
E' davvero strano, quasi irreale, pensare che non potrò essere più stupito dalle sue novità, da quelle idee e sonorità uniche e sempre imprevedibili che per lungo tempo hanno contribuito a innovare e plasmare l'impalpabile mondo fatto di note. Il genio è sempre andato di pari passo con la sregolatezza. L'uomo è diventato leggenda. Ed è rimasto schiacciato dal peso di un'infanzia rubata e dalla costante pressione di quell'industria che lo ha sempre coperto e giustificato, ma soltanto per sfruttarlo e spremerlo fino al midollo, sacrificandolo sull'altare del mercato e dello show business. Non sono qui per commentare la sua vita, le sue scelte personali discutibili e condannabili, le stranezze che hanno creato il mito e che, troppo spesso, lo hanno sostituito alla persona, con le sue incertezze, le sue paure, le sua fragilità. Sono qui perchè MJ non aveva semplicemente il funk, MJ era il funk. Dunque ho voglia di ricordarlo. Di far nuovamente correre sulla mia pelle quel brivido di emozione e gioia che le sue canzoni sono state capaci di regalarmi. E al di là di qualunque cosa io possa scrivere, probabilmente c'è un solo modo davvero giusto per farlo: proprio attraverso la sua musica...
Nessun commento:
Posta un commento