venerdì 23 ottobre 2009
U2ube: il concerto degli U2 su YouTube
sabato 26 settembre 2009
I love "The Macro Orchestra"!


martedì 25 agosto 2009
Moonwalking on the clouds

E' davvero strano, quasi irreale, pensare che non potrò essere più stupito dalle sue novità, da quelle idee e sonorità uniche e sempre imprevedibili che per lungo tempo hanno contribuito a innovare e plasmare l'impalpabile mondo fatto di note. Il genio è sempre andato di pari passo con la sregolatezza. L'uomo è diventato leggenda. Ed è rimasto schiacciato dal peso di un'infanzia rubata e dalla costante pressione di quell'industria che lo ha sempre coperto e giustificato, ma soltanto per sfruttarlo e spremerlo fino al midollo, sacrificandolo sull'altare del mercato e dello show business. Non sono qui per commentare la sua vita, le sue scelte personali discutibili e condannabili, le stranezze che hanno creato il mito e che, troppo spesso, lo hanno sostituito alla persona, con le sue incertezze, le sue paure, le sua fragilità. Sono qui perchè MJ non aveva semplicemente il funk, MJ era il funk. Dunque ho voglia di ricordarlo. Di far nuovamente correre sulla mia pelle quel brivido di emozione e gioia che le sue canzoni sono state capaci di regalarmi. E al di là di qualunque cosa io possa scrivere, probabilmente c'è un solo modo davvero giusto per farlo: proprio attraverso la sua musica...
venerdì 26 giugno 2009
Artificial Kid, il Danno versione cyberpunk

Il progetto arriva così in maniera davvero forte e diretta a chi ama un determinato tipo di musica rap “anticonvenzionale” ed è anche appassionato di fantascienza. Senza che la cosa sia in qualche maniera “celata”, anzi il contrario, come dimostrano anche le varie (e molto gradite) citazioni nei testi di classici del cinema di fantascienza, come “Blade Runner”, Rollerball” o “A scanner darkly”… il film che ha ispirato anche il nome del mio blog e da cui è stato tratto lo stesso brano che ho deciso di usare come “apertura” di questo spazio web. Una coincidenza neppure tanto strana, visto quanto è bello. Ma la voglia di aderire ad un preciso movimento, comunque, è chiara anche senza ascoltare il CD, dato che la sua stessa confezione dice già molto. Un prodotto impostato con scelte grafiche ben precise e un book zeppo di belle illustrazioni “di genere”, che partono dai capisaldi imposti dalla rivista francese “Metal Hurlant”, ma poi si lasciano contaminare dagli stili delle scuole sud-americana e giapponese. Sembra anche che il progetto voglia andare al di là del campo musicale, proiettandosi su più scenari e dando vita ad una serie di "costole" in altri settore della comunicazione.

L’idea è davvero interessante e credo sia il caso di citare tutti i suoi autori. L’aspetto grafico è opera di Champa (character e graphic concept) e di Francesco “Paura” Curci (graphic design e logotype). La produzione musicale è realizzata da StabbyoBoy e Craim. Last, but not least, la voce e autore dei testi… il Danno, anche conosciuto come Simone Eleutieri… di cui ho già avuto modo di parlare, definendolo “il miglior MC italiano”… Anche questa prova riconferma il suo dominio. Testi oscuri, "ribelli" e densi di significato, che sono capaci di evocare e rendere visibili e credibili scenari apocalittici assolutamente inusuali per la scena musicale, specialmente italiana. Liriche che usano alla perfezione la caratteristica basilare del genere SF: lanciare una visione verso un ipotetico futuro, per dare in realtà uno sguardo disilluso e concreto al nostro presente, esaltato sotto la lente deformante e abbagliante della fantascienza. Il Danno, dunque, conserva come al solito la sua capacità di scrivere ottimi testi, ma per l’occasione modifica il suo nome in Artificial Kid, così come modifica leggermente il suo stile ed il suo approccio alle rime. L’abituale scioltezza in alcuni pezzi viene volutamente sostituita da un incastro più “meccanico”, quasi da “lavoro in pelle sintetica”, attraverso un rap più secco del solito e davvero asciugato di qualsiasi orpello. Forse dire che Artificial Kid sia il Danno 2.0 è esagerato, ma credo che possa rendere l’idea e incuriosire a sufficienza chiunque lo conosca già e voglia confrontarsi con questa sua nuova incarnazione.
Dopo aver segnalato il website ufficiale di Artificial Kid, inserisco di seguito un “video” rilasciato per lanciare “Il sistema”, traccia d’apertura di “Numero 47”, che probabilmente è anche il mio pezzo preferito del CD e di cui ho dunque deciso di pubblicare più in basso anche il testo integrale.
"E il sistema non gradisce intrusi,
il sistema sa come si fa e partorisce figli già con gli occhi chiusi.
Lastrica le vite di metallo e plastica,
ci mastica, per risputarci fuori coi circuiti fusi.
In uno stato di perenne incubazione,
la grande madre controlla la popolazione.
Ci tiene sotto stretta ibernazione,
con una pistola puntata in testa in nome dell'evoluzione.
Ah, il sistema detta legge, ci dirige ci protegge da noi stessi,
alza muri spessi un metro e li sorregge,
ci guida come pecore nel gregge,
ci rende spettatori, prevede i nostri errori e li corregge.
Il sistema è industria, azienda, informazione.
E vuole risultati senza la minima emozione,
la perfezione da raggiungere a ogni prezzo,
il sistema è il fine ed è pronto a usare ogni mezzo.
Il sistema sa, stabilisce ogni necessità,
alza altari per la nascita di nuove civiltà
mosse da una volontà unica,
un grande cuore freddo di titanio sotto una membrana umida.
Il sistema dà piacere e lo tramuta in dipendenza,
in cambio chiede solo l'assoluta obbedienza,
blocca e demolisce ogni interferenza,
mentre alza torri in nome del progresso e della scienza.
Gelido chirurgo, calcola ogni numero,
terapia d'urto per il piano di recupero.
In questa caccia all'uomo su scala globale
questo è l'ultimo passo, questo è l'atto finale."
venerdì 5 giugno 2009
Musica, quando stai bene in armonia con il mondo

Ad offrirmene l'occasione è l'uscita del nuovo CD di Gioman e Killacat, intitolato "Block Notes". Anche questo lavoro dei "dance hall soldiers" catanzaresi, infatti, è prodotto dall'etichetta di mio fratello e spicca immediatamente nel panorama delle uscite reggae nostrane per originalità e qualità. Questa unione di forze totalmente calabre, infatti, ha dato vita ad un'alchimia molto particolare, che si concretizza in sedici pezzi potenti e trascinanti. Gioman e Killacat si trovano a loro agio sulle tutte le basi ed i diversi ritmi, ci viaggiano sopra in maniera molto naturale e fluida. Le voci dei due cantanti, molto diverse fra loro, riescono ad esplorare tutte le sfaccettature del genere, compensandosi e completandosi a vicenda. I testi interessanti e le metriche sempre calibrate, inoltre, si fondono alla musica in un messaggio sonoro denso e convincente, che sicuramente si farà presto ascoltare e ballare nelle serate di tutta Italia.

domenica 24 maggio 2009
Abbiamo solamente…

Inizio in ordine cronologico, pubblicando il video di “Abbiamo solamente”, il primo estratto dall’album “E poi, all’improvviso, impazzire” di Ghemon & The Love 4tet. Un disco che sfoggia la bellezza di 21 tracce, in cui Ghemon si dimostra sempre capace di scrivere bei testi e viaggiare sui differenti beat in maniera eclettica, con un stile personale e già ben riconoscibile, ma al tempo stesso capace di creare atmosfere e contesti diversi. Un disco fatto di belle basi e bei testi, scritti e cantati da un ottimo autore, che piacerà sicuramente a tutti gli amanti del buon rap italiano, con alcuni pezzi particolarmente radiofonici ed orecchiabili, che potrebbero riuscire a sorpassare i confini del panorama indy e del pubblico di genere, per proiettarsi su una scena molto più ampia.

“Abbiamo solamente” è sicuramente uno di questi, anche grazie al traino generato dall’omonimo videoclip presentato più in basso, realizzato da Martina Di Tommaso e Dario Di Mella, autori di una sorta di trilogia che andrò a completare nelle prossime settimane. Ma se non vuoi aspettare i miei update "col contagocce" e se ancora non li hai visti nemmeno in TV in rotazione sempre più costante su “All Music”, puoi andare direttamente sul canale ufficiale di Macro Beats su YouTube, in cui sono sempre disponibili in anteprima tutti i contenuti video legati in qualche modo all’etichetta.
domenica 19 aprile 2009
Il Fattore X



Fra tutti i concorrenti in gara, sin dall’inizio ero stato colpito dai giovani Ambra Marie e Daniele, dal gruppo The bastard sons of Dionison e specialmente da Matteo. Arrivati all’ultima puntata di “XFactor” edizione 2009, purtroppo i primi due sono stati eliminati (la prima troppo presto, l’altro ingiustamente in semifinale) e i restanti dovranno vedersela in finale con Juri. E sono qui oggi proprio a perorare la causa di uno di loro, ovvero il mio bravissimo omonimo livornese. Una voce straordinaria ed eclettica, diretta, “piena” e potente, capace di un’intonazione ai limiti della perfezione e di raggiungere note altissime, tenute senza nessun tentennamento e alcuna imprecisione, in un crescendo emozionante e intenso. Se scrivo oggi di “XFactor”, senza aspettare di conoscere il risultato della gara che si svolgerà fra poche ore, infatti, è proprio per invitare chiunque segua la trasmissione e si trovi a leggere questo post a votare questa sera per Matteo Beccucci. Se non lo hai ancora mai visto all’opera, fra le sue tante esibizioni ho deciso di selezionare e inserire di seguito la sua splendida interpretazione di “Eye in the sky” degli Alan Parson Project. Guardala… anzi… ascoltala e capirai perché stasera, per la prima volta nella mia “vita di telespettatore”, mi farò “incastrare” dal meccanismo del televoto e supporterò questo talentuoso artista. Magari non sarà lui a vincere, anche se è il più bravo… in fondo anche i Bastards sono forti ed hanno decisamente molto appeal sul pubblico giovane, mentre Yuri sembra decisamente molto più “collocabile” e redditizio dal punto di vista discografico / aziendale… ma il “caso Ferreri” dimostra che alla fine sono le qualità individuali a contare davvero e che non è necessario vincere “XFactor” per sfruttarlo come “trampolino di lancio” verso un futuro musicale brillante.
venerdì 28 novembre 2008
E' come se foste con me
martedì 28 ottobre 2008
Macro Marco @ Cargo - Scalo 76
domenica 14 settembre 2008
Cosmic Royale Reggae Sound

martedì 2 settembre 2008
E' necessario
Ma quanto mi rappresenta questa canzone di Tiromancino? Tanto. Risposta scontata ad una domanda retorica. Perchè anche io ogni tanto ho paura del futuro. Perchè sono convinto di dover provare ad essere sempre coerente con me stesso, in qualsiasi tipo di scelta. Di non dover mai fare cose in cui non credo davvero. Però ogni tanto mi viene da chiedermi... Tutto questo essere ligio alle regole che io stesso mi sono imposto... "E' necessario"? Non potrei permettermi qualche "colpo di testa", che vada contro il mio abituale modo di essere e pensare? Una reazione istintiva, non "filtrata" e fuori dai miei standard? E anche io finisco per rispondermi che non è il caso di porsi troppe domande, meglio continuare semplicemente a vivere... però sempre guardando verso il sole e cercando qualcosa di speciale all'orizzonte...
martedì 19 agosto 2008
Estate 2008? Senza tormentone musicale!
Ma allora come è possibile, mi chiedo e ti chiedo, che non sia in heavy rotation un pezzo "party" ed orecchiabile come "American boy" di Estelle e del grande Kanye West?
O che in radio non facciano ascoltare sino allo sfinimento "Closer", col suo mix di r'n'b e sonorità da club londinese, di quel gran figo di Ne-Yo (di cui io invece adoro anche il video, le sue scelte cromatiche decise e intense, oltre al fantastico inserimento dei testi nelle riprese)?
O che l'ennesimo capolavoro dei Coldplay (che già da "Speed of sound" in poi hanno decisamente iniziato a scalare la classifica dei miei musicisti preferiti... dunque avrò sicuramente voglia e modo di parlarne meglio in futuro...), intitolato "Viva la vida", non stia spopolando ed emozionando in maniera ossessiva chiunque sia ancora dotato di un udito decente e di un minimo di gusto musicale?
Misteri della musica e dei "memi", che probabilmente questa volta non sono riuscito a sondare sino in fondo. Ma... in fondo... queste canzoni, per me molto belle, sebbene tra loro molto diverse, mi è bastato scoprirle e goderne, condividendole con piacere anche con te e con tutti gli altri amici che continuano imperterriti a visitare il mio blog anche in questi giorni "di stanca". E tu, invece, sei già riuscito ad individuare il tormentone musicale della tua estate?
lunedì 28 luglio 2008
Il cielo sopra Carpi: Subsonica, suono e luce
I Subsonica non si sono certo "adagiati sugli allori". Ormai sono una delle realtà musicali più riconosciute e riconoscibili del nostro paese, con uno stile unico, video in rotazione continua, singoli capaci di scalare le top o dischi che si piazzano bene nelle classifiche e al tempo stesso continuano ad ottenere ottime recensioni dagli addetti ai lavori. E per fortuna sul palco continuano a dare tutto. Ieri sera, quantomeno, lo hanno fatto. Hanno suonato per più di due ore, senza risparmarsi, sprigionando tanta adrenalina e tanta energia da contagiare tutto il pubblico presente, senza un attimo di tregua o di stanchezza. Una marea di persone in continuo movimento, con cui hanno stabilito subito un rapporto di confidenza, dando vita ad una serata in cui Samuel ha trovato scatenata risposta ad ogni suo "Sentilo!" e ad ogni richiesta di mani in aria. Ma ha anche scherzato e dialogato col pubblico, sghignazzando di gusto quando Boosta ha sbagliato l'attacco di un pezzo o esprimendo le sue idee sui temi sociali ed ecologici che da sempre sono più cari alla band.
Dal punto di vista sonoro, lo spettacolo è stato davvero intenso, con il meglio del repertorio dei Subsonica in versione davvero intrigante e sparato fuori dalle casse al massimo dei decibel. E a trasformare uno splendido concerto in un grande show ci ha pensato l'impatto scenico, curato nei minimi particolari e giocato su un sistema di spettacolari luci interattive. Sul palco, infatti, la band è schierata praticamente in linea ed è attorniata da una serie di pannelli al neon, che si illuminano con tonalità sempre differenti e riproducono effetti visivi diversi a seconda del brano suonato in quel momento. Ad un certo punto il gruppo si è addirittura trovato circondato da pannelli luminosi e, come un animale richiuso in una (luminosa e psichedelica) gabbia, ha iniziato a scatenarsi sul versante elettronico, per una ventina di minuti di adrenalina tecno. Suono e luce sono diventati così un tutt'uno, sino a dare vita ad una serata davvero speciale, come forse puoi riuscire ad intuire dal video di seguito, messo on line da danignappetta, o dalle tante altre riprese del concerto realizzate col videofonino dal pubblico e poi condivise su YouTube.
venerdì 11 luglio 2008
Macro Marco su "Basement"





sabato 21 giugno 2008
Piombo e fango
Dunque pronti ad ascoltarlo e a muovere la testa a ritmo di musica...
Er Danno, aka Simone Eleutieri, è il miglior MC italiano di tutti i tempi. Colonna portante dei Colle der Fomento, insieme a Masito Fresco, Ice One, Dj Baro ed ai suoi altri compagni di viaggio "nell'hardcore e funk romano", dagli inizi degli anni '90 ha fatto la storia dell'hip hop in Italia. Volando molto alto. Sorpassando con scioltezza il resto della scena, grazie al suo stile unico ed alla potenza espressiva dei suoi testi. E per rendersene conto basta ascoltare un paio delle sue canzoni o assistere ai primi 5 minuti di una sua esibizione live. Metriche perfette, che si incastrano in maniera impeccabile e sono capaci di sfruttare sempre al meglio le potenzialità di una base. Testi intensi ed il più delle volte impegnati, che riescono a far passare un messaggio sociale, te lo spiattellano in faccia in maniera chiara e immediata. Proprio come "Piombo e fango", il pezzo nel videoclip che ti ho appena mostrato, tratto dall'album "Guerra fra poveri", distribuito da Vibrarecords Lab. Sul beat potente e coinvolgente creato da Mr. Phil, autore della compilation, Danno dimostra quello di cui è capace. E ribadisce ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, di essere il numero 1. Di aver raccolto il testimone lasciato parecchio tempo fa dalla crew "Sangue Misto", che sono anche campionati / citati proprio nel pezzo in questione.
Seguo e ammiro il Colle e Danno da sempre, attraverso i loro CD e le loro esibizioni live. La prima... se non ricordo male... nel 1994 o 1995 al Circolo degli Artisti... quando ancora era dalle parti di Stazione Termini (chi frequentava Roma nei primi anni '90 sa di cosa parlo). Di recente ho anche scoperto che Danno è un grande appassionato di fumetti. Era già possibile intuirlo attraverso gli "omaggi" inseriti in alcuni dei suoi testi, ma solo dopo aver letto la bella intervista che ha concesso agli amici di ComicUS.it mi sono reso conto di quanto stia dentro al mondo dei comics, dunque... adesso mi sta ancora più simpatico! :-)
mercoledì 11 giugno 2008
Diggin'
domenica 8 giugno 2008
Elettronica made in Japan
martedì 27 maggio 2008
Testa e croce
L'intero lavoro è un calderone di stili e sonorità diverse, che permettono di seguire l'evoluzione dell'autore e mostrano il suo grande eclettismo sia sotto il profilo contenutistico che musicale. Canzoni assolutamente ironiche e divertenti si affiancano a pezzi di denuncia, talvolta addirittura "politici", e dal contenuto mai scontato, anche quando parlano "semplicemente" di amore. Ad un pezzo rock, ne segue uno dai sapori caraibici, per poi passare con assoluta naturalezza all'hip-hop old school e al reggae roots, rimbalzando dal blues al jazz, ma senza snobbare la tradizione italiana e altre tendenze e generi. Per arrivare a quel miscuglio di tematiche e suoni che, combinati e tenuti insieme da una strana alchimia musicale, vanno a creare quello che è il suo (a)tipico e personalissimo (non)stile, fatto di contaminazioni e necessità di comunicare.
Ho sempre seguito Daniele Silvestri, trovandomi spesso a canticchiare le sue hit. Credo che sia uno dei migliori autori italiani, una delle poche "voci fuori dal coro". Un cantante che non ha paura di esporsi ed esprimere le sue idee, dimostrando che la musica può ancora essere un mezzo per divertirsi e far divertire, ma anche uno strumento di denuncia, per parlare a tutti dei problemi della società e stimolare una riflessione. "Monetine" è il perfetto contenitore di tutto questo, dunque... pur essendo essenzialmente una raccolta di vecchi pezzi... devo ammetere che ne sentivo davvero il bisogno, specialmente adesso. Hasta la victoria, Daniele... e alla prossima raccolta dei tuoi meritati successi...
Il testo di "Monetine" di Daniele Silvestri.
sabato 12 aprile 2008
La vera storia di Luigi delle Bicocche
domenica 9 marzo 2008
2008: Adesso!
Li considero una delle migliori band italiane contemporanee. Ho assistito a una loro esibizione per la prima volta nel 1995 e da allora li ho sempre seguiti con attenzione e affetto, fra performance live, dischi, apparizioni in TV, presentazioni radiofoniche e anche fugaci frequentazioni personali. Merito del comune amico Francesco, che mi ha sempre tenuto aggiornato sugli sviluppi e le alterne vicende di questo progetto interessante e multisfaccettato. Le sue vicende personali sono state così fortemente caratterizzate dalla musica e dalla vita del gruppo da portarlo a scrivere "E di sorpresa abbiamo 40 anni", un libro molto intenso e personale, dedicato proprio a questa sorta di "destino incrociato". Merito anche di mio fratello Marco, che ha collaborato con alcune delle loro tante incarnazioni e sembra proprio sul punto di tornare a farlo. Specialmente considerata la particolare impronta con cui hanno deciso di caratterizzare i loro ultimi concerti.
Il gruppo, infatti, sta portando in scena un arrangiamento in chiave reggae (anzi, "rocker reggae") di alcuni pezzi tratti dall'album più recente, intitolato "Reale", e dei loro "classici" che meglio si prestano a determinate sonorità. Sul palco la band sembra soddisfatta e divertita da questa opportunità, interpreta tutti i brani con calore e trasporto, comunicando al pubblico le giuste sensazioni. Il lavoro di "adattamento" è riuscito alla perfezione e ogni canzone suona benissimo, come se fosse stata scritta e composta per trovare questo apposito sbocco. Questi "remix reggae" dimostrano grande amore per il genere e arricchiscono le versioni originali, senza tradirne lo spirito, ma offrendocene un punto di vista diverso. Tutto è fatto con molta cura, stile e passione, che sprizzano dallo stage e contagiano il pubblico. Il risultato finale è uno spettacolo denso e appagante, un concerto in cui ci si fa rapire dalla vibrazione e da cui si esce decisamente soddisfatti, per la qualità della performance e l'efficacia del materiale proposto. Quella che è stata ufficialmente battezzata come la "Royale'sRockersReggaeSession" farà tappa live in un altro paio di città, poi... a quel che ho capito... sarà anche registrata in studio e offrirà a tutti la possibilità di ascoltare su CD questa rivisitazione di alcune fra più belle canzoni italiane dei nostri tempi.
Anche questa volta i Casino Royale dimostrano di non arrestare la loro evoluzione. Sono sempre capaci di reinventarsi e rinascere, senza mai aver paura di sperimentare e di rimettersi in gioco. Guardandosi continuamente attorno e recependo stimoli da quello che li circonda, ma senza mai dimenticarsi di dare ogni tanto uno sguardo anche al loro passato, decisamente "targato ska". Per poi tirar fuori, in maniera assolutamente naturale e fluida, qualcosa di completamente nuovo, sensazioni e suoni che ancora una volta sono capaci di far stare bene chi li ascolta. Proprio come è accaduto ieri. Davvero un grande live, perfetto per chi vuole ascoltare bella musica e ballare. Per quel che mi riguarda, insomma, questa nuova idea è promossa in pieno. E adesso non resta solo che attendere l'uscita del disco e sperare in un successivo tour estivo, per godere di nuovo dell'inconfondibile "Royale sound" in versione "giallo, rossa e verde".
PS: era parecchio tempo che non facevo un salto a Roma, ma credo di aver scelto la serata giusta per tornarci. Sono stato davvero soddisfatto dall'atmosfera che si respirava nel club capitolino, sebbene sia sempre strano ricordare come sia cambiato da quando lo frequentavo le prime volte... un centro sociale di due stanze, senza nemmeno il patio all'esterno... mentre ora è un locale di tutto punto. Ma in fondo l'importante è che dia sempre spazio a eventi come questo e che io continui a sentirmi a mio agio ogni volta che ci torno. Per quanto le cose siano diverse e per quanto passino gli anni... in quelle sale cariche di suono e ricordi riesco ancora a fare anche piacevoli incontri, neppure tanto inattesi...

