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domenica 6 dicembre 2009

Work(s) in progress

Sono passate tre settimane dall'ultimo aggiornamento del blog. Update così rarefatti non se ne vedevano da tempo. Nemmeno quando ancora non avevo la connessione a casa. Allora riuscivo a mettere on line almeno un nuovo post alla settimana. E invece adesso... Probabilmente ti starai chiedendo "Come mai?". No? Non te ne frega nulla? Beh, ormai stai leggendo... e comunque questo messaggio non sarà molto lungo... La causa scatenante degli "aggiornamenti con contagocce" è, credo, comune a molti di noi: lo scarso tempo a disposizione.



Al momento, infatti, sono totalmente concentrato sul lavoro, per sbrigare le "solite" incombenze, già da sole impegnative, a cui si è associata in maniera predominante l'organizzazione della presenza di Panini Comics France al prossimo Festival di Angouleme. Fra prodotti speciali, edizioni variant, ospiti, incontri, materiale promozionale, viaggi, ritardi calcolati, problemi inimmaginabili da risolvere e via dicendo, le giornate lavorative stanno durando davvero parecchio. Ed il poco tempo libero a disposizione lo sto impiegando nei periodici aggiornamenti del blog "Marvel made in Italy" e specialmente nel restyling di AmazingComics.it, con tutto quel che ne consegue anche per i "siti satellite" del suo circuito di informazione sul fumetto, che a breve sarà on line nella nuova versione per festeggiare i 20 anni di vita del progetto, da fanzine a sito Internet. Ti terrò aggiornato sugli sviluppi... ormai manca davvero poco...

Questa serie di impegni, oltre ad allontanarmi dagli update del blog, mi ha anche fatto rendere conto che gli spazi per curarlo saranno sempre pochi. Dunque, dovendo scegliere fra lunghi periodi di assenza digitale o mantenere l'attuale struttura dei post, ho deciso di modificare la "filosofia" dei miei interventi. Se finora ho sempre provato a pubblicare solo degli "approfondimenti" quanto più dettagliati possibile, da oggi in poi affiderò anche a brevi "aggiornamenti lampo" tutte quelle "chicche" che al momento invece condivido solo attraverso Facebook. Quando troverò qualcosa che, secondo me, merita davvero, proverò a lasciarne anche una presenza più "tangibile" e duratura sul blog, dato che sul network, nel suo flusso continuo di informazioni e materiali, finiscono per essere "dimenticate" e "sorpassate" troppo velocemente anche cose che pretendono più attenzione ed "esposizione". Magari nel corso dei fine settimana... proprio come in queste splendidi quattro giorni di riposo, dal 5 all'8 di Dicembre, oh yes... avrò ancora la possibilità di sbizzarrirmi con lunghissime disamine di film, musica, fumetti o serie televisive. Ma tendenzialmente preparati a brevi interventi, magari dei "flash" per commentare video, notizie particolari o immagini interessanti. Persino la grafica e la struttura del blog avranno prima o poi una leggera "rinfrescata", con l'immensa colonna di link in fondo a destra, per esempio, che andrà ad assumere una nuova veste, anche per velocizzare il caricamento della pagina.

Come avrai capito, i lavori sono in corso ed anche su più fronti. E, oltretutto, di idee per nuovi progetti ce ne sono ancora tante. Resta sintonizzato su queste frequenze per essere aggiornato su tutte le novità e fammi sapere che cosa te ne pare!

domenica 5 aprile 2009

Toshiba Regza 32 pollici? Si, grazie!

Erano parecchi mesi che meditavo l’acquisto di una televisione seria, che fosse all’altezza degli ultimi sviluppi della tecnologia. Negli ultimi anni, infatti, mi ero accontentato di un televisorino davvero "basic", per seguire qualche trasmissione e un po’ di sport in chiaro, ma mi ero specialmente affidato allo schermo del mio computer portatile, per consumare a ritmi serrati centinaia di film e decine di serie televisive in formato digitale.

Per un bel po’ di tempo mi è anche andata bene così. Mi sembrava già un miracolo il salto quantico dallo squallore dell’abituale programmazione TV, alla possibilità di poter sempre scegliere cosa vedere e quando vederlo, potendo attingere a qualsiasi tipo di contenuto video sia mai stato realizzato e condiviso. Inoltre “domanda & offerta” faticavano ad incontrarsi. Volendo “cambiare prospettiva”, infatti, di certo non mi interessavano televisori “old school” con tubo catodico, ma ho da subito puntato i più recenti modelli a schermo piatto. Come tecnologia ormai è diventata davvero “a portata di mano”, rispetto ai prezzi da capogiro di qualche anno fa, ma gli schermi che potevano essere di mio gusto costavano troppo o avevano specifiche tecniche non soddisfacenti, con “offerte speciali” che con un prezzo leggermente inferiore alla media in realtà mascheravano mancanze e “povertà” tecnologiche non accettabili. Ma ero fiducioso, perché notavo che da un po’ il rapporto fra prezzo e caratteristiche stava iniziando ad equilibrarsi, almeno secondo i miei desideri.

Hi-tech: Toshiba Regza LCD

E Martedì scorso la bilancia si è messa in pari. Insieme a Alessio, Marcello e Marco, infatti, mi sono recato in un centro commerciale specializzato in tecnologia e mi sono accaparrato uno splendido schermo piatto “a prezzo di costo”: un Toshiba modello Regza LCD a 32 pollici, HD ready, contrasto 18.000:1, risoluzione 1366 x 768 e un design moderno ed elegante. Dopo circa una settimana di utilizzo… costante e frenetico… devo dire che sono davvero soddisfatto!

L’impatto globale è ottimo. La visione su 32 pollici è un’esperienza splendida, grazie a cui si riescono a cogliere in maniera ben definita particolari e sfumature finora impensabili, rendendo ancora più appassionanti le scene spettacolari. La resa dei colori è perfetta. Anche i neri sono molto nitidi. Solo in scene quasi totalmente “oscure” si nota ogni tanto qualche tono “fuori posto”, ma probabilmente mi basterà settare meglio il bilanciamento del colore per ottenere un risultato perfetto. L’audio è all’altezza della situazione, con un effetto stereo dolby surround davvero impressionante. Il sistema di ricezione digitale terrestre è integrato, consentendo l’accesso a molti nuovi canali gratuiti, ma specialmente la ricezione del segnale delle emittenti nazionali in maniera molto più godibile. Davvero utile la funzione attraverso cui la visualizzazione dei programmi si adatta automaticamente al formato originale in cui vengono trasmessi, passando allo spettacolare widescreen non appena ce n’è la possibilità. Ma si può sempre modificare la visualizzazione a proprio piacimento, allargandola o ritagliandola, volendo anche “deformandola”, sino a portarla a tutto schermo.

Naturalmente ho sperimentato questa mia nuova “finestra sul mondo” anche vedendo alcuni DVD in cui l’aspetto visivo è fondamentale e molto particolare (per la cronaca, “L’incredibile Hulk”, “The Cell” e “Sin City”). Anche questo test è stato superato a pieni voti. La resa dei film da DVD è “pulita” ed affascinante sotto tutti i punti di vista, con figure sempre nitide e definite, colori vivi e brillanti, neri impeccabili, che rendono la visione un vero e proprio “spettacolo casalingo”.

Sarà l’effetto novità… sarà che quando guardo la nuova televisione vicino alla vecchia, mi sembrano quasi una mamma a spasso mano nella mano con la figlia… sarà che televisione mi concede piacevoli ore di svago… ma penso proprio di aver azzeccato la scelta! Dunque… ora è proprio arrivato il momento di salutarti… vado a vedere un po’ di TV… :-)

sabato 28 marzo 2009

Come fare il nodo alla cravatta

Ieri sono andato alla laurea di una persona speciale, che è andata davvero alla grande (complimenti!). Oltre all'ansia generata dall'attesa ed al batticuore per la discussione della sua tesi, prima di recarmi in facoltà ho dovuto affrontare un altro ostacolo... fare il nodo alla cravatta! Ho indossato questo elegante strumento di tortura davvero poche volte in vita mia e finora avevo sempre chiesto il supporto di qualcuno più esperto di me (e ci vuole pochissimo) per espletare le pratiche di assemblaggio dello strano oggetto. Sono anche arrivato a "riciclare" più di una volta lo stesso nodo, avendo l'accortezza di non disfarlo totalmente e di sfilare con attenzione la cravatta al momento di "tornare in borghese", per poi utilizzarla la volta successiva già pronta all'uso. Questa volta, però, ho dimenticato "questo piccolo particolare" e mi sono trovato con una bella cravatta inutilizzabile in valigia. Ma nel momento in cui me ne sono reso conto, sono riuscito a non disperarmi perchè sapevo di avere un'ultima spiaggia. Perchè sapevo che sicuramente su YouTube avrei trovato un video capace di insegnarmi alla svelta come salvare la situazione. E così è stato. Dopo decine e decine di tentativi a dir poco fallimentari, sono riuscito a compiere l'impresa con un discreto risultato, ma proprio "last minute", giusto cinque minuti prima di dover uscire da casa per non fare tardi, e solo grazie al seguente video messo on line sul canale Reloaded192. Ho pensato di condividerlo e farlo circolare per quanto possibile anche grazie a questo post, perchè è talmente chiaro ed immediato da poter essere d'aiuto a chiunque non appartenga al "popolo di quelli con la cravatta", ma abbia la necessità di entrare a farne parte per qualche occasione speciale e non sa proprio da dove partire.



PS: quasi al termine del pranzo, la cravatta ha fatto una brutta fine, macchiandosi (irreparabilmente?) di crema e cioccolato caldo...

venerdì 28 novembre 2008

E' come se foste con me

Durante lo scorso fine settimana i miei genitori, Franca e Roberto, sono venuti a trovarmi a Modena. Mi hanno aiutato concretamente a dare un'ultima sistemata alla mia nuova casa. Mi sono stati nuovamente vicini, come è sempre stato finora. Hanno condiviso con me anche l'inizio di questa nuova tappa nella mia vita. Purtroppo di solito siamo distanti. La Calabria e l'Emilia sono separate da svariati chilometri e parecchie ore di viaggio. Anche gli impegni sono tanti per tutti noi, aumentano esponenzialmente col passare degli anni, dunque il tempo da poter passare in loro compagnia è sempre di meno. Però stare insieme a loro è sempre speciale e unico. E dato che spesso non riesco a dire quello che penso, quello che sento, quello che provo... dato che tante volte mi viene molto più facile scriverlo... dato che so di per certo che ogni tanto anche loro fanno un salto dalle parti di questo blog... questo post è dedicato solo a loro. A loro che sento sempre vicini, anche se sono fisicamente lontanti. A loro che mi fanno essere sicuro di non essere solo, di avere sempre qualcuno su cui poter contare in ogni situazione. A loro che hanno contribuito a fare di me quello che sono oggi. A loro che hanno perdonato tutti i miei tanti errori. A loro che hanno sempre assecondato le mie aspirazioni. A loro che mi hanno aiutato a realizzare i miei sogni. A loro che mi hanno regalato il mio splendido fratello, con cui mi accingo a passare parte di questo weekend. Sebbene i genitori raccontati nel video sottostante, per come sono stati dipinti, in realtà sembrino molto diversi dai miei... la canzone "PadreMadre" di Cesare Cremonini (un cantautore davvero interessante, che sto iniziando a scoprire solo adesso) è per loro: "Se una canzone che stia al posto mio non c'è, eccola qua: è come se foste con me!". Grazie di tutto, mamma e papà, vi voglio bene.

domenica 2 novembre 2008

In diretta da Lucca Comics 2008

In questo momento sono a Lucca e digito dall'area stampa di Lucca Comics & Games 2008. Come ogni anno... dall'ormai lontanto Marzo del 1990, a parte un paio di forzate defezioni... partecipo con gioia alla più importante manifestazione italiana dedicata al mondo del fumetto. Quest'anno la convention non sembrava esser partita sotto i migliori auspici. Innanzitutto l'assenza di giorni festivi, con il ponte del primo di Novembre inesorabilmente fagocitato dal weekend. Poi anche la cattiva situazione metereologica, che dopo mesi e mesi di una gradita "primavera extra", ha di recente iniziato a funestare la penisola intera e sembrava dover scaricare anche sulla cittadina toscana una quantità non meglio definita di pioggia. Invece il benevolo dio del fumetto ha voluto premiare tutti i fan che hanno dedicato questo fine settimana al mondo delle nuvole parlanti. Arrivato ieri mattina in quel di Lucca insieme ad Alessio e Chiara, infatti, ho trovato ad attendermi un clima onesto ed un cielo decisamente tranquillo, che mi sta permettendo di godermi a pieno questi due giorni di relax e divertimento. A dir il vero finora non sono riuscito a fare poi tantissimo, però quel che ho fatto è stato decisamente piacevole... Le prime ore del pomeriggio di sabato le ho passate allo stand di Panini Comics, insieme a tanti amici e colleghi, "spacciando" comics in quantità industriale e avendo sopratutto l'onore di maneggiare (con estrema cura) lo splendida edizione deluxe del capolavoro "MARVELS" di Kurt Busiek & Alex Ross, ma specialmente il titanico volume della collezione Marvel Omnibus dedicata al "Daredevil di Frank Miller". E mi è sembrato qualcosa di incredibile. Se sono quì alla fiera del fumetto di Lucca, se lavoro in Panini Comics, se ho fatto dell'arte sequenziale non solo la mia più grande passione, ma anche la mia professione... lo devo proprio al Devil di Miller. Onestamente credo che se nel 1986, alla tenera età di 10 anni, io non avessi letto il numero 168 di "Daredevil", il primo interamente scritto e disegnato dal geniale Frank Miller, la mia vita sarebbe molto diversa. E trovarmi oggi a consigliare alle nuove generazioni di lettori questa pietra miliare del fumetto e della mia stessa esistenza, mi provoca sensazioni ed emozioni che è impossibile riuscire a descrivere. Specialmente non così alla svelta in questo aggiornamento volante del blog. Magari sarà il caso di tornare a parlarne meglio in futuro. Per il resto, ho passato la giornata a salutare amici di vecchia data, a chiacchierare con loro della nostra vita e di fumetti (col famoso "nerdometro" che ha avuto picchi di nerditudine non raggiunti da parecchi mesi), rischiando il collasso serale per fame (prontamente arginato a cena da un piatto di tortelloni alla lucchese e da una tagliata) e tirando sino a notte fonda nella splendida Piazza dell'anfiteatro insieme a tante persone care. Questa mattina non ho saputo resistere e, passando di fronte all'attrezzata area press della convention, ho deciso di condividere con te questa esperienza, che col passare degli anni non smette mai di divertirmi e farmi stare bene. Adesso chiudo le comunicazioni e mi getto nuovamente a capofitto fra i padiglioni del festival ed il popolo del fumetto, che sicuramente anche oggi invaderà pacificamente le strade e le tendostrutture di questa bella città, che di anno in anno continua ad accogliermi a braccia aperte e che ormai sento un pò come casa mia.

Fumetti: Lucca Comics & Games 2008

domenica 26 ottobre 2008

It's "wireless", no more "homeless"

Oggi è Domenica 26 Ottobre e sono quasi le 13:00. Ma solo sull’orologio, dato che il mio stomaco non sembra curarsi del cambiamento di orario “tecnico” scattato in data odierna e reclama a gran voce un pasto. In quel di Modena è una bella giornata. Pur essendo ormai alle porte di Novembre, la temperatura è decisamente gradevole, grazie al sole radioso che brilla alto in un cielo terso e rassicurante. In questo momento sono nello splendido chiostro della Biblioteca Delfini e sono connesso al web attraverso il servizio wireless offerto dalla rete civica del comune. Un sistema affidabile e praticamente gratuito, che permette di proiettarsi sulla rete attraverso il segnale diramato in alcuni fra i punti più strategici e architettonicamente apprezzabili della città. Un segno di estrema civiltà e modernità, in una città che si dimostra ancora una volta all’avanguardia e “a misura d’uomo”, attenta com’è alle esigenze dei suoi abitanti. Dopo più di un’ora passata a navigare, purtroppo il mio laptop inizia a dare preoccupanti segni di batteria scarica, dunque non potrò dilungarmi molto. Ma avevo davvero voglia di tornare a far capolino, sebbene con un veloce "mordi e fuggi", sulle pagine del blog per aggiornarti sugli stravolgimenti che si sono di recente abbattuti sulla mia vita.

Le settimane appena trascorse sono state decisamente intense e difficili. Un dato essenziale, su tutti, che mi va di condividere con te. Dalla tranquillità e sicurezza abitativa che ero riuscito a costruirmi negli ultimi anni, a partire da Ottobre mi sono trovato improvvisamente senza una casa. A dir il vero, inizialmente pensavo di aver svoltato con una bella sistemazione. Un bilocale carino e tutto per me, proprio come lo stavo cercando, in una delle zone più animate e vive della città, anche molto vicino alla casa che ho condiviso con altri coinquilini negli ultimi quattro anni. Ma… subito dopo aver firmato il contratto… questo nuovo appartamento mi ha mostrato i suoi "lati oscuri" ed alcuni pesanti vizi nascosti, che me l'hanno mostrato per quello che era davvero: un luogo per me invivibile, sia dal punto di vista fisiologico che psicologico. Una grande delusione, oltre che una fonte di ansia e angoscia non indifferenti. Decidermi a lasciare quel posto dopo soli due giorni, subito dopo aver completato il trasloco, non è stato affatto facile. Ma è stata la cosa più saggia e giusta da fare, se volevo sperare in una quotidianità serena. Dunque sono ufficialmente diventato un "senza fissa dimora". Finora non avevo mai avuto problemi di questo genere. Probabilmente in passato ero stato molto fortunato, nei miei vari spostamenti in giro per l’Italia, ma la casa l’ho sempre data come un fatto scontato. Solo trovarmi in una situazione inattesa di “homeless”, invece, mi ha fatto scoprire quanto sia importante, anzi… fondamentale… per poter costruire la propria vita e progettare il futuro. Se sono riuscito a riprendermi ed a "cadere in piedi" lo devo specialmente al supporto della mia famiglia e di quegli amici veri che per fortuna mi circondano, da Sandra a Ale e Chicca, passando per Marco e per tutti quelli che si sono sorbiti le mie paranoie. E che mi hanno aiutato, non solo a parole, a superare questo momento di crisi. Adesso sono riuscito a trovare una nuova sistemazione e sono convinto che possa fare al caso mio. Devo ancora terminare il trasloco, che a conti fatti sarà il terzo in poco più di tre settimane. E devo anche iniziare a personalizzare il tutto, aggiungendo un paio di tocchi per rendere la casa totalmente funzionale alle mie esigenze. Ma credo di aver trovato il luogo adatto per continuare a vivere nel cuore pulsante della città e tornare a essere me stesso, pur con la voglia di evolvermi e cambiare ancora. Perché questa… che adesso riesco a raccontare in maniera obiettiva e razionale… è stata un’esperienza che mi ha profondamente segnato e da cui spero almeno di trarre più di una buona lezione per il futuro.

A breve riprenderò ad essere connesso anche da casa, ma fino ad allora e forse anche dopo... sicuramente fino a quando il (bel) tempo sarà dalla mia parte... continuerò comunque a digitare e a collegarmi al web da questi splendidi spazi comuni all’aperto, che danno una sensazione diversa e davvero piacevole nel proiettarsi sulla rete.




Il chiostro della Biblioteca Delfini di Modena, foto tratta da http://www.flickr.com/photos/mulaohu/

martedì 14 ottobre 2008

Temporary offline

Come forse avrai già avuto modo di intuire dalla data del messaggio precedente, pubblicato la bellezza di 18 giorni orsono, e come confermato ufficialmente dal titolo di questo post odierno, purtroppo al momento sono "temporary offline". Un disgraziato "triplo trasloco carpiato" non ancora concluso ed una serie di eventi sfortunati in cui mi sono trovato mio malgrado coinvolto negli ultimi tempi, infatti, mi costringono attualmente ad una condizione di "homeless", dunque privo di fissa dimora e di connessione al web. Mi dilungherò a spiegare i perchè ed i percome di questa strana situazione quando... innanzitutto sarò riuscito a capirli bene ed a "metabolizzarli" pure io, ma specialmente quando le cose si saranno tranquillizzate e sarò nuovamente proiettato sulla rete dalla mia nuova casa. Però ho comunque pensato di tornare a "manifestarmi" sul mio blog per farti sapere che ancora esisto. E anche per tranquillizzare tutti gli amici che, notata la mia prolungata ed insolita assenza dal web, hanno iniziato a scrivermi o a telefonarmi per sapere se fosse tutto OK. In realtà non è (ancora) tutto OK al 100%, ma spero che lo sarà a breve e... quantomeno posso affermare di essere ancora vivo (toccando ferro e anche qualcosina in più)! Dunque non temere: come direbbe un noto Terminator modello T-800... "I'll be back"!

I'll be back...

giovedì 11 settembre 2008

Ricordo di un incubo concreto

Le Twin Towers prima dell'11 Settembre 2001

Ricordo bene l'11 Settembre del 2001. E' uno dei giorni di cui ho conservato una memoria nitida e indelebile. Ero a Roma, insieme a Mariagela, nel suo appartamento. Sua madre era passata a trovarla. Rassettava una stanza tenendo la televisione accesa in sottofondo, mentre noi eravamo sul balcone. A chiacchierare , guardando il cielo sopra al quartiere africano e pensando a cosa avremmo fatto nel corso del pomeriggio. All'improvviso siamo stati richiamati all'interno da una voce sgomenta. La signora Lilia si era seduta sul letto e fissava lo schermo della televisione con sguardo atterrito, dicendoci di vedere quello che stava accadendo. Mi sono subito avvicinato alla TV per capire di cosa stesse parlando. E all'inizio ho trattenuto a stento un sorriso. Ero convinto che avesse scambiato per un telegiornale un film di Bruce Willis. Invece poi mi sono reso conto di quello che stava succedendo. Che si trattava proprio di una trasmissione giornalistica. Che quella in televisione non era fiction, era la realtà. La follia umana stava nuovamente dando prova delle capacità insite nella nostra specie. Uccidere, distruggere, annullare, odiare. Compiendo un atto clamoroso e crudele, davvero incredibile. Qualcosa che non sarei mai riuscito ad immaginare nemmeno in un incubo, era diventato concreto. E succedeva in diretta, proprio davanti ai miei occhi. Mi sono dovuto sedere. Ma non sono riuscito a resistere a lungo. Quando ho visto qualcosa cadere dalle finestre delle Twin Towers, ferite e trafitte dai terroristi, insieme a qualsiasi forma di pietà e amore... quando ho capito che si trattava di esseri umani che si gettavano nel vuoto, pur di sfuggire alle fiamme ed al crollo... ho pianto. E ancora oggi... a sette anni di distanza... quando ormai il World Trade Center non esiste più ed al suo posto c'è ancora il cratere di Ground Zero, con le sue torri di luce che si stagliano nell'oscurità, monito all'umanità perchè non ripeta ancora in futuro gli stessi errori che hanno infangato il suo passato... se ci penso, non riesco a trattenere le lacrime.
Torri di luce di Ground Zero al posto del World Trade Center

venerdì 15 agosto 2008

La nona ora

La nona ora è quella che fa la differenza. Di solito me ne bastano sette. Durante i weekend tendenzialmente scatta anche l'ottava, per riprendermi dalle fatiche della settimana. E nel corso dell'anno apparentemente sembra anche bastare. Ma quando sono in vacanza... quando finalmente mi sento rilassato... quando riesco a lasciarmi alle spalle i pensieri, i piccoli stress del lavoro e le noiose incombenze del quotidiano... quando sono a casa, circondato dall'affetto della mia famiglia e dei miei amici... quando mi sento protetto e al sicuro... quando magari la sera prima ho anche mangiato un pò pesantuccio (cosa rara in terra di Calabria... ehm...) o ho festeggiato in compagnia bevendo una birra in più del solito... quando di giorno ho fatto il pieno di sole e di mare... quando sono davvero me stesso, senza ricordi pesanti da gestire, senza paranoie, senza nostalgie... solo in giorni speciali come questi arriva in maniera naturale anche la nona ora di sonno. Un'ora importante, che mi permette davvero di "ricaricare le batterie", di ricordare qualcosa dei miei sogni e di tornare ad una dimensione più intima e vera del mio io, depurata da tutte quelle sovrastrutture che invece mi trasformano, facendomi diventare pensieroso se non addirittura nervoso. Ci sono stati anni in cui questa nona ora era la normalità. Quando la vita era più semplice, quando avevo meno responsabilità e mi sentivo ancor più in equilibrio con me stesso e col mondo che mi ruotava intorno. Poi le cose sono cambiate, senza che io potessi far nulla per controllare ciò che succedeva attorno a me. E forse è davvero arrivato il momento di cambiare ancora, di trovare una nuova dimensione, di raccogliere i cocci di ciò che è stato irreparabilmente rotto e rimettere tutto al proprio posto. Di tornare ad essere nuovamente sereno e soddisfatto, mettendo da parte frustrazioni e desideri mai espressi o comunque ormai irrealizzabili. Di smetterla coi rimorsi e sopratutto con i rimpianti, ripartendo da dove mi sono fermato alcuni anni fa, quando sono stato costretto a scendere da una corsa in apparenza felice e senza problemi, che sembrava diretta verso il futuro e che invece mi ha improvvisamente lasciato a piedi, in attesa di qualcosa... o di qualcuno... che probabilmente ancora non ho nemmeno voluto iniziare a cercare. Ma spero con tutto me stesso che le tante "none ore" che mi stanno regalando questi giorni di ferie... con i loro sogni, le loro speranze e le loro semplici verità... riescano laddove la mia sola forza di volontà ha finora fallito.

giovedì 7 agosto 2008

Ferie, ferie... fortissimamente ferie!

Ebbene si, come "forse" avrai già avuto modo "intuire" dal nome di questo post, finalmente sono iniziate le mie tanto attese ferie estive! Era da parecchio che non "staccavo la spina" per un lungo periodo... credo che la mia ultima pausa degna di questo nome risalga addirittura a Natale 2007... comunque sia, è davvero arrivato il momento di rilassarmi un pò.
Sul lavoro sono riuscito a sistemare (quasi) tutte le incombenze in sospeso e ho decisamente "chiuso col botto", mandando in stampa un fumetto speciale dedicato a Iron Man e Hulk che ho editato per la Toys "R" Us francese, ma specialmente partecipando alla mega riunione editoriale per pianificare le più importanti produzioni Panini Comics in uscita nel 2009 in tutta Europa. Insieme alla "famiglia francese", composta da Walter, Anna e Cris, e con la presenza dei colleghi che si occupano dei mercati italiano, tedesco e spagnolo, abbiamo delinieato quello che sarà il futuro prossimo della Marvel nel vecchio continente. Il primo semestre di pubblicazioni è già stato tracciato in maniera abbastanza definita, il secondo per il momento ha dei punti saldi e delle precise "linee guida", ma... posso assicurarti che si tratterà dell'ennesimo anno favoloso in compagnia dei sogni su carta della "Casa delle Idee". E davvero molte novità bollono in pentola...
Chiuso il "capitolo lavoro" per un paio di settimane, comunque, ieri mattina ho caricato all'inverosimile la mia fida automobile e, dopo un veloce giro di "shopping" (a proposito: nella catena Mediaworld in questo momento sono in vendita i DVD singoli dei film "Ghost Rider" e "Spider-Man 3" a meno di 7 €!!!), sono partito da Modena alla volta di Roma, da cui digito in questo preciso istante. A breve scatterà un "pranzo volante" e poi via... verso nuove avventure... ehm, verso Paola, il mio paese natio in Calabria, dove ad aspettarmi troverò la mia famiglia, i miei migliori amici, il mare, la spiaggia, il sole, il beach volley... per una quindicina di giorni all'insegna del relax e del divertimento. Come queste ferie andranno ad influire sulla mia "attività" di blogger, ancora non è dato a sapersi. In fondo è la mia "prima estate" da quando ho creato questa "casa virtuale". Di sicuro avrò più tempo libero del solito, ma... non credo di portare con me sulla spiaggia il mio laptot (sebbene il mio lido di fiducia per questa stagione sembra essere dotato di connessione wireless) e penso proprio che passerò sotto l'ombrellone la maggior parte del tempo... Tu, però, resta sintonizzato e scoprirai come andrà a finire! E magari fammi anche sapere fra i commenti come stai passando questa tua estate 2008. La mia ("autostrada" Salerno / Reggio Calabria permettendo) sta ufficialmente per iniziare e... incrociando le dita e toccando ferro... le premesse perchè sia interessante, ci sono tutte! :-)

venerdì 11 luglio 2008

Macro Marco su "Basement"

Musica: intervista a Macro Marco su Basement # 18
Sono davvero orgoglioso di presentarti la bella intervista che mio fratello Marco ha rilasciato allo splendido magazine musicale "Basement". Oltre ad essere una persona davvero speciale, infatti, è noto ai più come Macro Marco, il "nome d'arte" che utilizza quando si esibisce sui piatti dei club e delle dancehall di tutta Europa, ma anche dietro ai mixer e ai computer in studio. Mio fratello, infatti, è probabilmente uno dei migliori DJ di musica reggae dell'interno continente ed è uno dei più bravi e affermati produttori italiani del settore. Anche se di tanto in tanto non disdegna tornare al suo primo amore "a doppia H", ma specialmente contaminare le sonorità e sperimentare con i due generi.

Di recente anche la sua etichetta personale Macro Beats ha iniziato a decollare ed il Rototom Sunsplash in cui è attualmente impegnato credo sia davvero il "battesimo del fuoco" di questa sua nuova avventura. Poi il 29 Agosto uscirà nei migliori negozi di dischi anche la sua nuova collaborazione in veste di produttore con i Casino Royale sul progetto"Royale Rockers: The Reggae Sessions", lanciato con il nuovo video di "Protect me" in TV dal 7 Luglio ed il singolo "Cosmic Sound" (featuring Mikey Dread) in onda sulle principali radio nazionali proprio a partire da oggi.

E' proprio per questi motivi (e per tanti altri ancora), che la rivista "Basement" ha deciso di dedicargli ben 10 pagine del numero 18, disponibile da Giugno, con tanto di citazione in copertina! L'intervista curata da Luca Modica è realizzata molto bene e... anche per me che posso dire di conoscere davvero Marco... credo riescano a uscirne fuori tutto il suo amore per la musica, la sua passione, la sua professionalità, il sudore che ha buttato sui piatti per anni pur di affinare il suo stile, l'entusiasmo che porta con se in ogni serata, su ogni palco, in ogni piazza... Oltretutto l'articolo è anche ricco di fotografie e tutto il magazine è anche scaricabile gratuitamente on line: basta solo registrarsi gratis sul sito ufficiale della rivista e si può immediatamente accedere al free download della serie completa (numero 18 compreso, con Usher in cover), in un formato molto comodo da leggere sul proprio PC.

Prima di salutarti, in questa calda notte di Luglio, non mi resta che lasciarti con un invito per questa estate... Se sei appassionato di hip hop e reggae o se sei interessati a conoscerli meglio, se vuoi divertirti in una dancehall infarcita di dub plates, special e produzioni uniche al mondo, se hai voglia di passare una bella serata a base di "love, peace and unity"... dai uno sguardo alla pagina di Macro Marco su MySpace, la lista delle sue prossime date è in continuo aggiornamento ed arriva praticamente ovunque... da Ragusa al Silkeborg Reggae Festival, che sia solo a destreggiarsi sui piatti o che si esibisca insieme al suo amico e storico compagno d'avventura Brusco (che di certo non ha bisogno di presentazioni... uno dei pochi veri big della musica reggae in Italia) sotto il marchio di Gramigna: don't miss it! :-)

Tutte le immagini sono tratte dal free download di "Basement" # 18 (Giugno 2008) dal sito www.basementmag.info e sono © degli aventi diritto.

domenica 29 giugno 2008

Sette anni di Amazing Comics in rete

7 anni di Amazing Comics in rete, art by Renato Stevanato Per la prima volta nella mia presenza sul web, lancio un messaggio "a reti unificate", presentando questo testo sul mio blog per poi farlo rimbalzare all'interno dell'Amazing Comics Network. Grazie al bel disegno che l'amico Renato Stevanato ha deciso di regalarmi, infatti, finalmente sono riuscito a ricordare un compleanno di Amazing Comics in versione web. Il settimo, dato che AC ha ufficialmente debuttato on line proprio il 29 Giugno del 2001.

La storia del progetto, però, parte decisamente da più lontano. Dal 1989, per la precisione, quando ho fondato la fanzine cartacea che ho poi portato avanti con continuità per più di 15 anni. Un'esperienza davvero preziosa per la mia formazione professionale ed umana. Sebbene a livello amatoriale e su piccolissima scala, infatti, curare la 'zine mi ha posto di fronte a tanti problemi ed a numerosi aspetti dell'editoria, dandomi quell'infarinatura di base che mi sostiene ancora oggi, quando il publishing comics è diventato anche il mio lavoro, oltre a restare la mia più grande passione. Per la 'zine dovevo fare tutto. Scrivere i miei pezzi e le mie sceneggiature. Contattare i collaboratori e coordinare il loro lavoro. Supervisionare gli articoli ed i fumetti. Impostare graficamente e chiudere ogni numero. Portare gli "originali" in copisteria, per poi pagare e ritirare migliaia di pagine fotocopiate, dividerle nella giusta sequenza, piegarle e spillarle. Dovevo spedire per posta la fanzine agli abbonati, ai (pochi) negozi che la distribuivano e agli addetti ai lavori per scopo recensione. Dovevo portarla in mostra durante le convention e convincere la gente a comprarla, magari anche a iniziare a collaborare. Realizzare la fanza, infatti, mi ha concesso il privilegio di conoscere tante altre persone col mio stesso amore per il mondo della "letteratura disegnata", di incontrarli alle fiere, di chiacchierare con loro e restare in contatto, di fare nuove amicizie e crescere, confrontandomi con gli altri e con opinioni diverse dalla mia. Agli inizi con tanti amici e collaboratori intrattenevo solo rapporti epistolari "vecchia scuola", con tanto di busta e francobolli, che mi hanno dato davvero molto sotto il profilo umano. Poi nel mondo è successo qualcosa...

Poi è arrivato Internet. E... come tutto il resto... dal 29 Giugno 1989 anche Amazing Comics è cambiata. La versione "fisica" era molto appagante. Ogni volta che un nuovo numero era pronto per me era una grandissima gioia. Ma aveva anche molti limiti. Riuscivo a pubblicarne solo uno ogni sei mesi e, per quanto la fanzine fosse apprezzata dal pubblico e dalla critica, mi era possibile distribuirne solo 300 o 350 copie. Anche la veste grafica e il formato erano decisamente poveri, costretti dal bianco & nero e dal dover limitare le spese il più possibile. Con l'avvento del web, questi problemi sono diventati obsoleti, sono scomparsi come per incanto. L'unico limite è diventata la fantasia e ritrovarsi disponibili su Internet ha voluto dire essere virtualmente a disposizione dell'intera umanità. E me ne sono accorto subito, già con la primissima versione del sito, allora ospitata sullo spazio gratuito offerto da Tiscali. Ancora rabbrividisco se penso all'impostazione a frame, ma... anche con tutte le ingenuità generate dal mio essere un "dilettante allo sbaraglio"... il sito riusciva a "incontrare" in pochi giorni molte più persone di quante riuscissero ad accaparrarsi la fanzine in 6 mesi. Il risultato è diventato immediatamente scontato. La 'zine ha continuato ad uscire per un altro paio di anni, ma tutta l'attenzione è stata presto riversata sul web, anche perchè... grazie a tanto lavoro ed all'insostituibile supporto dei grandiosi Daniele D'Aquino e Stefano Perullo... il nuovo dominio www.amazingcomics.it è diventato subito uno dei punti di riferimento per l'informazione on line sul fumetto. Per anni ho messo in rete a ritmo quotidiano una marea di contenuti: interviste esclusive ad alcuni dei più grande autori del panorama italiano e mondiale, recensioni, reportage e fotografie dalle mostre, immagini, disegni originali, approfondimenti e tanto... ma davvero tanto altro. AmazingComics.it è così diventato un'immenso contenitore di materiali e informazioni, sempre disponibili e perfetti per iniziare o approfondire il proprio viaggio nel "pianeta fumetto". Essendo rimasta solo una passione e non un impegno a tempo pieno, la periodicità degli aggiornamenti si è andata diradando, di pari passo con i nuovi impegni miei e dei vari collaboratori che si sono alternati col passare degli anni. I tempi degli update giornalieri sono diventati un lontano ricordo. Ma in compenso, grazie agli ultimi ritrovati di Internet, sono arrivati con prepotenza tanti splendidi video e il "progetto Amazing Comics" si è allargato a altri modi di "fare web", con l'esordio del news blog, della vetrina su MySpace e del canale video su YouTube.

Sette anni possono non sembrare molti. Ma in questa occasione... spronato anche da Renato e dal Dottor Manhattan... ho pensato fosse il caso di "fare il punto della situazione". Di guardare al passato di Amazing Comics, per sapere da dove siamo partiti e dove siamo arrivati finora, specialmente per provare ad ipotizzare dove potremo arrivare in futuro. Negli ultimi sette anni tutto è andato velocissimo. Il mondo è cambiato. I fumetti sono cambiati. La mia vita è cambiata. Da Roma a Modena. Dal mondo dell'università a quello del lavoro. Da una rassicurante situazione ambientale ad una nuova sfida. Dai "venti..." ai "trenta...". Eppure Amazing Comics è ancora lì. Come quando di anni ne avevo solo 13 ed era tutta "fotocopie e olio di gomito". Anche se qualche volta... specialmente negli ultimi mesi... "schiacciato" dal lavoro e dalle mie nuove passioni web, avevo quasi pensato di "mollare". E' per questo che ti invito ad alzare virtualmente il calice ed a brindare insieme a me... anche per spronarmi a continuare... tanti auguri Amazing Comics e 100 di questi anni!

giovedì 29 maggio 2008

Tutte le strade portano a...

Losso, Ottone, Piacenza, Emilia Romagna, Italia, Terra
Ringrazio per questa simpatica foto il mitico Paolo. Di solito ho il piacere di incontrarlo solo durante il "dopo festival" delle comics convention, per cene a base di cordialità, piacevoli chiacchierate, buon vino (rigorosamente scelto da lui) e altrettanto gustoso cibo, con l'ottima compagnia del comune amico Cristiano. Durante il nostro più recente meeting (a Mantova '08, per l'occasione insieme ad Alessio e Nicola) mi aveva accennato di questa ridente località in provincia di Piacenza con cui condivido il cognome / nome: qualche giorno fa ha infine provveduto a fornire anche le prove! :-)

venerdì 9 maggio 2008

Peppino è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai

Per chi ha imparato a proprie spese cosa è la mafia.
Per chi con la mafia è costretto a conviverci, ma ha voglia di cambiare le cose.
Per chi la mafia la combatte tutti i giorni. Facendo onestamente il proprio lavoro. Nei negozi, negli uffici, nelle industrie, nelle strade, nei campi o nelle aule dei tribunali. Ovunque.
Per chi non bacia le mani.
Per chi la mafia la denuncia con tutte le sue forze.
Per chi dalla mafia è stato ucciso.
Per chi non riesce a trattenere il massimo disgusto quando sente dire che "La mafia non esiste".
Per chi pensa che la mafia è solo una montagna di merda.
Per chi vive in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia.
Per chi non dimentica.
Per non dimenticare.
Per Peppino Impastato.


Scena finale del film "I cento passi" di Marco Tullio Giordana.

In memoria di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 Maggio 1978.

giovedì 1 maggio 2008

Quando un operaio muore

"Quando un operaio muore, è un assassinio, quasi sempre".



1° Maggio. Festa del lavoro. Un lavoro che dovrebbe essere un diritto inalienabile, per contribuire alla sopravvivenza e alla piena realizzazione dell'essere umano. Un lavoro che non c'è, che rende disoccupati. Un lavoro piegato alle leggi di mercato, che rende precari. Un lavoro che viene sfruttato, che rende schiavi. Un lavoro che può anche procurare la morte.

Penso che Beppe Grillo, nel precedente estratto video dal V2-Day a Torino, abbia detto tutto. Mi ha colpito specialmente l'ultimo passaggio, in cui ho intravisto una delle possibili soluzioni per arginare la tragedia delle morti sul lavoro...
"Quando un operaio muore, si danni incentivi alle aziende che diminuiscono gli incidenti.
E non si chiudono quelle producono i morti.
Quando un operaio muore è perchè la sicurezza è troppo onerosa per la confindustria.
Quando un operaio muore è un fatto di business, qualcuno ci ha guadagnato sopra."

E' vero... la maggiorparte delle aziende, capisce solo una cosa: il business, gli affari, ciò che è economicamente conveniente. E finchè sarà più redditizio risparmiare sulla sicurezza dei lavoratori, la situazione non cambierà. Dunque dovrebbe farsi in modo che ogni morte sul lavoro costi alle aziende molto più di quanto abbia fatto loro risparmiare. A ogni "morte bianca", l'attività dell'azienda dovrebbe essere immediatamente e totalmente interrotta dalle autorità, anche per settimane. Per avere tutto il tempo di effettuare qualsiasi tipo di verifica e controllo, dalle norme di sicurezza elementari ai libri contabili. Per fare in modo che non solo chi ha colpa paghi per le proprie responsabilità immediate, ma anche perchè non accada mai più in futuro.

venerdì 25 aprile 2008

Resistere

Resistere. Bisogna resistere. Siamo chiamati a opporre tutta la resistenza di cui siamo capaci. Per far fronte a qualcosa che speravamo di avere sconfitto, ma che invece sta tornando con prepotenza. Al revisionismo storico, che manipola il passato per piegarlo alle proprie esigenze. All'informazione di parte, che trasforma la verità per agevolare i progetti di chi la domina. All'omologazione, da cui siamo bombardati a dosi massicce per essere controllabili in maniera più semplice. All'assenza di uguaglianza e solidarietà, che ci spinge gli uni contro gli altri per renderci più deboli. Al disinteresse e all'apatia, verso cui siamo indirizzati per lasciare campo libero a chi vuole solo fare i propri comodi. All'intimedazione, che ci fa allontanare dalla vita sociale. Alla violenza fisica e verbale, che vuole terrorizzarci. Alla paura, che ci tieni chiusi in casa e non ci fa vedere, sentire, parlare. Ad una realtà di plastica, costruita per impedirci di capire tutto il marcio che in realtà ci circonda. Oggi come sessanta anni fa, bisogna resistere. Al fascismo. A quel nuovo fascimo che avanza sotto mentite spoglie. A quel nuovo fascismo che ha messo il manganello nel cassetto, ma è sempre pronto a tirarlo fuori quando serve. A quel nuovo fascimo che ormai ha anche smesso il doppio petto ed è riuscito a indossare la striscia tricolore dello Stato. A quel nuovo fascimo delle idee che vuole schiacciare le nostre identità, controllare le nostre vite, cancellare la diversità. A quel nuovo fascimo che sta allungando i suoi tentacoli sui mezzi di informazione, sulle posizioni di potere, sulla stessa identità del paese. A quel nuovo fascimo che rischia di tornare a serpeggiare nelle strade, nelle scuole e negli uffici, se non riusciremo ad accorgercene in tempo e a opporci. Con le nostre idee, con tutta la nostra forza, con l'essenza più intima del nostro essere. Con la voglia di gridare che siamo liberi e che nessuno riuscità a soffocare la nostra voce. Resistere. Bisogna resistere.

sabato 12 aprile 2008

La vera storia di Luigi delle Bicocche

In prossimità dell'ennesimo turno elettorale... quando ormai non ne posso più di ascoltare in TV i soliti noti... dire tutti le stesse cose, senza differenza fra una parte e l'altra... fare sempre le solite promesse... dimostrarsi lontani dalla gente... finalmente è arrivato qualcosa di diverso. Questa mattina ho scoperto qualcuno capace ancora di dire altro. Di non procedere per stereotipi e frasi fatte. Di parlare dei veri problemi del paese. Ma non dal palco di un comizio o da una tribuna elettorale. Purtroppo non è un politico. Non è uno di quelli che potrebbero davvero guidare l'Italia verso un futuro migliore, con maggiore giustizia sociale e prospettive più rosee per i giovani. Un futuro in cui magari si decida di investire maggiormente sull'istruzione e la ricerca. In cui si tutelino i diritti di tutti e non solo quelli dei privilegiati. In cui il lavoro sia un diritto e una certezza, non merce di scambio o spada di Damocle sui nostri capi. In cui nessuno sia costretto a rovistare nella spazzatura e fra gli scarti dei mercati per riuscire a mangiare. In cui le famiglie non debbano privarsi di tutto per arrivare a fine mese. Non si tratta di un "uomo di stato"... dicevo... uno di quelli sul cui nome o simbolo domani e dopodomani andrai a mettere una croce nelle urne. E' qualcuno che può "solo" spingerci a riflettere e sbatterci in faccia la dura realtà, da affrontare e risolvere. E' un cantante rap italiano. Si chiama Caparezza. E questo è il video della sua canzone "Eroe", tratta dall'album "Le dimensioni del mio caos". In meno di quattro minuti, affronta a viso aperto più temi scottanti di quanti i "politici di rango" si occupino in una campagna elletorale o in un'intera legislatura. Non so perchè, ma temo che non lo vedrai spesso in rotazione sulle music television nostrane...


sabato 5 aprile 2008

Video a portata di mano

Un paio di giorni fa ho deciso di farmi un piccolo regalo hi-tech, un gioiellino di praticità e versatilità che avevo adocchiato da qualche tempo. Quando l'ho visto in offerta su un volantino della catena Comet, ho capito che era arrivato il momento giusto per accaparrarmelo. Si tratta del Creative Zen, un lettore multimediale che associa a grandi potenzialità un formato a dir poco ridotto. L'oggetto, infatti, è grande poco più di una carta di credito ed ha lo spessore della custodia di un CD. I tasti sono quelli indispensabili, il resto è tutto schermo. Il lettore, infatti, non permette semplicemente di ascoltare musica, sentire la radio, effettuare registrazioni vocali e sfruttare un'altra serie di utilità. Quello che mi ha spinto ad acquistarlo è che permette di visionare anche immagini e specialmente video. Un'ottima maniera per "ammortizzare" lunghi tragitti passati in treno o in aereo, avendo sempre in tasca tutti quei videoclip, serial e animazioni che deciderò di portare con me per tenermi compagnia. Ma non è finita quì. Perchè attraverso il servizio gratuito ZENcast è possibile ricevere gratuitamente aggiornamenti esclusivi, audio e video, da canali di qualsiasi genere. Per il momento io mi sono iscritto ai podcast di Battlestar Galactica e alle news sportive fornite dalla NBC. Ma è un mondo che ho ancora tutto da esplorare.

Altre note interessanti sul lettore... il design è elegante e funzionale, la gestione dell'interfaccia è semplice e istintiva, la batteria integrata si ricarica collegando il lettore al PC e garantisce 5 ore di autonomia facendo girare video. Io ho comprato la versione "basic", con una memoria da 2 giga, che è comunque espandibile a piacimento. Insieme al lettore, alle cuffie e al cavo USB per connessione al computer, ho anche trovato il software per la gestione di tutti i contenuti, chiaro e semplice da usare. Fra le sue funzioni più interessanti, oltre al download degli ZENcast, c'è la conversione dei video, che trasferisce i files dal PC adattandoli all'estensione e al formato del lettore. Comprime molto il loro peso, ma mantiene una perfetta qualità visiva. Purtroppo sembra che non riesca a leggere e elaborare tutti i formati DVX, ma la mia prossima sfida sarà capire come farcela...


Hi-tech: Creative Zen

giovedì 14 febbraio 2008

One way love is just a fantasy

Una delle più belle canzoni del grande Marvin Gaye. Lanciata nel 1976, il mio anno di nascita. Magistralmente interpretata nel 1995 da Madonna. Con le musiche completamente reinventate dagli unici e soli Massive Attack. In uno splendido video diretto da Earle Sebastian. "I want you". Tutto perfetto, sembra quasi fatto a posta per il mio giorno di San Valentino 2008.



Il testo originale di "I want you" by Madonna

martedì 12 febbraio 2008

Diego

Come quasi ogni italiano, sono sempre stato un appassionato di calcio. Lo seguivo sin da piccolo in TV e giocavo ogni settimana la schedina (una colonna con una doppia... una volta ho addirittura fatto un 12... da 96.000 lire o giù di li...).

Negli ultimi anni del liceo andavo ogni due Domeniche allo "stadio" (ci vuole coraggio a definire il Tarsitano così, ma ora che l'hanno abbattuto, nel ricordo si nobilita) a vedere le partite della Paolana, la squadra del paese. Un paio di volte l'ho addirittura seguita in trasferta con Danilo, come nel fallimentare spareggio a Messina, il cui ricordo più vividono sono i chilometri percorsi a piedi e i mitologici abitanti delle case che affacciano proprio sul campo. Evidentemente esasperati dal caos quotidiano, hanno ben pensato di rinfrescarci con lancio di gavettoni dai piani alti. Dei veri signori.

Nel periodo dell'università andavo all'Olimpico almeno due volte all'anno, quando di mezzo non c'era anche la Coppa Italia, per ammirare la mia squadra del cuore impegnata in campionato contro le due formazioni capitoline. Sono un tifoso della Juventus. Il primo ricordo che ho del calcio è una sequenza di "90° minuto", in cui un giocatore con indosso una maglia bianconera tirava una punizione potente ed elegante dal limite dell'area, mettendo la palla sotto l'incrocio, ma perdendo subito dopo l'equilibrio sul fondo viscido e cascando col sedere a terra. Esultava con uno sguardo talmente divertito e sornione, da farmi prendere all'improvviso coscienza di qualcosa. Il calciatore era Michel Platini e in quel momento mi ha fatto scoprire, con la sua classe e il suo stile, di essere un supporter juventino. La Juve l'ho sempre seguita parecchio, sia in televisione che dal vivo, anche perchè tutti i miei migliori amici condividono questa mia stessa "fede" calcistica. Se penso a Checcho, Livio e Luigi sotto la tempesta di Perugia, mentre perdevamo lo scudetto nella farsa della palla a nuoto... mah... meglio non ricordare...

Poi è arrivata "calciopoli" e l'interesse è crollato. Per fortuna ho seguito con gusto e soddisfazione i mondiali di Germania. D'altronde lavoro a stretto contatto con numerosi colleghi francesi, dunque lascio immaginare che ulteriore gusto possa aver assunto la vittoria in finale sulla nazionale d'oltralpe. Però dopo non è stato più lo stesso. La Juventus (giustamente) in serie B. Gli imbrogli e le menzogne di Moggi e compagnia bella (si fa per dire) venuti a galla, ma più in generale il clima disonesto e gli interessi dell'intero "sistema calcio italiano". I continui atti di violenza verbale e fisica, con i morti ammazzati fuori dagli stadi, nelle strade e nelle autostrade, come se vivessimo in un'assurda guerra civile. Il business sempre più esagerato e a tutti i costi, a discapito dello sport vero. Mi sono sentito improvvisamente tradito e disgustato da tutto questo mondo e da quello che è diventato. Ho smesso di guardare i goal in TV, di andare a giocare la schedina o di fare un paio di scommesse, addirittura di informarmi sui risultati delle partite. Stop, di colpo. Senza che sia stata una scelta predeterminata, è avvenuto tutto in maniera assolutamente naturale.

Ma negli ultimi mesi un che di sopito si è risvegliato. Un fiore è tornato a sbocciare in questo deserto. E' successo qualcosa, che per adesso mi ha spinto a seguire di nuovo i programmi televisivi della domenica. Saltando tutte le interviste ignoranti e ripetitive, le contestate moviole o gli inutili scoop di mercato. Seguo il calcio in TV solo per tornare alle origini. Per stupirmi davanti a un "eurogoal" o a un dribbling secco. Per meravigliarmi di fronte a un'ardita serpentina fra gli avversari o a un perfetto stop a seguire. Per gioire grazie a un triangolo chiuso sulla fascia o a un lancio millimetrico. Per restare a bocca aperta a causa di una parata impossibile o di un intervento in scivolata che salva la situazione. Cosa è successo? Cosa mi ha fatto riscoprire che l'essenza di questo sport è ancora il divertimento e lo spettacolo? Che il calcio è ancora bello? Che le punizioni si continuano a mettere sotto il sette e che si cade ancora allegramente col sedere in terra dopo averlo fatto? Semplice. Andando alla ricerca di scontrini e ricevute, dopo tanto tempo ho rovistato nelle tasche secondarie del mio portafogli e ho trovato una figurina che conservo da parecchio e ormai non vedevo da tanto, quasi da essermi scordato di averla sempre con me. Lo sticker è quello di Diego. Armando. Maradona. L'ho rivisto e una serie di flash mi ha bombardato il cervello. Il resto è venuto da se.



PS: questo non è sport, è poesia.

PPS: come disse il telecronista argentino, esultando per il goal di Maradona ai mondiali di Messico '86 contro l'Inghilterra... quello in cui scavalcò 7 avversari partendo dalla propria metà campo, prima di appoggiare dolcemente la palla nella porta ormai sguarnita... "Gracias, Dios. Por el futbol, por Maradona, por estas lagrimas".

 

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