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venerdì 23 ottobre 2009

U2ube: il concerto degli U2 su YouTube


Domenica 25 Ottobre verrà trasmesso on line in diretta e gratuitamente il concerto che gli U2 terranno a Pasadena. A partire dalle ore 20:30 (che in Italia saranno in realtà le 4:30 del mattino successivo... purtroppo l'ora solare ed il fuso orario non giocano a nostro favore...), infatti, basterà collegarsi al canale su YouTube degli U2 per assistere in streaming alla penultima tappa del più recente tour della rockband irlandese, che ha segnato ovunque il "tutto esaurito". Il costo accessibile del biglietto di ingresso e l'innovativa struttura circolare del palco hanno decretato l'ennesimo successo del più amato gruppo musicale dei nostri giorni, che si è dimostrato ancora una volta anche decisamente "avanti" nell'utilizzo dei moderni mezzi di comunicazione. Il "Live from the Rose Bowl" sarà il più grande evento musicale distribuito in tutto il mondo attraverso il web e chi non riuscisse a seguirlo in diretta, avrà comunque la possibilità di vederlo nei giorni successivi in replica sempre su YouTube e sul sito ufficiale degli U2. Imperdibile!


sabato 26 settembre 2009

I love "The Macro Orchestra"!

"The Macro Orchestra" è il nuovo progetto di mio fratello Marco, meglio conosciuto sulla scena musicale come Macro Marco. Si tratta di un esperimento interessante e molto particolare, una sorta di "percorso artistico" diviso in più capitoli, ciascuno di quali sarà distribuito in un apposito EP. La prima tappa in questo viaggio sonoro è disponibile già da qualche tempo, nel CD intitolato "The Macro Orchestra - Love Edition EP", che di certo stupirà chi abitualmente segue le produzioni targate Macro Beats. Per iniziare questa nuova avventura, infatti, Marco si discosta dalle sonorità puramente reggae che hanno caratterizzato finora il suo lavoro, per esprimere il suo amore nei confronti della musica senza barriere e senza limiti di genere, spingendo il suo talento e la sua fantasia in direzioni finora ancora inesplorate.

Musica: Macro Marco e Biggie Bash

Questo "Love Edition EP" sfoggia un sound elegante e d'atmosfera, in cui le lezioni dell'hip-hop e del reggae, più in generale quelle della black music, vengono rielaborate e assumono nuova forma, creando un disco davvero fresco e nuovo, all'altezza delle migliori produzioni mondiali. La musica delle quattro tracce contenute nel CD è interamente composta da Macro Marco, che ha poi selezionato per ciascun brano un cantante diverso, collaborando con lui anche alla stesura finale dei testi. Ed ogni scelta è stata fatta in maniera attenta e ben calibrata, affidando ogni pezzo alla voce che avrebbe meglio saputo interpretare un determinato testo, sulla base specifica per cui questo è stato creato. "More than you know" è la track d'apertura dell' EP ed è cantata da Patrick Benifei (poliedrico musicista di Casino Royale, Africa Unite e Bluebeaters), poi arrivano "Twenty4Seven" con la voce di Biggie Bash (dei Boomdabash) e "Cover me" cantata da Julia, per chiudere con "Pass me by" interpretata e scritta da Tayio "Hist" Yamanouchi (volto noto della scena rap, cinematografica e televisiva italiana).

Musica: The Macro Orchestra - Love Edition EP

Se non lo trovi nel tuo negozio di dischi di fiducia, sappi che è possibile acquistare il CD, dalla grafica minimalista ed essenziale opera di Dest, direttamente dal sito ufficiale di Macro Beats. Ma per avere un assaggio del disco, è possibile ascoltare gratuitamente l'anteprima di "The Marco Orchestra - Love Edition EP" disponibile sul blog di Blue-Nox. Anche se "Twenty4Seven", il singolo cantato da Biggie Bash e scelto per lanciare il disco... che poi è anche l'unico di cui Marco ha scritto totalmente sia musica che testi (e che è anche la mia canzone preferita)... è già abbastanza noto, perchè ha avuto numerosi passaggi anche sulle frequenze della mitica Radio Deejay ed il suo video è in rotazione da circa un mese in TV su All Music. Se non l'hai mai sentito per radio e non sei riuscito ad incrociarne nemmeno il videoclip in televisione, sei arrivato nel posto giusto per rimediare, dato che più in basso ho inserito la versione del video per il web, che sta riscuotendo un grande successo, con più di 6000 visualizzazioni in meno di un mese! Pur non essendo il più bello fra i video prodotti per Macro Beats, chiude con un delizioso finale e specialmente permette di godersi (in versione integrale ed in alta definizione) una delle più belle canzoni uscite di recente nel circuito della musica indipendente! Dunque... buon ascolto e buon divertimento... sono sicuro che alla fine anche tu potrai dire "I love the Macro Orchestra"!



martedì 25 agosto 2009

Moonwalking on the clouds

A due mesi dalla sua scomparsa e pochi giorni prima di quello che sarebbe stato il suo cinquantunesimo compleanno... quando il carrozzone mediatico ancora non ha iniziato a mollare la propria presa selvaggia, ma c'è forse già la possibilità di iniziare a pensare, scavare nella memoria, sentire... senza essere condizionati da sensazionalismi e diatribe legate solo ed esclusivamente a questioni economiche... mi trovo a ricordare Michael Jackson. Un volto, un nome, un moonwalk. La frase di un testo che esce dai confini di una canzone e si congela in aria, colpendomi forte prima alla testa, poi allo stomaco, poi al cuore. Una nota alta tenuta a lungo e modulata. Un giro di basso che mi entra nel cervello e non vuole uscire più fuori. Un suono inconfondibile. Tutto un insieme di cose che, da quando ho memoria della musica, per me semplicemente significa musica.

Musica: Michael Jackson

E' davvero strano, quasi irreale, pensare che non potrò essere più stupito dalle sue novità, da quelle idee e sonorità uniche e sempre imprevedibili che per lungo tempo hanno contribuito a innovare e plasmare l'impalpabile mondo fatto di note. Il genio è sempre andato di pari passo con la sregolatezza. L'uomo è diventato leggenda. Ed è rimasto schiacciato dal peso di un'infanzia rubata e dalla costante pressione di quell'industria che lo ha sempre coperto e giustificato, ma soltanto per sfruttarlo e spremerlo fino al midollo, sacrificandolo sull'altare del mercato e dello show business. Non sono qui per commentare la sua vita, le sue scelte personali discutibili e condannabili, le stranezze che hanno creato il mito e che, troppo spesso, lo hanno sostituito alla persona, con le sue incertezze, le sue paure, le sua fragilità. Sono qui perchè MJ non aveva semplicemente il funk, MJ era il funk. Dunque ho voglia di ricordarlo. Di far nuovamente correre sulla mia pelle quel brivido di emozione e gioia che le sue canzoni sono state capaci di regalarmi. E al di là di qualunque cosa io possa scrivere, probabilmente c'è un solo modo davvero giusto per farlo: proprio attraverso la sua musica...








venerdì 26 giugno 2009

Artificial Kid, il Danno versione cyberpunk

“Numero 47” è un disco cyberpunk. Tostissime basi hip-hop, particolarmente sintetiche e in bilico fra futuro e passato, con sonorità molto moderne che si affiancano a suoni decisamente anni ’80, che sembrano estrapolati dai film di fantascienza del periodo. Le liriche non sono da meno. Testi potenti e ben strutturati, che viaggiano in una direzione ben precisa e seguono il filone della sci-fi di tipo cyberpunk, con utilizzo di terminologia e temi tipici del genere. Musica e parole diventano così un tutt’uno e danno vita ad un disco molto omogeneo e compatto, quasi a creare grazie alla loro alchimia un “universo immaginario” delineato ed autosufficiente.

Musica: Artificial Kid - Numero 47

Il progetto arriva così in maniera davvero forte e diretta a chi ama un determinato tipo di musica rap “anticonvenzionale” ed è anche appassionato di fantascienza. Senza che la cosa sia in qualche maniera “celata”, anzi il contrario, come dimostrano anche le varie (e molto gradite) citazioni nei testi di classici del cinema di fantascienza, come “Blade Runner”, Rollerball” o “A scanner darkly”… il film che ha ispirato anche il nome del mio blog e da cui è stato tratto lo stesso brano che ho deciso di usare come “apertura” di questo spazio web. Una coincidenza neppure tanto strana, visto quanto è bello. Ma la voglia di aderire ad un preciso movimento, comunque, è chiara anche senza ascoltare il CD, dato che la sua stessa confezione dice già molto. Un prodotto impostato con scelte grafiche ben precise e un book zeppo di belle illustrazioni “di genere”, che partono dai capisaldi imposti dalla rivista francese “Metal Hurlant”, ma poi si lasciano contaminare dagli stili delle scuole sud-americana e giapponese. Sembra anche che il progetto voglia andare al di là del campo musicale, proiettandosi su più scenari e dando vita ad una serie di "costole" in altri settore della comunicazione.

Musica: Artificial Kid

L’idea è davvero interessante e credo sia il caso di citare tutti i suoi autori. L’aspetto grafico è opera di Champa (character e graphic concept) e di Francesco “Paura” Curci (graphic design e logotype). La produzione musicale è realizzata da StabbyoBoy e Craim. Last, but not least, la voce e autore dei testi… il Danno, anche conosciuto come Simone Eleutieri… di cui ho già avuto modo di parlare, definendolo “il miglior MC italiano”… Anche questa prova riconferma il suo dominio. Testi oscuri, "ribelli" e densi di significato, che sono capaci di evocare e rendere visibili e credibili scenari apocalittici assolutamente inusuali per la scena musicale, specialmente italiana. Liriche che usano alla perfezione la caratteristica basilare del genere SF: lanciare una visione verso un ipotetico futuro, per dare in realtà uno sguardo disilluso e concreto al nostro presente, esaltato sotto la lente deformante e abbagliante della fantascienza. Il Danno, dunque, conserva come al solito la sua capacità di scrivere ottimi testi, ma per l’occasione modifica il suo nome in Artificial Kid, così come modifica leggermente il suo stile ed il suo approccio alle rime. L’abituale scioltezza in alcuni pezzi viene volutamente sostituita da un incastro più “meccanico”, quasi da “lavoro in pelle sintetica”, attraverso un rap più secco del solito e davvero asciugato di qualsiasi orpello. Forse dire che Artificial Kid sia il Danno 2.0 è esagerato, ma credo che possa rendere l’idea e incuriosire a sufficienza chiunque lo conosca già e voglia confrontarsi con questa sua nuova incarnazione.

Dopo aver segnalato il website ufficiale di Artificial Kid, inserisco di seguito un “video” rilasciato per lanciare “Il sistema”, traccia d’apertura di “Numero 47”, che probabilmente è anche il mio pezzo preferito del CD e di cui ho dunque deciso di pubblicare più in basso anche il testo integrale.



"E il sistema non gradisce intrusi,
il sistema sa come si fa e partorisce figli già con gli occhi chiusi.
Lastrica le vite di metallo e plastica,
ci mastica, per risputarci fuori coi circuiti fusi.
In uno stato di perenne incubazione,
la grande madre controlla la popolazione.
Ci tiene sotto stretta ibernazione,
con una pistola puntata in testa in nome dell'evoluzione.
Ah, il sistema detta legge, ci dirige ci protegge da noi stessi,
alza muri spessi un metro e li sorregge,
ci guida come pecore nel gregge,
ci rende spettatori, prevede i nostri errori e li corregge.
Il sistema è industria, azienda, informazione.
E vuole risultati senza la minima emozione,
la perfezione da raggiungere a ogni prezzo,
il sistema è il fine ed è pronto a usare ogni mezzo.
Il sistema sa, stabilisce ogni necessità,
alza altari per la nascita di nuove civiltà
mosse da una volontà unica,
un grande cuore freddo di titanio sotto una membrana umida.
Il sistema dà piacere e lo tramuta in dipendenza,
in cambio chiede solo l'assoluta obbedienza,
blocca e demolisce ogni interferenza,
mentre alza torri in nome del progresso e della scienza.
Gelido chirurgo, calcola ogni numero,
terapia d'urto per il piano di recupero.
In questa caccia all'uomo su scala globale

questo è l'ultimo passo, questo è l'atto finale."

venerdì 5 giugno 2009

Musica, quando stai bene in armonia con il mondo

Dopo averti mostrato il più recente "lato hip hop di Macro Beats", con cui mio fratello Marco è tornato alle origini ed al suo primo amore musicale, adesso è arrivato nuovamente il momento di associare il "marchio" Macro Marco alle sonorità più tipicamente reggae che lo stanno rendendo famoso.

Musica: Macro Marco, Gioman e Killacat

Ad offrirmene l'occasione è l'uscita del nuovo CD di Gioman e Killacat, intitolato "Block Notes". Anche questo lavoro dei "dance hall soldiers" catanzaresi, infatti, è prodotto dall'etichetta di mio fratello e spicca immediatamente nel panorama delle uscite reggae nostrane per originalità e qualità. Questa unione di forze totalmente calabre, infatti, ha dato vita ad un'alchimia molto particolare, che si concretizza in sedici pezzi potenti e trascinanti. Gioman e Killacat si trovano a loro agio sulle tutte le basi ed i diversi ritmi, ci viaggiano sopra in maniera molto naturale e fluida. Le voci dei due cantanti, molto diverse fra loro, riescono ad esplorare tutte le sfaccettature del genere, compensandosi e completandosi a vicenda. I testi interessanti e le metriche sempre calibrate, inoltre, si fondono alla musica in un messaggio sonoro denso e convincente, che sicuramente si farà presto ascoltare e ballare nelle serate di tutta Italia.


Il primo singolo estratto dal disco è "Musica", una trascinante e ritmata dichiarazione d'amore nei confronti di quella forma d'arte senza cui la vita di tutti noi sarebbe molto più povera e triste. Propongo di seguito proprio il video ufficiale di questa canzone, in rotazione già da tempo in rete e su "All Music", che mostra una "musicale" passeggiata nello storico quartiere San Lorenzo di Roma e vede la divertita e divertente partecipazione speciale dell'attore Andrea Rivera.


domenica 24 maggio 2009

Abbiamo solamente…

Mi è già capitato in passato di presentarti i lavori di mio fratello Marco, meglio conosciuto sulla scena reggae ed hip hop italiana ed europea come Macro Marco. Negli ultimi tempi molti dei suoi progetti e delle sue idee hanno preso concretamente forma in una serie di produzioni già disponibili e che stanno riscuotendo un interessante successo. Per provare a “mettere ordine” nella mole di tutto questo materiale distribuito quasi in contemporanea, pubblico oggi il primo dei miei “aggiornamenti Macro Beats”, ad uso e consumo di chi segue abitualmente il blog, ma anche di chi scoprirà il mio spazio web proprio andando alla ricerca di informazioni su queste novità musicali.

Musica: Ghemon e Macro Marco

Inizio in ordine cronologico, pubblicando il video di “Abbiamo solamente”, il primo estratto dall’album “E poi, all’improvviso, impazzire” di Ghemon & The Love 4tet. Un disco che sfoggia la bellezza di 21 tracce, in cui Ghemon si dimostra sempre capace di scrivere bei testi e viaggiare sui differenti beat in maniera eclettica, con un stile personale e già ben riconoscibile, ma al tempo stesso capace di creare atmosfere e contesti diversi. Un disco fatto di belle basi e bei testi, scritti e cantati da un ottimo autore, che piacerà sicuramente a tutti gli amanti del buon rap italiano, con alcuni pezzi particolarmente radiofonici ed orecchiabili, che potrebbero riuscire a sorpassare i confini del panorama indy e del pubblico di genere, per proiettarsi su una scena molto più ampia.


“Abbiamo solamente” è sicuramente uno di questi, anche grazie al traino generato dall’omonimo videoclip presentato più in basso, realizzato da Martina Di Tommaso e Dario Di Mella, autori di una sorta di trilogia che andrò a completare nelle prossime settimane. Ma se non vuoi aspettare i miei update "col contagocce" e se ancora non li hai visti nemmeno in TV in rotazione sempre più costante su “All Music”, puoi andare direttamente sul canale ufficiale di Macro Beats su YouTube, in cui sono sempre disponibili in anteprima tutti i contenuti video legati in qualche modo all’etichetta.



domenica 19 aprile 2009

Il Fattore X

Questa sera su Rai Uno verrà trasmessa in “prime time” la puntata finale del talent show “XFactor”, una gara canora televisiva fra nuove proposte, in cui il “fattore x” dovrebbe essere identificato nel talento musicale e nella capacità scenica di “stare sul palco”. Questa è la seconda edizione del programma, che al suo primo anno è riuscito a lanciare sul mercato Giusy Ferreri, interprete del brano tormentone “Non ti scordar mai di me”. Ma il suo successo, “forse” spinto anche dalla preziosa produzione di "un certo" Tiziano Ferro (questo nome non mi è nuovo...), si è dimostrato più duraturo di una semplice “infatuazione televisiva” e dall’album della cantante sono stati estratti anche altri singoli molto passati dalle radio. E la storia della Ferreri al primo “XFactor” non è stata neppure delle più lineari e vincenti: ripescata solo in una session di provini successiva all’inizio del programma, è riuscita ad arrivare in finale, ma non ha vinto. Non ho visto praticamente nulla della prima edizione, ma i suoi risultati, specialmente la capacità di segnalare dal nulla una voce così particolare, mi hanno spinto a seguire con curiosità la puntata inaugurale della nuova serie. E devo ammettere di essermi decisamente appassionato al contesto musicale del programma ed all’avventura vissuta dai concorrenti.

TV: XFactor

La struttura di questo format internazionale è semplice e divertente. Dopo una marea di provini (si parla addirittura di circa 30.000 audizioni) vengono selezionate due dozzine di cantanti, che sono divisi in tre categorie (under 25, gruppi e over 25), entrano in una sorta di “laboratorio musicale” e per una settimana vengono preparati dai loro vocal couch a interpretare i brani con cui si esibiranno live durante lo show settimanale in diretta. Dopodiché sta al pubblico da casa premiare tramite telefonate e sms i propri concorrenti preferiti: i due meno votati vanno al ballottaggio finale, in cui sono i tre giudici a decidere chi “salvare” fra i due. In palio, un contratto discografico di ben 300.000 € con una major, ma anche la possibilità di mettersi in mostra in una vetrina davvero unica. Però chiariamo subito una questione: sebbene il programma sia strutturato come un “reality show”, con il meccanismo “voto / nomination / eliminazione”, un appuntamento settimanale in prima serata ed alcuni “day time” quotidiani, in realtà è tutt’altra cosa. Perché rispetto ai tanti tizi dei reality, che non hanno alcun tipo di merito o qualità particolare, al di là del narcisismo e della capacità di esprimere il nulla cosmico aleggiante nelle loro menti, “XFactor” è una trasmissione che affonda le sue radici in un grande talento specifico, quello musicale, "spettacolare" e canoro, un vero e proprio "dono" che ha benedetto i suoi protagonisti. Che lo dimostrano anche con coreografie, esibizioni unplugged, duetti con ospiti speciali, eventi paralleli e tanto altro, sino all’emozionata presentazione dei loro pezzi inediti nel corso della semifinale. Tutto ciò, comunque, è successo sino alla puntata precedente, dato che il meccanismo della finale non prevede alcuna eliminazione e vedrà esclusivamente le esibizioni e l’elezione del vincitore di questa edizione. E non è l’unica differenza, dato che finora “XFactor” è sempre stato trasmesso su Rai Due, mentre la grande puntata conclusiva di stasera sarà di scena su Rai Uno, anche a premiare il grande successo ottenuto da questa edizione. Ovvero “La musica batte sempre sul Due! Ma anche no… ogni tanto batte sull’Uno”, modulando il “teaser” del simpatico e bravo Francesco Facchinetti, si… proprio “il figlio dei Pooh”… che è molto bravo nel suo ruolo... diciamo pure decisamente meglio come conduttore che come cantante (ma non ci voleva molto).

TV: Simona Ventura, Mara Maionchi e Morgan

Cosa mi ha preso di questo “XFactor”? Essenzialmente la musica, che è totalmente al centro del programma. Tutto gira intorno ad essa e se ne si è appassionati la trasmissione non può che piacere. Anche per scoprire i retroscena di un’esibizione, per capire come vengono preparate le performance, per vedere in che modo nasce e viene portata a termine un’esibizione. Oltretutto, molti dei cantanti selezionati hanno sfoggiato ottime qualità vocali e si sono dimostrati simpatici ed interessanti anche come “personaggi”, sebbene nella loro semplicità di esordienti. Tanto da spingermi a vedere sempre anche la striscia quotidiana su Rai Quattro, per seguire l’assegnazione dei brani, l’analisi delle esibizioni, le prove e tutte le attività legate alla “creazione” di cantanti capaci di salire su un palco, reggere la scena e “affrontare” il pubblico. Sempre senza dimenticare che la vera regina resta e sempre sarà la loro voce. Inizialmente, a dire il vero, ero leggermente indisposto dall’atteggiamento litigioso ed aggressivo dei tre giudici / allenatori, chiamati a rappresentare le diverse anime del panorama musicale moderno: la produttrice Mara Maionchi, il musicista Morgan e la conduttrice televisiva Simona Ventura. Credo che fosse tutto debitamente studiato a tavolino e che i tre in qualche modo “recitassero a soggetto”, per attirare l’attenzione e perché la “TV gridata”, purtroppo, esercita un malsano fascino sulle masse e garantisce audience. Ma per fortuna questo “elemento di disturbo” è andato lentamente scemando e, dopo inutili parolacce e sterili battibecchi, sono arrivati col tempo anche veri commenti di natura musicale e televisiva.

TV: Matteo Beccucci da XFactor 2009

Fra tutti i concorrenti in gara, sin dall’inizio ero stato colpito dai giovani Ambra Marie e Daniele, dal gruppo The bastard sons of Dionison e specialmente da Matteo. Arrivati all’ultima puntata di “XFactor” edizione 2009, purtroppo i primi due sono stati eliminati (la prima troppo presto, l’altro ingiustamente in semifinale) e i restanti dovranno vedersela in finale con Juri. E sono qui oggi proprio a perorare la causa di uno di loro, ovvero il mio bravissimo omonimo livornese. Una voce straordinaria ed eclettica, diretta, “piena” e potente, capace di un’intonazione ai limiti della perfezione e di raggiungere note altissime, tenute senza nessun tentennamento e alcuna imprecisione, in un crescendo emozionante e intenso. Se scrivo oggi di “XFactor”, senza aspettare di conoscere il risultato della gara che si svolgerà fra poche ore, infatti, è proprio per invitare chiunque segua la trasmissione e si trovi a leggere questo post a votare questa sera per Matteo Beccucci. Se non lo hai ancora mai visto all’opera, fra le sue tante esibizioni ho deciso di selezionare e inserire di seguito la sua splendida interpretazione di “Eye in the sky” degli Alan Parson Project. Guardala… anzi… ascoltala e capirai perché stasera, per la prima volta nella mia “vita di telespettatore”, mi farò “incastrare” dal meccanismo del televoto e supporterò questo talentuoso artista. Magari non sarà lui a vincere, anche se è il più bravo… in fondo anche i Bastards sono forti ed hanno decisamente molto appeal sul pubblico giovane, mentre Yuri sembra decisamente molto più “collocabile” e redditizio dal punto di vista discografico / aziendale… ma il “caso Ferreri” dimostra che alla fine sono le qualità individuali a contare davvero e che non è necessario vincere “XFactor” per sfruttarlo come “trampolino di lancio” verso un futuro musicale brillante.

venerdì 28 novembre 2008

E' come se foste con me

Durante lo scorso fine settimana i miei genitori, Franca e Roberto, sono venuti a trovarmi a Modena. Mi hanno aiutato concretamente a dare un'ultima sistemata alla mia nuova casa. Mi sono stati nuovamente vicini, come è sempre stato finora. Hanno condiviso con me anche l'inizio di questa nuova tappa nella mia vita. Purtroppo di solito siamo distanti. La Calabria e l'Emilia sono separate da svariati chilometri e parecchie ore di viaggio. Anche gli impegni sono tanti per tutti noi, aumentano esponenzialmente col passare degli anni, dunque il tempo da poter passare in loro compagnia è sempre di meno. Però stare insieme a loro è sempre speciale e unico. E dato che spesso non riesco a dire quello che penso, quello che sento, quello che provo... dato che tante volte mi viene molto più facile scriverlo... dato che so di per certo che ogni tanto anche loro fanno un salto dalle parti di questo blog... questo post è dedicato solo a loro. A loro che sento sempre vicini, anche se sono fisicamente lontanti. A loro che mi fanno essere sicuro di non essere solo, di avere sempre qualcuno su cui poter contare in ogni situazione. A loro che hanno contribuito a fare di me quello che sono oggi. A loro che hanno perdonato tutti i miei tanti errori. A loro che hanno sempre assecondato le mie aspirazioni. A loro che mi hanno aiutato a realizzare i miei sogni. A loro che mi hanno regalato il mio splendido fratello, con cui mi accingo a passare parte di questo weekend. Sebbene i genitori raccontati nel video sottostante, per come sono stati dipinti, in realtà sembrino molto diversi dai miei... la canzone "PadreMadre" di Cesare Cremonini (un cantautore davvero interessante, che sto iniziando a scoprire solo adesso) è per loro: "Se una canzone che stia al posto mio non c'è, eccola qua: è come se foste con me!". Grazie di tutto, mamma e papà, vi voglio bene.

martedì 28 ottobre 2008

Macro Marco @ Cargo - Scalo 76

In contemporanea con l’uscita di “Royale Rockers: the reggae sessions” in tutti i negozi di dischi, dopo la distribuzione in compagine con “XL”, la circolazione dell'opera in un'edizione su vinile a tiratura limitata e le critiche positive raccolte su siti e riviste del settore, i Casino Royale hanno iniziato il dovuto “tour” fra radio e TV per promuovere questa loro recente creazione. Il 20 Ottobre, in particolare, è stata messa in onda su Rai Due la loro performance live nel corso della trasmissione Cargo - Scalo 76, a cui ha partecipato anche mio fratello Marco. Nel corso dell'esibizione durante questo interessante programma, che ormai da anni si dimostra la “vetrina musicale” di riferimento della televisione di stato nostrana, la band ha eseguito “Cosmic sound”, pezzo remixato proprio dal “sangue del mio sangue” col suo nome d’arte, Macro Marco, invitandolo a fare un'apparizione speciale dietro ai piatti. Per tutti quelli che ne avessero perso la messa in onda originale, ma anche per chi ha ancora voglia di ascoltare e riascoltare il brano, vedendolo eseguito dai suoi creatori al gran completo, ecco di seguito un estratto video messo a disposizione degli utenti della rete proprio sul canale YouTube di MacroBeats. E tieni d’occhio questa pagina: sono certo che si riempirà in breve tempo di altre apparizioni di Marco sulle principali emittenti nazionali e internazionali, pubbliche e private: continua così, fratellino, col talento, lo stile e la personalità che hai… “sky’s the limit”!

domenica 14 settembre 2008

Cosmic Royale Reggae Sound

E' finalmente uscito il nuovo disco dei grandi Casino Royale, ma non perdere tempo a cercarlo nei negozi di dischi, vai direttamente dal tuo edicolante di fiducia! Il CD di "Royale Rockers: the reggae sessions", infatti, si può trovare in allegato al numero 37 (anno 4) di "XL", il magazine di "informazione gggiovane" del quotidiano "La Repubblica" in edicola a Settembre.
Musica: Casino Royale Rockers - The reggae sessions
Il disco è una diretta emanazione dell'omonimo tour live, basato su una rivisitazione in chiave "rocker reggae" dei più grandi successi della band, e riesce a riproporne tutte le caratteristiche vincenti. Il gruppo è decisamente a suo agio con le sonorità jamaicane e le applica in maniera funzionale e fluida a pezzi nati in maniera molto differente, "strizzando l'occhio" ai grandi del genere. Queste nuove versioni, però, non sono dei semplici "esercizi di stile", ma esplorano e "esplodono" le varie canzoni da altri punti di vista, mostrandone potenzialità inedite e aspetti inattesi. Le mie preferite? "Treno per Babilon", "Hi-Fi" e specialmente "Prova", già bella nella sua versione originale, quì diventa decisamente splendida. Oltre alle 10 tracce "storiche" rivisitate, trova spazio anche l'inedito "Comics Sound", che vede la partecipazione speciale di Mikey Dread e la collaborazione musicale di Macro Marco... che poi sarebbe "anche" mio fratello! Davvero un gran pezzo, di certo il più genuinamente reggae dell'intero album, che chiude in bellezza il lavoro e conclude l'ascolto con quel pizzico di "novità al 100%" che di certo non guasta.

La grande distribuzione del CD insieme alla rivista ha permesso al disco di mantenere l'equo prezzo di 14,80 €, una cifra secondo me ancora accettabile per acquistare un prodotto originale di questa qualità. Ma se prima di iniziare a cercarlo in giro vuoi saperne qualcosa in più, attraverso l'apposito speciale on line di XL potrai ascoltare un'anteprima dell'intero disco!
Concludo questo post con due piccoli "regali". Il primo è il video di "Protect me", proprio nella sua versione rinnovata che può ascoltare nel disco. Il secondo, decisamente più consistente e interessante, è in realtà messo a disposizione proprio da mio fratello: il download gratuito di "Royale Sound", nell'inedito "Come Around" remix realizzato da Macro Marco. Scarica e diffondi, è tutto assolutamente gratis e legale!

martedì 2 settembre 2008

E' necessario


Ma quanto mi rappresenta questa canzone di Tiromancino? Tanto. Risposta scontata ad una domanda retorica. Perchè anche io ogni tanto ho paura del futuro. Perchè sono convinto di dover provare ad essere sempre coerente con me stesso, in qualsiasi tipo di scelta. Di non dover mai fare cose in cui non credo davvero. Però ogni tanto mi viene da chiedermi... Tutto questo essere ligio alle regole che io stesso mi sono imposto... "E' necessario"? Non potrei permettermi qualche "colpo di testa", che vada contro il mio abituale modo di essere e pensare? Una reazione istintiva, non "filtrata" e fuori dai miei standard? E anche io finisco per rispondermi che non è il caso di porsi troppe domande, meglio continuare semplicemente a vivere... però sempre guardando verso il sole e cercando qualcosa di speciale all'orizzonte...

martedì 19 agosto 2008

Estate 2008? Senza tormentone musicale!

Probabilmente è complice anche la radio specializzata in revival scelta dai gestori del mio lido... che mi sta facendo riscoprire "classici" degli anni '80 e '90, senza però tenermi al corrente delle ultime tendenze... ma proprio non riesco ad individuare la "canzone tormentone" di questa estate 2008. Intendiamoci, qualche brano sentito di sfuggita in macchina o in giro con maggiore frequenza c'è, ma non "il" pezzo, quello che proprio non riesci ad evitare, che ti segue ovunque, che ti entra in testa sino a diventare un normale "rumore di fondo", che ti trovi a canticchiare senza volerlo sotto la doccia dopo una lunga giornata di mare. Eppure prima che la stagione iniziasse mi sembrava di aver puntato sui cavalli vincenti. Invece nulla: se avessi scommesso qualcosa con i miei amici, avrei sicuramente perso, pur pensando di andare sul sicuro. Forse improvvisamente non capisco più nulla di musica e di ciò che potrebbe far presa sulle masse? OK, forse sono un pò... ehm... forse sono decisamente fuori dal "giro delle discoteche" (grazie, ho già dato), però... non credo di aver "perso l'orecchio"!

Ma allora come è possibile, mi chiedo e ti chiedo, che non sia in heavy rotation un pezzo "party" ed orecchiabile come "American boy" di Estelle e del grande Kanye West?



O che in radio non facciano ascoltare sino allo sfinimento "Closer", col suo mix di r'n'b e sonorità da club londinese, di quel gran figo di Ne-Yo (di cui io invece adoro anche il video, le sue scelte cromatiche decise e intense, oltre al fantastico inserimento dei testi nelle riprese)?



O che l'ennesimo capolavoro dei Coldplay (che già da "Speed of sound" in poi hanno decisamente iniziato a scalare la classifica dei miei musicisti preferiti... dunque avrò sicuramente voglia e modo di parlarne meglio in futuro...), intitolato "Viva la vida", non stia spopolando ed emozionando in maniera ossessiva chiunque sia ancora dotato di un udito decente e di un minimo di gusto musicale?



Misteri della musica e dei "
memi", che probabilmente questa volta non sono riuscito a sondare sino in fondo. Ma... in fondo... queste canzoni, per me molto belle, sebbene tra loro molto diverse, mi è bastato scoprirle e goderne, condividendole con piacere anche con te e con tutti gli altri amici che continuano imperterriti a visitare il mio blog anche in questi giorni "di stanca". E tu, invece, sei già riuscito ad individuare il tormentone musicale della tua estate?

lunedì 28 luglio 2008

Il cielo sopra Carpi: Subsonica, suono e luce

Musica ad altissimo volume, luce avvolgente, una marea di persone... ecco lo scenario che si è prospettato ieri sera davanti agli occhi miei ed a quelli di Anna, quando siamo arrivati... con puntuale ritardo... nella splendida Piazza Martiri a Carpi. Il concerto gratuito dei Subsonica era iniziato da poco, ma l'immenso spazio ero già stracolmo di persone che non smettevano di saltare e dimenarsi, trascinate dal sound della band torinese. Con uno scaltro zig-zag e sebbene non proprio vicinissimi, siamo riusciti a ritagliarci il nostro spazio di fronte al palco ed abbiamo partecipato ad uno spettacolo davvero fantastico. Un'esperienza affascinante sia dal punto di vista musicale che da quello visivo, un evento multimediale e multisensoriale in cui suono e immagini si sono andati a completare ed arricchire.

I Subsonica non si sono certo "adagiati sugli allori". Ormai sono una delle realtà musicali più riconosciute e riconoscibili del nostro paese, con uno stile unico, video in rotazione continua, singoli capaci di scalare le top o dischi che si piazzano bene nelle classifiche e al tempo stesso continuano ad ottenere ottime recensioni dagli addetti ai lavori. E per fortuna sul palco continuano a dare tutto. Ieri sera, quantomeno, lo hanno fatto. Hanno suonato per più di due ore, senza risparmarsi, sprigionando tanta adrenalina e tanta energia da contagiare tutto il pubblico presente, senza un attimo di tregua o di stanchezza. Una marea di persone in continuo movimento, con cui hanno stabilito subito un rapporto di confidenza, dando vita ad una serata in cui Samuel ha trovato scatenata risposta ad ogni suo "Sentilo!" e ad ogni richiesta di mani in aria. Ma ha anche scherzato e dialogato col pubblico, sghignazzando di gusto quando Boosta ha sbagliato l'attacco di un pezzo o esprimendo le sue idee sui temi sociali ed ecologici che da sempre sono più cari alla band.

Dal punto di vista sonoro, lo spettacolo è stato davvero intenso, con il meglio del repertorio dei Subsonica in versione davvero intrigante e sparato fuori dalle casse al massimo dei decibel. E a trasformare uno splendido concerto in un grande show ci ha pensato l'impatto scenico, curato nei minimi particolari e giocato su un sistema di spettacolari luci interattive. Sul palco, infatti, la band è schierata praticamente in linea ed è attorniata da una serie di pannelli al neon, che si illuminano con tonalità sempre differenti e riproducono effetti visivi diversi a seconda del brano suonato in quel momento. Ad un certo punto il gruppo si è addirittura trovato circondato da pannelli luminosi e, come un animale richiuso in una (luminosa e psichedelica) gabbia, ha iniziato a scatenarsi sul versante elettronico, per una ventina di minuti di adrenalina tecno. Suono e luce sono diventati così un tutt'uno, sino a dare vita ad una serata davvero speciale, come forse puoi riuscire ad intuire dal video di seguito, messo on line da danignappetta, o dalle tante altre riprese del concerto realizzate col videofonino dal pubblico e poi condivise su YouTube.

venerdì 11 luglio 2008

Macro Marco su "Basement"

Musica: intervista a Macro Marco su Basement # 18
Sono davvero orgoglioso di presentarti la bella intervista che mio fratello Marco ha rilasciato allo splendido magazine musicale "Basement". Oltre ad essere una persona davvero speciale, infatti, è noto ai più come Macro Marco, il "nome d'arte" che utilizza quando si esibisce sui piatti dei club e delle dancehall di tutta Europa, ma anche dietro ai mixer e ai computer in studio. Mio fratello, infatti, è probabilmente uno dei migliori DJ di musica reggae dell'interno continente ed è uno dei più bravi e affermati produttori italiani del settore. Anche se di tanto in tanto non disdegna tornare al suo primo amore "a doppia H", ma specialmente contaminare le sonorità e sperimentare con i due generi.

Di recente anche la sua etichetta personale Macro Beats ha iniziato a decollare ed il Rototom Sunsplash in cui è attualmente impegnato credo sia davvero il "battesimo del fuoco" di questa sua nuova avventura. Poi il 29 Agosto uscirà nei migliori negozi di dischi anche la sua nuova collaborazione in veste di produttore con i Casino Royale sul progetto"Royale Rockers: The Reggae Sessions", lanciato con il nuovo video di "Protect me" in TV dal 7 Luglio ed il singolo "Cosmic Sound" (featuring Mikey Dread) in onda sulle principali radio nazionali proprio a partire da oggi.

E' proprio per questi motivi (e per tanti altri ancora), che la rivista "Basement" ha deciso di dedicargli ben 10 pagine del numero 18, disponibile da Giugno, con tanto di citazione in copertina! L'intervista curata da Luca Modica è realizzata molto bene e... anche per me che posso dire di conoscere davvero Marco... credo riescano a uscirne fuori tutto il suo amore per la musica, la sua passione, la sua professionalità, il sudore che ha buttato sui piatti per anni pur di affinare il suo stile, l'entusiasmo che porta con se in ogni serata, su ogni palco, in ogni piazza... Oltretutto l'articolo è anche ricco di fotografie e tutto il magazine è anche scaricabile gratuitamente on line: basta solo registrarsi gratis sul sito ufficiale della rivista e si può immediatamente accedere al free download della serie completa (numero 18 compreso, con Usher in cover), in un formato molto comodo da leggere sul proprio PC.

Prima di salutarti, in questa calda notte di Luglio, non mi resta che lasciarti con un invito per questa estate... Se sei appassionato di hip hop e reggae o se sei interessati a conoscerli meglio, se vuoi divertirti in una dancehall infarcita di dub plates, special e produzioni uniche al mondo, se hai voglia di passare una bella serata a base di "love, peace and unity"... dai uno sguardo alla pagina di Macro Marco su MySpace, la lista delle sue prossime date è in continuo aggiornamento ed arriva praticamente ovunque... da Ragusa al Silkeborg Reggae Festival, che sia solo a destreggiarsi sui piatti o che si esibisca insieme al suo amico e storico compagno d'avventura Brusco (che di certo non ha bisogno di presentazioni... uno dei pochi veri big della musica reggae in Italia) sotto il marchio di Gramigna: don't miss it! :-)

Tutte le immagini sono tratte dal free download di "Basement" # 18 (Giugno 2008) dal sito www.basementmag.info e sono © degli aventi diritto.

sabato 21 giugno 2008

Piombo e fango

Tutti zitti, adesso parla il Danno.
Dunque pronti ad ascoltarlo e a muovere la testa a ritmo di musica...



Er Danno, aka Simone Eleutieri, è il miglior MC italiano di tutti i tempi. Colonna portante dei Colle der Fomento, insieme a Masito Fresco, Ice One, Dj Baro ed ai suoi altri compagni di viaggio "nell'hardcore e funk romano", dagli inizi degli anni '90 ha fatto la storia dell'hip hop in Italia. Volando molto alto. Sorpassando con scioltezza il resto della scena, grazie al suo stile unico ed alla potenza espressiva dei suoi testi. E per rendersene conto basta ascoltare un paio delle sue canzoni o assistere ai primi 5 minuti di una sua esibizione live. Metriche perfette, che si incastrano in maniera impeccabile e sono capaci di sfruttare sempre al meglio le potenzialità di una base. Testi intensi ed il più delle volte impegnati, che riescono a far passare un messaggio sociale, te lo spiattellano in faccia in maniera chiara e immediata. Proprio come "Piombo e fango", il pezzo nel videoclip che ti ho appena mostrato, tratto dall'album "Guerra fra poveri", distribuito da Vibrarecords Lab. Sul beat potente e coinvolgente creato da Mr. Phil, autore della compilation, Danno dimostra quello di cui è capace. E ribadisce ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, di essere il numero 1. Di aver raccolto il testimone lasciato parecchio tempo fa dalla crew "Sangue Misto", che sono anche campionati / citati proprio nel pezzo in questione.


Seguo e ammiro il Colle e Danno da sempre, attraverso i loro CD e le loro esibizioni live. La prima... se non ricordo male... nel 1994 o 1995 al Circolo degli Artisti... quando ancora era dalle parti di Stazione Termini (chi frequentava Roma nei primi anni '90 sa di cosa parlo). Di recente ho anche scoperto che Danno è un grande appassionato di fumetti. Era già possibile intuirlo attraverso gli "omaggi" inseriti in alcuni dei suoi testi, ma solo dopo aver letto la bella intervista che ha concesso agli amici di ComicUS.it mi sono reso conto di quanto stia dentro al mondo dei comics, dunque... adesso mi sta ancora più simpatico! :-)

mercoledì 11 giugno 2008

Diggin'

"7 respiri" è il nuovo album di Kiave, bravissimo rapper nostrano che spicca nel panorama nazionale grazie a uno stile davvero unico, plasmato su una voce calda, metriche musicali e rime intense. Ne è un perfetto esempio il video che ha iniziato a circolare da poco, quello del nuovo singolo estratto dal disco, "Diggin'". Un beat rilassato e una base morbida vengono cavalcati con padronanza e sicurezza dal flow del cantante, dal suo fiume di parole, dai suoi testi decisi. Il risultato è una canzone che ti resta nelle orecchie e si fa riascoltare volentieri. Un pezzo che credo potrebbe essere anche molto radiofonico e che spero di sentire spesso in giro. Per adesso ti mostro il video, che risulta davvero apprezzabile sotto tutti i punti di vista. Una realizzazione che racconta una piccola storia e che si lega a filo doppio al testo della canzone, raggiungendo nel finale una perfetta e interessante fusione fra testo, musica e immagine. Segnalo anche un paio di scelte di casting a me molto gradite, non solo per la "partecipazione speciale" di mio fratello Marco (aka Macro Marco, che appare un paio di volte), ma anche per la splendida prova offerta dal mitico Rafè (il manager che parla al cellulare): la sua interpretazione forse non merita una candidatura all'Oscar, ma almeno al Golden Globe sì! :-)

domenica 8 giugno 2008

Elettronica made in Japan

Ammetto che il titolo di questo post è un pò ambiguo e, per evitare che possa trarti in inganno, vado subito a chiarire la situazione. In questo messaggio non andrò a parlare di tutte quelle meraviglie della tecnologia che il popolo giapponese è capace di immaginare, creare e imporre nel resto del mondo. Questo aggiornamento del blog, infatti, nasce dall'interessante avvenimento musicale a cui ho partecipato ieri sera, il "Node - Festival Internazionale di musica elettronica e live media". L'evento è stato organizzato nella splendida struttura della Galleria Civica di Modena, sfruttando in maniera ottimale tutti i suoi spazi, dalle sale interne al suo delizioso chiostro. Per quel che mi riguarda, ho stazionato proprio all'esterno, godendo della bella serata, della perfetta diffusione del suono e dell'esibizione degli ospiti attraverso un maxi schermo con la proiezione delle loro attività sul palco. Dopo un ottima pizza insieme ad Alessio, con tanto di Amaro del Capo a chiusura, siamo arrivati all'evento in tempo per assistere alla performace live dell'ospite più atteso: il dj e autore AOKI takamasa. Nato in Giappone, ma attualmente residente in Europa, sempre in movimento fra la Germania e la Francia, questo talento della musica elettronica sembra proprio essere una delle star internazionali del settore. Personalmente non sono un fan del genere... non ne capisco molto e non partecipo abitualmente a live di questo tipo... però mi sono divertito molto e, da profano, sono stato trascinato dalle ritmiche e dai loop proposti dal dj, dalle sonorità ipnotiche e minimaliste della sua musica. Senza nemmeno rendermene conto, mi sono trovato a ballare, muovendo le gambe e la testa a ritmo di musica, mentre continuavo a chiacchierare piacevolmente anche con Annalisa e Mauro, incontrati casualmente sul posto. L'elettronica immaginata e creata dai giapponesi... evidentemente riesce a imporsi in maniera naturale anche quando si parla di musica. Per fartene un'idea, puoi dare un click alla pagina di AOKI su Last.fm e al video sottostante, che mostra una sua appassionante esibizione live nel Dicembre 2007 a Tokyo, apprezzabile anche per qualità di riprese e fotografia...

martedì 27 maggio 2008

Testa e croce

Si intitola "Monetine" la nuova greatest hits doppia di Daniele Silvestri. L'ho acquistata pochi giorni fa e ormai è in "heavy rotation" sul mio portatile. Per gustarla meglio ho addirittura accantonato l'uso delle cuffie e sto lasciando che il suono si propaghi liberamente nel (pur angusto) spazio della mia stanza. L'album contiene i più grandi successi del cantautore romano e ripercorre tutta la sua carriera, da primi successi come "Le cose che abbiamo in comune" e "Cohiba" al recente tormentone "La paranza". La maggior parte di questi 35 pezzi è riproposta in versione originale o "live", ma sono anche presenti due inediti, una cover ("Una giornata al mare" di Paolo Conte) e cinque rifacimenti. Fra questi anche la title track "Monetine", di cui propongo più in basso un video live, versione rivista e aggiornata di "Pozzo dei desideri" del 1999. Un brano contro tutte le forme di dipendenza dal gioco d'azzardo, anche quello legalizzato dalle TV o dallo Stato per "battere cassa". Ma va inserita nella categoria dei riarrangiamenti anche la splendida"Idiota": le canzoni contenute nei due CD sono tutte (e dico proprio TUTTE) belle, ma probabilmente questa è la migliore dell'intera collection.

L'intero lavoro è un calderone di stili e sonorità diverse, che permettono di seguire l'evoluzione dell'autore e mostrano il suo grande eclettismo sia sotto il profilo contenutistico che musicale. Canzoni assolutamente ironiche e divertenti si affiancano a pezzi di denuncia, talvolta addirittura "politici", e dal contenuto mai scontato, anche quando parlano "semplicemente" di amore. Ad un pezzo rock, ne segue uno dai sapori caraibici, per poi passare con assoluta naturalezza all'hip-hop old school e al reggae roots, rimbalzando dal blues al jazz, ma senza snobbare la tradizione italiana e altre tendenze e generi. Per arrivare a quel miscuglio di tematiche e suoni che, combinati e tenuti insieme da una strana alchimia musicale, vanno a creare quello che è il suo (a)tipico e personalissimo (non)stile, fatto di contaminazioni e necessità di comunicare.

Ho sempre seguito Daniele Silvestri, trovandomi spesso a canticchiare le sue hit. Credo che sia uno dei migliori autori italiani, una delle poche "voci fuori dal coro". Un cantante che non ha paura di esporsi ed esprimere le sue idee, dimostrando che la musica può ancora essere un mezzo per divertirsi e far divertire, ma anche uno strumento di denuncia, per parlare a tutti dei problemi della società e stimolare una riflessione. "Monetine" è il perfetto contenitore di tutto questo, dunque... pur essendo essenzialmente una raccolta di vecchi pezzi... devo ammetere che ne sentivo davvero il bisogno, specialmente adesso. Hasta la victoria, Daniele... e alla prossima raccolta dei tuoi meritati successi...



Il testo di "Monetine" di Daniele Silvestri.

sabato 12 aprile 2008

La vera storia di Luigi delle Bicocche

In prossimità dell'ennesimo turno elettorale... quando ormai non ne posso più di ascoltare in TV i soliti noti... dire tutti le stesse cose, senza differenza fra una parte e l'altra... fare sempre le solite promesse... dimostrarsi lontani dalla gente... finalmente è arrivato qualcosa di diverso. Questa mattina ho scoperto qualcuno capace ancora di dire altro. Di non procedere per stereotipi e frasi fatte. Di parlare dei veri problemi del paese. Ma non dal palco di un comizio o da una tribuna elettorale. Purtroppo non è un politico. Non è uno di quelli che potrebbero davvero guidare l'Italia verso un futuro migliore, con maggiore giustizia sociale e prospettive più rosee per i giovani. Un futuro in cui magari si decida di investire maggiormente sull'istruzione e la ricerca. In cui si tutelino i diritti di tutti e non solo quelli dei privilegiati. In cui il lavoro sia un diritto e una certezza, non merce di scambio o spada di Damocle sui nostri capi. In cui nessuno sia costretto a rovistare nella spazzatura e fra gli scarti dei mercati per riuscire a mangiare. In cui le famiglie non debbano privarsi di tutto per arrivare a fine mese. Non si tratta di un "uomo di stato"... dicevo... uno di quelli sul cui nome o simbolo domani e dopodomani andrai a mettere una croce nelle urne. E' qualcuno che può "solo" spingerci a riflettere e sbatterci in faccia la dura realtà, da affrontare e risolvere. E' un cantante rap italiano. Si chiama Caparezza. E questo è il video della sua canzone "Eroe", tratta dall'album "Le dimensioni del mio caos". In meno di quattro minuti, affronta a viso aperto più temi scottanti di quanti i "politici di rango" si occupino in una campagna elletorale o in un'intera legislatura. Non so perchè, ma temo che non lo vedrai spesso in rotazione sulle music television nostrane...


domenica 9 marzo 2008

2008: Adesso!

Ieri sera al Branca i Casino Royale hanno offerto l'ennesima grande prova.

Li considero una delle migliori band italiane contemporanee. Ho assistito a una loro esibizione per la prima volta nel 1995 e da allora li ho sempre seguiti con attenzione e affetto, fra performance live, dischi, apparizioni in TV, presentazioni radiofoniche e anche fugaci frequentazioni personali. Merito del comune amico Francesco, che mi ha sempre tenuto aggiornato sugli sviluppi e le alterne vicende di questo progetto interessante e multisfaccettato. Le sue vicende personali sono state così fortemente caratterizzate dalla musica e dalla vita del gruppo da portarlo a scrivere "E di sorpresa abbiamo 40 anni", un libro molto intenso e personale, dedicato proprio a questa sorta di "destino incrociato". Merito anche di mio fratello Marco, che ha collaborato con alcune delle loro tante incarnazioni e sembra proprio sul punto di tornare a farlo. Specialmente considerata la particolare impronta con cui hanno deciso di caratterizzare i loro ultimi concerti.

Il gruppo, infatti, sta portando in scena un arrangiamento in chiave reggae (anzi, "rocker reggae") di alcuni pezzi tratti dall'album più recente, intitolato "Reale", e dei loro "classici" che meglio si prestano a determinate sonorità. Sul palco la band sembra soddisfatta e divertita da questa opportunità, interpreta tutti i brani con calore e trasporto, comunicando al pubblico le giuste sensazioni. Il lavoro di "adattamento" è riuscito alla perfezione e ogni canzone suona benissimo, come se fosse stata scritta e composta per trovare questo apposito sbocco. Questi "remix reggae" dimostrano grande amore per il genere e arricchiscono le versioni originali, senza tradirne lo spirito, ma offrendocene un punto di vista diverso. Tutto è fatto con molta cura, stile e passione, che sprizzano dallo stage e contagiano il pubblico. Il risultato finale è uno spettacolo denso e appagante, un concerto in cui ci si fa rapire dalla vibrazione e da cui si esce decisamente soddisfatti, per la qualità della performance e l'efficacia del materiale proposto. Quella che è stata ufficialmente battezzata come la "Royale'sRockersReggaeSession" farà tappa live in un altro paio di città, poi... a quel che ho capito... sarà anche registrata in studio e offrirà a tutti la possibilità di ascoltare su CD questa rivisitazione di alcune fra più belle canzoni italiane dei nostri tempi.

Anche questa volta i Casino Royale dimostrano di non arrestare la loro evoluzione. Sono sempre capaci di reinventarsi e rinascere, senza mai aver paura di sperimentare e di rimettersi in gioco. Guardandosi continuamente attorno e recependo stimoli da quello che li circonda, ma senza mai dimenticarsi di dare ogni tanto uno sguardo anche al loro passato, decisamente "targato ska". Per poi tirar fuori, in maniera assolutamente naturale e fluida, qualcosa di completamente nuovo, sensazioni e suoni che ancora una volta sono capaci di far stare bene chi li ascolta. Proprio come è accaduto ieri. Davvero un grande live, perfetto per chi vuole ascoltare bella musica e ballare. Per quel che mi riguarda, insomma, questa nuova idea è promossa in pieno. E adesso non resta solo che attendere l'uscita del disco e sperare in un successivo tour estivo, per godere di nuovo dell'inconfondibile "Royale sound" in versione "giallo, rossa e verde".



PS: era parecchio tempo che non facevo un salto a Roma, ma credo di aver scelto la serata giusta per tornarci. Sono stato davvero soddisfatto dall'atmosfera che si respirava nel club capitolino, sebbene sia sempre strano ricordare come sia cambiato da quando lo frequentavo le prime volte... un centro sociale di due stanze, senza nemmeno il patio all'esterno... mentre ora è un locale di tutto punto. Ma in fondo l'importante è che dia sempre spazio a eventi come questo e che io continui a sentirmi a mio agio ogni volta che ci torno. Per quanto le cose siano diverse e per quanto passino gli anni... in quelle sale cariche di suono e ricordi riesco ancora a fare anche piacevoli incontri, neppure tanto inattesi...

 

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