vita vera, però, non sarà una promessa di speranza come nelle sue fantasia.


I momenti di "stacco" dalla realtà secondo me sono individuabili. L'inizio del suo "sogno" parte al momento del suo svenimento nella fabbrica in cui lavora, subito dopo aver conosciuto Paco (Sergi Lopez), il suo nuovo amante. La perdita di conoscenza della protagonista sembra proprio un "atto d'accusa" alle scarse condizioni di sicurezza sul lavoro, ma potrebbe essere anche il momento di passaggio fra realtà e fantasia. La conclusione di questo mondo onirico e surreale, invece, secondo me arriva poco prima del finale, quando Katie... dopo aver tentato il suicidio... si stringerà a Paco ed alla figlia Lisa in uno struggente abbraccio e... le mani dei due adulti, poggiate sulla schiena della bimba, andranno a formare un paio di simboliche ali.


Elucubrazioni sul suo significato e sulla sua interpretazione a parte, il film diretto da Francois Ozon si è rivelato intenso ed interessante, una storia apparentemente lineare e scorrevole, nel suo essere surreale e "sopra le righe", in cui il regista analizza la realtà delle periferie e la condizione femminile attraverso un'ottica deformante e molto personale. Pur non trattandosi di una pellicola basata sugli effetti speciali, la realizzazione delle ali di Ricky è assolutamente credibile e verosimile, ma non ci si poteva attendere nulla di diverso dallo studio che le ha curate, la stessa BUF di Matrix, Spider-Man e Il cavaliere oscuro. Apprezzabili anche la fotografia, la scelta delle inquadrature ed i movimenti di camera, sempre tesi ad "aiutare" la narrazione senza prevaricarla, dando vita a un "sogno su pellicola", in cui calarsi a pieno per volare sulle ali della libertà e della fantasia.


domenica 11 ottobre 2009

Scaricare musica e video da YouTube con Dirpy

Monitorando le statistiche delle visite al mio blog, mi sono reso conto che il post dedicato a come "Scaricare e trasformare video da YouTube" sia uno dei più "gettonati" degli ultimi mesi. Il tutorial, infatti, è stato ripreso da numerosi altri blog ed aggregatori di notizie specializzati in Internet, ma è anche raggiunto molto spesso da ricerche attraverso i motori. Sono certo, dunque, che l'argomento sia interessante e che in molti abbiano avuto la mia stessa necessità di conservare sul proprio computer i contenuti condivisi sulla fantastica piattaforma. Ribadendo la "supremazia" del software gratuito "Any Video Converter" per modificare i files video sotto tutti i punti di vista, una volta scaricati, ho da poco scoperto un servizio web che consente e di fare download dei contenuti di YouTube molto meglio del sito citato nel precedente articolo. Mi sono reso conto, infatti, che il precedente sistema non riusciva a estrapolare e rendere scaricabili quelle tracce pubblicate senza l'"embed" del filmato. Molte case di produzione, infatti, usano questa "inibizione" per proteggere i contenuti dei propri canali, per evitare che possano essere ripubblicati su blog e siti esterni o condivisi su social network, garantendo così anche il massimo delle visite alle loro pagine ufficiali originali. Quando nel campo "Codice da incorporare" appare la segnalazione "Incorporamento disattivato su richiesta dell'utente", dunque, attraverso il vecchio sistema che avevo proposto, il file video non si riesce a scaricare.

Internet: Dirpy Studio

Ma attraverso il sensazionale blog "Idee per computer e Internet", ho scoperto "Dirpy", un servizio web capace di aggirare il problema e che si rivela la miglior utility on line del suo genere, perchè non solo consente di scaricare tutti i video presenti su YouTube, ma anche di convertirli automaticamente in file audio in formato ".mp3". Cosa significa in pratica? Che, ad esempio, vi basterà trovare su YouTube il videoclip di una canzone per scaricarne subito il file audio, da caricare direttamente sul vostro lettore musicale senza ulteriori passaggi.

Il funzionamento del servizio è semplice ed istintivo. Collegandosi alla home page di questo "YouTube to MP3 converter" e senza la necessità di installare alcuna applicazione aggiuntiva, infatti, basta incollare l'indirizzo dei video di YouTube (copiandolo preferibilmente dal campo "URL" associato ad ogni pagina della piattaforma) nel campo di ricerca e cliccare sul tasto "Dirpy!". Il sistema elaborerà la richiesta e passerà alla pagina successiva del "Dirpy Studio", come quella che mostro nell'immagine pubblicata in questo post, in cui a fianco al video selezionato e ad altri consigliati sono prospettate tutte le possibilità a disposizione dell'utente. Innanzitutto, associare un nome al file ("Download Filename"). Poi scaricare la traccia audio ("Transcoder"), scegliendo quale parte dell'audio si desidera realmente ("tagliando" eventuali parti inutili all'inizio e/o alla fine) e la qualità dell'audio (naturalmente consiglio in HD a 256 kb, quando disponibile), editando anche varie tag, per poi cliccare su "Download to mp3". Infine, scaricare la traccia video ("Video Options") a diverse risoluzioni (dalla più bassa "lowest quality" il formato ".flv" sino al file in ".mp4" in "HD quality", anche se no è sempre possibile e spesso al massimo bisogna "accontentarsi" dell'"High Quality" in ".mp4"), semplicemente cliccando sul relativo link.

Naturalmente il sistema funziona anche quando il codice "embed" è disattivato, dunque non esistono più limiti, se non la curiosità e il tempo di trovare su YouTube tutte le canzoni ed i video che si vogliono scaricare e conservare.

sabato 3 ottobre 2009

Il campo del Distretto 9

Dopo averne seguito gli sviluppi sin dal primo affascinante teaser fatto circolare sul web ed aver ricevuto tramite Facebook commenti assolutamente positivi da amici sparsi in giro per il mondo, finalmente qualche giorno fa sono andato a vedere "District 9". L'attesa è stata lunga, ma per fortuna non è stata delusa ed il film si è rivelato davvero innovativo ed interessante. Per introdurlo al meglio, bisogna innanzitutto dire che ad essere particolare non è solo la storia raccontata nel film, ma anche la storia del film in sè. Questa pellicola, infatti, è nata nel 2005 sotto forma di cortometraggio, intitolato "Alive in Joburg", che sono contento di aver trovato su YouTube, per presentartelo in versione integrale e originale, con grande formato ed alta qualità. Sebbene con le dovute differenze, in questo progetto il regista e autore Neil Blomkamp ha "seminato" tutti gli elementi che poi sarebbero "fioriti" nel lungometraggio, incontrando l'alto budget offerto dalla produzione di Peter Jackson. Forse anche grazie alle sue origini indipendenti, però, ad uscirne fuori non è stata la solita pellicola di fantascienza "blockbuster", ma un coacervo di pulsioni e stimoli diversi, un "melting pot" di tecniche e stili, un'iniezione di novità e idee brillanti.

Cinema: District 9

Appena il film ha inizio, si viene immediatamente catapultati all'interno della storia, senza troppi indugi e introduzioni. Sono passati 30 anni dall'arrivo sulla Terra di un'immensa astronave aliena e da quando gli extraterrestri al suo interno sono stati prima accolti con entusiasmo, poi rinchiusi in un campo profughi, che si è velocemente trasformato in un campo di concentramento: il "Distretto 9", uno slum invaso dalla spazzatura e dalla criminalità (umana). Sito a pochi passi da Johannesburg, il campo sta per essere spostato forzosamente lontano dai centri abitati, per limitare l'insofferenza e l'odio razziale dimostrati dagli umani. Lo spettatore vive questa esperienza seguendo le attività di Wikus Van De Merwe, l'addetto designato allo "sgombero". Il protagonista vedrà presto cambiare il suo punto di vista ed il suo rapporto con i "non umani", ribaltando completamente la prospettiva, trovandosi a vivere insieme a loro e a legare la sua stessa esistenza al futuro di questa specie così diversa. Perchè gli alieni, giunti sul nostro pianeta in condizioni di grave disagio e non si sa affatto per quale motivo, in realtà vorrebbero abbandonare la propria prigione e fare ritorno sulla loro astronave, per tornare nello spazio. Ma gli interessi economici dietro a questa sensazionale scoperta scientifica sono troppi per lasciare che partano, con le multinazionali che praticano disgustosi esperimenti sui "gamberoni" (così vengono chiamati gli alieni, in segno dispregiativo) e le loro attrezzature, specialmente quelle a fine bellico. La trama è avvincente, piena di citazioni (qualcuno ha detto "La mosca"?), colpi di scena e spettacolari sequenze d'azione, supportate da effetti speciali di primo livello. Specialmente l'astronave, che incombe sullo sfondo come un monito costante ed opprimente, il sensazionale "esoscheletro", che la fa da protagonista sul finale, e gli alieni, ben studiati a livello visivo ed assolutamente credibili nelle loro movenze, oltre che perfettamente integrati con l'ambiente circostante.



La parabola degli alieni può essere letta benissimo come una metafora delle problematiche molto attuali legate ai flussi migratori ed al razzismo. I non umani arrivano sul nostro pianeta sulla loro astronave, così come fanno nel mondo reale gli emigranti che partono dal sud del mondo nei "viaggi della disperazione", sui barconi, nei "doppi fondi" dei camion o a piedi. Sono stremati dalla fatica ed in cerca di accoglienza. E nella stessa maniera vengono tutti rinchiusi nei "campi di prima accoglienza" in stato di detenzione, per diventare reietti una volta che vengono "messi in libertà". La società li ghettizza e li esclude, senza permettere una qualsivoglia forma di integrazione fra le culture, arrivando a segregarli a livello formale in quanto diversi. Il fatto che la storia sia ambientata in Sud Africa, un paese segnato dal marchio di infamia dell'apartheid, è significativo. Perchè a Cape Town esisteva davvero un "District Six", un ghetto popolato da nativi africani e poi sgomberato con la forza. Ed è volutamente sottolineato come le popolazioni di colore, che hanno patito sulla propria pelle le sofferenze causate dal "razzismo di stato", si comportino con gli alieni nello stesso modo in cui l'uomo bianco faceva con loro. Un segno che l'essere umano non è capace di imparare dai propri errori ed ha sempre e comunque paura di quello che esce dai suoi ristretti schemi mentali.


A livello tecnico il film si dimostra davvero "fresco" e nuovo, diverso da quello che avevamo visto finora, grazie ad un attento mix di impulsi che arrivano da mondi diversi della comunicazione e dell'intrattenimento. Lo stile documentaristico con cui il film inizia e che compare di tanto in tanto nel corso della vicenda, serve a rendere più "credibile" lo scenario ed a farci entrare nello spirito della storia, andando a sostituire la "voce narrante fuoricampo". Ciò che succede in scena interagisce con la macchina da presa, condizionando lo sviluppo dell'azione e della visione, come il sangue e le budella che nelle scene più concitate schizzano improvvisamente verso lo schermo e gli restano appiccitati sopra. I movimenti della telecamera sono mossi e nervosi, con la camera quasi sempre "a spalla", a importare scelte e metodologie che ormai da anni spopolano in televisione e nel panorama dei serial. Il montaggio è vario, si adatta alle esigenze della narrazione, rallentando in alcuni momenti, per poi accellerare improvvisamente. Le scene d'azione sono coinvolgenti e dinamiche, raccontate e inquadrate come se fossimo catapultani nel bel mezzo delle spettacolari evoluzioni di un videogame di ultima generazione.
Tutti questi elementi, fra loro in apparenza così diversi e finora ritenuti inconciliabili, si fondono e si integrano alla perfezione in "District 9", dando vita ad un film davvero denso ed innovativo, che diventa il punto di partenza per un nuovo modo di concepire il cinema di fantascienza e crea uno scenario narrativo di immense potenzialità. Pur temendo fortemente un possibile sequel sul grande schermo, dato che il finale è decisamente aperto e un seguito potrebbe svilire una produzione dall'impatto così dirompente e "riformista", gli spunti di interesse sono davvero molti. Dalla pellicola potrebbero scaturire numerose iniziative parallele in altri media, come TV series o fumetti che esplorino cosa ha portato gli alieni sulla Terra o cosa è successo nel mondo e nel "Distretto 9" durante i trenta anni successivi al loro arrivo: piccole e grandi storie di umani e non umani che potrebbero creare un nuovo universo dell'immaginario tutto da esplorare.





sabato 26 settembre 2009

I love "The Macro Orchestra"!

"The Macro Orchestra" è il nuovo progetto di mio fratello Marco, meglio conosciuto sulla scena musicale come Macro Marco. Si tratta di un esperimento interessante e molto particolare, una sorta di "percorso artistico" diviso in più capitoli, ciascuno di quali sarà distribuito in un apposito EP. La prima tappa in questo viaggio sonoro è disponibile già da qualche tempo, nel CD intitolato "The Macro Orchestra - Love Edition EP", che di certo stupirà chi abitualmente segue le produzioni targate Macro Beats. Per iniziare questa nuova avventura, infatti, Marco si discosta dalle sonorità puramente reggae che hanno caratterizzato finora il suo lavoro, per esprimere il suo amore nei confronti della musica senza barriere e senza limiti di genere, spingendo il suo talento e la sua fantasia in direzioni finora ancora inesplorate.

Musica: Macro Marco e Biggie Bash

Questo "Love Edition EP" sfoggia un sound elegante e d'atmosfera, in cui le lezioni dell'hip-hop e del reggae, più in generale quelle della black music, vengono rielaborate e assumono nuova forma, creando un disco davvero fresco e nuovo, all'altezza delle migliori produzioni mondiali. La musica delle quattro tracce contenute nel CD è interamente composta da Macro Marco, che ha poi selezionato per ciascun brano un cantante diverso, collaborando con lui anche alla stesura finale dei testi. Ed ogni scelta è stata fatta in maniera attenta e ben calibrata, affidando ogni pezzo alla voce che avrebbe meglio saputo interpretare un determinato testo, sulla base specifica per cui questo è stato creato. "More than you know" è la track d'apertura dell' EP ed è cantata da Patrick Benifei (poliedrico musicista di Casino Royale, Africa Unite e Bluebeaters), poi arrivano "Twenty4Seven" con la voce di Biggie Bash (dei Boomdabash) e "Cover me" cantata da Julia, per chiudere con "Pass me by" interpretata e scritta da Tayio "Hist" Yamanouchi (volto noto della scena rap, cinematografica e televisiva italiana).

Musica: The Macro Orchestra - Love Edition EP

Se non lo trovi nel tuo negozio di dischi di fiducia, sappi che è possibile acquistare il CD, dalla grafica minimalista ed essenziale opera di Dest, direttamente dal sito ufficiale di Macro Beats. Ma per avere un assaggio del disco, è possibile ascoltare gratuitamente l'anteprima di "The Marco Orchestra - Love Edition EP" disponibile sul blog di Blue-Nox. Anche se "Twenty4Seven", il singolo cantato da Biggie Bash e scelto per lanciare il disco... che poi è anche l'unico di cui Marco ha scritto totalmente sia musica che testi (e che è anche la mia canzone preferita)... è già abbastanza noto, perchè ha avuto numerosi passaggi anche sulle frequenze della mitica Radio Deejay ed il suo video è in rotazione da circa un mese in TV su All Music. Se non l'hai mai sentito per radio e non sei riuscito ad incrociarne nemmeno il videoclip in televisione, sei arrivato nel posto giusto per rimediare, dato che più in basso ho inserito la versione del video per il web, che sta riscuotendo un grande successo, con più di 6000 visualizzazioni in meno di un mese! Pur non essendo il più bello fra i video prodotti per Macro Beats, chiude con un delizioso finale e specialmente permette di godersi (in versione integrale ed in alta definizione) una delle più belle canzoni uscite di recente nel circuito della musica indipendente! Dunque... buon ascolto e buon divertimento... sono sicuro che alla fine anche tu potrai dire "I love the Macro Orchestra"!



venerdì 18 settembre 2009

Guarda gratis "Spider-Woman motion comic" Episodio 1!

Non so ancora per quanto sarà disponibile a gratis, dunque mi affretto a pubblicare in fondo a questo post il primo episodio completo del motion comic dedicato alla serie "Spider-Woman - Agent of S.W.O.R.D.", distribuito dalla Marvel a scopo promozionale in un apposita sezione del suo sito web e anche sul suo canale di YouTube (cliccate sul tasto "HD" in basso a destra nel player, se volete vederlo in "alta definizione"... oltre che nel formato gigante offerto da questo link...). Cosa è un "motion comic", potrebbe chiedersi qualcuno? Come è possibile vedere più in basso, è proprio un "fumetto in movimento", una sorta di cartoon realizzato animando una serie di illustrazioni in maniera semplice, ma al tempo stesso affascinante e interessante, con l'aggiunta di effetti speciali, colonne sonore e dialoghi recitati, a raccontare una storia in pieno "Marvel style", ma digitale. Per chi ricorda la mitica trasmissione "Supergulp!" probabilmente non sembrerà nulla di particolarmente innovativo, dato che esperimenti di questo genere sono in giro da svariati anni, ma rispetto a quelle prime pioneristiche produzioni, i mezzi messi a disposizione dalle nuove tecnologie rendono il risultato finale molto più intrigante, avvincente e "di atmosfera", capace così di soddisfare anche gli utenti più esigenti e scafati. Senza dimenticare che questo genere di produzione si adatta benissimo alle necessità della "web generation" e dell'intrattenimento "mobile", quello sempre a portata di mano, fruito attraverso gli schermi palmari e i telefoni cellulari multimediali.

Fumetti: Spider-Woman motion comic

Sembra che la "Casa delle Idee" abbia deciso di investire molto su questa nuova forma di distribuzione delle avventure dei suoi personaggi, iniziando a vendere su iTunes una serie di prodotti molto interessanti. Per lanciare meglio possibile questa iniziativa, è stata scelta una delle eroine più interessanti e "discusse" del Marvel Universe, specialmente nella sua più recente evoluzione "oscura", affidata alle sapienti mani di Brian Bendis e Alex Maleev, due fra gli autori simbolo del nuovo corso della Marvel. Questo "motion comic", inoltre, viene lanciato in contemporanea con una serie a fumetti dedicata sempre a "Spider-Woman", ma non ne è un semplice adattamento in altro formato: le storie narrate nel "motion comic" e nel comic-book, infatti, sono fra loro complementari e diventano un'esperienza multimediale unica, completandosi ed arricchendosi a vicenda. Per convincere gli appassionati ad acquistare tutti gli episodi della serie ed anche le altre che inizierà a distribuire a breve in questo stesso formato (la successiva sarà la versione in "motion comic" della saga "Astonishing X-Men" di Joss Whedon e John Cassady), la Marvel ha iniziato a far circolare in giro per la rete tutta una serie di estratti e brevi trailer dedicati a "Spider-Woman", arrivando a presentarne il primo episodio in versione integrale, ma solo per un periodo limitato di tempo. Finchè sarà disponibile e, dunque, il video player seguente di Brightcove resterà in funzione... buona visione e buon divertimento. Per quelli che, invece, dovessero arrivare a questo post troppo tardi, quando questa chiccha non sarà più visibile gratuitamente... imparate la lezione e visitate più spesso il mio blog! :-)

domenica 13 settembre 2009

Disney compra la Marvel

Non che il mondo dell'entertainment stesse proprio aspettando con ansia l'ennesima serie di elucubrazioni a riguardo, ma proprio non posso fare a meno di esprimere le mie opinioni e dare il mio contributo alla vasta discussione sul web scaturita dall'acquisizione della Marvel da parte del gruppo Disney. La notizia non è ormai "fresca di giornata", dato che è trapelata ed è stata ufficializzata alla fine di Agosto, ma ho preferito non reagire troppo "a caldo", per vederne i primi sviluppi e non lasciarmi condizionare da reazioni frettolose "a pelle", legate a filo doppio alla mia grande passione per i fumetti della "Casa delle Idee" e alla mia attività professionale di coordinatore editoriale per Panini Comics France, che mi porta a confrontarmi quotidianamente con le serie ed i personaggi della Marvel, pubblicati dalla nostra casa editrice praticamente in tutto il mondo. Ma dopo aver letto di tutto e di più on line, dopo aver visto i principali telegiornali parlare della vicenda (in maniera stranamente attenta e corretta, a parte un paio di castronerie sentite sul TG1 o sul TG5... non ricordo bene quale, ma tanto ormai è la stessa cosa... l'editore è il medesimo...), dopo aver riflettuto bene sull'argomento... è arrivata una sorta di "illuminazione" sotto forma di immagine, che ho visto quasi come un segno e mi ha spinto a scrivere questo post. Mentre in giro per la rete trovavo una serie di divertenti "mashup" fra i personaggi della Disney e gli eroi della Marvel (dai "Disney Avengers" al "Topolino Wolverine" che ho pensato di utilizzare più in basso, passando per altre simpatiche trovate di questo genere), mi è capitato di leggere il volume "100% Marvel: Iron Fist" #3, che contiene l'edizione italiana del comic-book "The immortal Iron Fist" #16. In chiusura di questo splendido albo, infatti, lo sceneggiatore Matt Fraction esprime un concetto a dir poco profetico, quando Randy Queen si rivolge a Luke Cage nei termini della vignetta sottostante...
Fumetti: Iron Fist
"...quando questo era un vero quartiere e non la New York della Disney...": è impressionante pensare che questo fumetto sia uscito negli States un anno fa, potrebbe quasi sembrare un caso di "insider trading", ma a quest'ora lo scrittore avrebbe chiesto un prestito per investire in azioni Marvel e sarebbe miliardario, mentre non mi risulta che sia così. Si tratta "solo" di un dialogo che, letto oggi, sembra assumere un significato diverso e mette a nudo le paure di migliaia di fans: che la nuova proprietà decida di "disneyzzare" il Marvel Universe e rendere meno maturi ed adulti gli eroi creati da Stan Lee & Jack Kirby. Ma personalmente credo che non ci sia nulla da temere. Se la Disney ha deciso di sborsare 4 miliardi i dollari per acquistare la Marvel non è certo per trasformare il parco personaggi della "Casa delle Idee" in qualcosa di simile a quello che possedeva già. Sarebbe una follia spendere questo patrimonio per comprare qualcosa di "diverso" e renderlo uguale a ciò che si ha. La Disney è da sempre capace di "colpire in pieno" il target dei bambini e dei pre-adolescenti, col suo colorato ed infantile mondo di topi, paperi, principesse, "high school musicals" e quant altro. Ma si ferma inesorabilmente all'età della fanciullezza, quando i "giovani uomini e donne" diventano dei teenager e poi degli adulti, allontanandosi inesorabilmente dai miti della propria infanzia per avvicinarsi a forme di intrattenimento più "adulte" anche nel mondo della fantasia. E' proprio comprando la Marvel che Disney si appropria immediatamente di una fetta di mercato che finora non avrebbe mai potuto conquistare e che si è rivelata vastissima, specialmente dopo il successo degli ultimi film sui super-eroi.
Fumetti: gli Avengers in versione Disney
Dunque non c'è nulla da temere... le storie degli autori Marvel non inizieranno improvvisamente ad essere "censurate" o veicolate da "direttive superiori" per abbassare il proprio target. Anzi, al limite potrebbe succedere l'esatto contrario, con maggiori risorse economiche e maggior libertà creativa, per esplorare idee ed atmosfere che in passato non avrebbero dato garanzie in quanto a vendite. Perchè non è detto che Disney sia interessata solo a produzioni "in attivo". Il parco personaggi della Marvel, infatti, è già assolutamente ricco e variegato, ma l'industria del fumetto è anche un'ottima "fabbrica" di nuovi spunti "a basso costo" poi sfruttabili in numerosi altri ambiti. Per dirla ancor più chiaramente: una serie a fumetti che venda poco e magari non riesca nemmeno a coprire i suoi costi di realizzazione, davvero bassi se paragonati al mondo del cinema o della TV, potrebbe continuare ad uscire perchè valutata come un buono spunto da sfruttare a livello commerciale per realizzare film, serie televisive (ci spero davvero tantissimo...), cartoni animati, videogiochi o merchandise a tema. Dunque... via libera alla fantasia di scrittori e disegnatori, nella creazione di mondi e situazioni indirizzati ad un pubblico più adulto e che potrebbero diventare una grande fonte di bussines. E naturalmente non mi riferisco solo alla creazione di nuove collane e personaggi, ma anche a come questo atteggiamento possa andare ad influire sugli eroi storici, che inizieranno a godere di un'esposizione mediatica e promozionale mai vista prima.
Fumetti: Wolverine incrociato a Topolino
Di fianco alle versioni "mature" a fumetti, che possano raggiungere il già citato "pubblico alternativo" rispetto ai canoni di Topolino e Paperino, infatti, probabilmente vedremo moltiplicarsi numerose produzioni parallele nei settori in cui Disney è maestra, come il cinema, l'animazione, la TV, le licenze di videogames, i parchi a tema o i gadget di qualunque tipo. E la multinazionale potrà sfruttare senza ulteriore esborso anche strutture, settori produttivi e canali di distribuzione ben consolidati, dai canali satellitari per ragazzi (e non) sino alla catena dei Disneystore saldamente ramificati in tutto il pianeta, con tutto quello che c'è nel mezzo... ed è davvero un mondo tutto da esplorare, fatto di grandi numeri in quanto a fruitori ed interessi economici di altissimo profilo. Spider-Man, Iron Man, gli X-Men e tutti gli altri super-heroes, insomma, inizieranno a far sempre più spesso capolino sui nostri schermi e sugli scaffali dei negozi nelle nostre città, sotto forma di film ancora più numerosi, cartoni animati, telefilm, pupazzi, videogiochi, magliette, articoli per la scuola e via dicendo, diventando sempre più vere e proprie "icone" dell'immaginario collettivo ed aumentando a dismisura la loro popolarità. Per fare la felicità sia dei nuovi appassionati che della "vecchia guardia", che potrà ulteriormente appagare la propria "fame" di avventure anche attraverso altri media e che sarà sicura del futuro e del buon stato di salute dei propri eroi.
Per concludere il discorso, che però sarei contento di proseguire nei commenti, confrontandomi con gli altri appassionati che seguono questo blog, segnalo una serie di interessanti articoli on line che allargano la prospettiva ed offrono ulteriori punti di vista e spunti di riflessione:

lunedì 7 settembre 2009

"Romanzo Criminale" su Italia 1

"Romanzo Criminale" è un libro scritto dal romanziere e giudice Giancarlo De Cataldo e pubblicato nel 2002 da Enaudi. Basandosi anche sulle carte procedurali e pur reinventandone alcuni passaggi , l'autore ha raccontato in maniera affascinate ed assolutamente realistica la vera storia della "banda della Magliana", un'organizzazione criminale che ha bagnato di sangue le strade di Roma alla fine degli anni '70 ed è stata in qualche modo collegata a più importanti intrighi politici che hanno caratterizzato la storia del nostro paese nei cosiddetti "anni di piombo". Dal romanzo di De Cataldo è stato tratto nel 2005 l'omonimo film diretto da Michele Placido. Una pellicola intensa e ben realizzata, che ha vinto numerosi premi ed è stata apprezzata anche all'estero, diventando presto un "cult movie" non solo nel nostro paese.

Serial TV: Romanzo Criminale - La serie

L'anno scorso, a tre anni di distanza dall'uscita del film, la struttura di "Sky Cinema" ha messo in produzione un nuovo adattamento della vicenda in formato TV series, che si è immediatamente dimostrato la miglior serie TV mai realizzata in Italia. Quello diretto da Stefano Sollima, infatti, è un vero capolavoro, sotto tutti i punti di vista. Attori di ottimo livello, regia impeccabile, sceneggiatura perfetta, fotografia e post produzione all'altezza dei più costosi e blasonati telefilm americani, montaggio sapiente, colonna sonora azzeccata e ricostruzione storica (dagli ambienti ai costumi, passando per le attrezzature) dall'impressionante precisione: sono questi tutti gli elementi che fanno di questa serie un vero e proprio "must" per qualunque appassionato di serie televisive e, più in generale, per chiunque ami le storie affascinanti, che siano su carta, sul grande o sul piccolo schermo.

E se c'è anche qualche altro elemento che cerchi nelle produzioni seriali, oltre a quelli che ho appena citato... fra pochi minuti avrai la possibilità di scoprire in prima persona se questa produzione ha davvero tutto quello che ti appassiona, dato che proprio adesso Italia 1 sta iniziando a trasmettere in chiaro "Romanzo Criminale - La serie"! A partire da oggi, ogni Lunedì sera in seconda serata (tendenzialmente attorno alle 23:15), infatti, verrà trasmesso in formato widescreen e spero in versione integrale (senza alcun taglio o censura, anche alle scene più forti, violente e per "per stomaci forti", fortemente caratterizzanti e fondamentali per le atmosfere della serie) uno dei 12 episodi che compongono la prima stagione, mentre i tanti che l'hanno già vista e adorata su Sky o su Fox Crime... come il sottoscritto... sono in realtà già in attesa della seconda serie, messa subito in produzione visto il grande successo ottenuto su satellite dal progetto.



Se stai leggendo questo post "in diretta", dunque... spegni immediatamente il tuo computer e precipitati davanti allo schermo della tua televisione per gustarti gratis una delle poche cose che attualmente vale davvero la pena di seguire in TV! E lasciati trasportare dalla vita violenta e disperata del Libanese, del Freddo, del Dandy, della loro banda e di tutti i personaggi che gli ruotano intorno, come il commissario Scialoja o la splendida Patrizia. Immergiti nelle strade delle borgate romane e dei luoghi "da cartolina" della città eterna, tinti di rosso dal sangue degli efferati delitti criminali, degli scontri di piazza e degli attentati terroristici. Guarda uno spaccato crudo e impietoso della nostra società, con i suoi loschi intrighi politici e le connivenze fra i "poteri forti" e la malavita. Assisti alla trasformazione di una semplice "batteria" di criminali di strada nella più più potente organizzazione malavitosa della capitale, la "banda della Magliana", la banda di quelli che stavano col Libanese...

sabato 5 settembre 2009

"Battlestar Galactica" su Rai 4

"Battlestar Galactica" è la miglior serie TV di tutti i tempi. Ho già avuto modo di parlarne in un paio di occasioni sul blog e l'ho seguita sino alla conclusiva quarta stagione, guardandola tutte le settimane "in tempo reale" con la messa in onda negli Stati Uniti, anche perchè non era mai stata trasmessa in Italia al di fuori dei canali satellitari a pagamento.

Serial TV: Battlestar Galactica su Rai 4

Sono davvero contento, dunque, di poter annunciare che finalmente "Battlestar Galactica" è trasmessa in chiaro su Rai 4 ed è dunque disponibile gratuitamente per tutti sul digitale terrestre. L'appuntamento è fissato tutti i Venerdi sera alle 21:10, quando verrà trasmesso ogni settimana un nuovo episodio del serial. Si parte con la prima puntata della mini-serie introduttiva, che è stata mandata in onda ieri sera, ma che è già in replica nel preciso momento in cui scrivo e sarà nuovamente disponibile sia domani alle 17:30, sia Martedi in seconda serata. E se avete perso questo episodio d'esordio, vi consiglio di sfruttare uno di questi momenti per recuperare, dato che "BSG" merita davvero di essere seguita sin dall'inizio ed in maniera costante, per cogliere tutte le innumerevoli sfumature e sfaccettature di questa splendida e allegorica storia di fantascienza. Mi auguro che la programmazione sia integrale, arrivando sino alla quarta e conclusiva stagione (finora totalmente inedita in Italia, anche su satellite), col suo crescendo di emozioni e colpi di scena, e mi riprometto di analizzare presto il gran finale della saga, che ho adorato. Ma faccio subito l'ennesimo applauso ai curatori di Rai 4, che finalmente rendono disponibile questo capolavoro gratis per tutti e con qualità digitale!

Gli unici a non essere entusiati, probabilmente, saranno quelli della Hobby & Work, che da qualche settimana erano tornati a distribuire in edicola la collezione DVD di "Battlestar Galactica". Per dover di cronaca: ho acquistato "a prezzo lancio" il primo numero della raccolta e, a dispetto di una confezione che mi aveva deluso (senza nemmeno un prodotto editoriale di accompagnamento... che so... una guida all'universo della serie, fotografie dei protagonisti, schede sulle attrezzature...), il supporto è di ottima qualità, sia per suono che per immagini, e presenta la saga nello splendore del 16:9 (contrariamento alla versione in TV). Peccato per l'assenza di sottotoli. A livello economico, però, conviene acquistare in edicola solo la prima uscita, perchè, a conti fatti (25 uscite settimanali per 9,9 € ciascuna) raccogliere questa edizione si rivela molto più costoso che acquistare i cofanetti DVD di "Battlestar Galactica" in italiano (che sono già disponibili fino a Season 3 e ospitano anche tutti i contenuti extra e i "webisodes"; manca solo proprio la mini iniziale, venduta inspiegabilmente in un disco singolo a parte).

Se non avevi mai visto prima "Battlestar Galactica" e ti incuriosisce al punto giusto o vuoi tornare ad ammirarla o addirittura iniziare a collezionarla, insomma, questo è proprio il momento che fa per te! So say we all!


mercoledì 2 settembre 2009

Tomas Milian, il romano de Cuba

"Stracult" è una divertente trasmissione televisiva in onda da qualche anno su Rai Due, specialmente nel periodo estivo. Il programma è interamente dedicato al cinema italiano cosidetto "di serie B", spesso e volentieri anche a basso costo, con il suo variegato e colorato mondo di poliziotteschi, western, eroticomici, horror e via dicendo. Una sconfinata collezione di pellicole e personaggi, per un tipo di produzione molto apprezzata dal pubblico e successivamente anche rivalutata in chiave "artistica", diventando fonte di ispirazione per molto registi moderni di fama planetaria. Il magazine analizza parte di questo mondo, specialmente grazie all'incontro con i protagonisti dell'epoca, ai loro commenti ed ai loro aneddoti, che svelano cosa c'era davvero dietro a quelle produzioni.

Cinema: Tomas Milian

Nell'edizione più recente del programma, andata in onda nel corso di questa estate, è stata presentata a puntate anche una vera chiccha: la splendida intervista al grande Tomás Milián, interprete di mitici personaggi come Er Monnezza, il commissario Nico Giraldi o il Gobbo. L'attore ha girato decine e decine di film, alcuni dei quali sono diventati dei veri e propri "cult movie", specialmente grazie al talento ed alla versatilità del protagonista, capace di ottenere ottimi risultati sia nel cinema "popolare" che in quello d'autore, collaborando con alcuni fra i più grandi registi italiani e stranieri. Nato a Cuba, infatti, l'attore si è presto trasferito in Italia dopo una breve esperienza negli Stati Uniti, per diventare un mito nel nostro paese durante gli anni settanta e poi tornare a calcare set più internazionali. Ma nel corso della sua permanenza italiana, attraverso i ruoli ineterpretati sul grande schermo, era praticamente diventato il romano per antonomasia, anche grazie al doppiaggio del grande Ferruccio Amendola.

L'intervista concessa a "Stracult" si intitola, non a caso, proprio il "Il romano de Cuba" ed è un divertente, ironico, intenso e quasi mai nostalgico racconto di un uomo che, parlando dei film girati duranti i suoi anni più belli, parla di se stesso e del suo mondo. Senza alcun rimpianto e con estrema sincerità, forse anche per via dell'intervistatore. Dall'altra parte della telecamera, infatti, c'è Paco Fabrini, il giornalista che da piccolo interpretava proprio il ruolo del figlio di Milian in molti dei suoi film. Sono davvero contento di riuscire a presentare nella playlist più in basso la versione integrale del documento filmato, grazie all'encomiabile lavoro di condivisione svolto dall'utente di YouTube conosciuto come Fenice, poi ripreso sul canale 00akros00, dopo la cancellazione del suo account: buona visione e buon divertimento!


 

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