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sabato 5 luglio 2008

Qualcosa di incredibile... e verde...

"Ci sono aspetti della mia personalità che non so controllare. E quando perdo il controllo... è molto pericoloso starmi vicino".

Credo proprio di essere uno dei pochi ad aver apprezzato il film "Hulk" diretto da Ang Lee. Da più parti mi è stato detto che fosse noioso e troppo "intellettuale", mentre a me è piaciuto sotto tutti i punti di vista. Ho gradito l'approccio "psicologico", figlio delle origini dell'eroe e della sua lunga sequenza di storie a fumeti scritte dal grande Peter David, ed il trattamento cinematografico in generale. Anche le famigerate riprese con "montaggio a vignette" secondo me sono funzionali e ben inserite nel contesto del film, oltre ad essere un voluto ed apprezzabile omaggio del regista ai natali fumettistici del "Gigante di Giada" creato da Stan Lee e Jack Kirby. Dopo aver promosso il primo capitolo e in quanto "vero credente", dunque, non potevo esimermi dall'andare al cinema, insieme ad un manipolo di nerdacci composto da Alessio, Carlo e Leonardo, per vederne il sequel... che poi in realtà non è nemmeno un vero seguito, ma andiamo con ordine...

"L'incredibile Hulk", uscito nelle sale da un paio di settimane, è la seconda produzione diretta dei Marvel Studios dopo "Iron Man" e si stacca volutamente e chiaramente dal suo quasi omonimo predecessore. Ce ne si accorge subito, sin dai titoli di testa, in cui vengono mostrate in maniera molto interessante le origini del personaggio e la sua prima trasformazione. Ma questa "nascita" è diversa da quella del primo film, a dare immediatamente il senso del distacco dalla precedente pellicola. Si tratta, piuttosto, di un remake funzionale delle origini mostrate nella vecchia serie televisiva "The Incredible Hulk", da cui il film non ha dunque mutuato solo il titolo. Il parallelo parte proprio con la narrazione delle origini, che strizza chiaramente l'occhio ai fan del serial per elementi e inquadrature, ma prosegue poi con l'utilizzo del tema musicale e la sostanza del film più in generale. Così come accadeva in TV al Bruce Banner interpretato da Bill Bixby, anche in questa nuova versione su celluloide il tormentato personaggio, che questa volta ha le fattezze del grande Edward Norton, è visto come un uomo in fuga. Ha deciso di allontanarsi dal suo mondo e dai suoi cari per evitare di metterli in pericolo e ora vaga per il pianeta pur di sfuggire all'esercito degli Stati Uniti, mentre impara a controllare i suoi stati d'animo e prova a liberarsi della sua maledizione. All'inizio del film troviamo Banner in Brasile, ma l'ex scenziato che nasconde in sè i segreti dell'energia Gamma viene presto stanato dalle forze militari USA comandate dal Generale Thaddeus "Thunderbolt" Ross (William Hurt) ed inizia così... con una splendida sequenza di inseguimento a piedi in una favelas... il suo viaggio di ritorno verso New York, per ritrovare la sua amata Betty Ross (Liv Tyler) e sottoporsi ad una cura. Ma incrocerà il suo cammino con quello del micidiale Emil Blonsky (Tim Roth), abbagliato dalla forza di Hulk e disposto a tutto pur di ottenere un potere grande quanto il suo.

Cinema: L'incredibile Hulk

Alla fine della visione, la pellicola diretta da Louis Leterrier mi ha lasciato davvero soddisfatto, dandomi proprio quello che speravo e che mi aspettavo. Quasi due ore di azione e avventura, con una trama semplice, ma al tempo stesso molto solida, che permette al regista di farci conoscere i personaggi e di mostrarci come interagiscano fra loro, senza mai dimenticare che al centro della scena c'è comunque un mostro verde di due metri e mezzo che "più si arrabbia, più diventa forte". Gli effetti speciali sono ottimi e riescono a creare un Hulk convincente e "realistico", che assomiglia quasi un un gorilla umanoide, muovendosi e spostandosi in molte situazioni proprio come farebbe un enorme primate che cammini eretto. Anche le scene di lotta sono tutte davvero spettacolari e regalano alcuni momenti indimenticabili, specialmente il primo scontro fra Hulk e Blonsky "potenziato" (da un certo siero...), un condensato di adrenalina e dinamismo, che ti mostro anche nel video più in basso. Insieme a questa, le scene che mi hanno emozionato di più sono state altre due. L'incontro fra Betty e Hulk in una grotta, sotto una pioggia tremenda e con il "mostro / bambino" che sfoga la sua rabbia e la sua frustrazione contro la tempesta. Ed il lancio di Banner dall'elicottero, per scatenare la bestia rinchiusa dentro di se e combattere contro il sanguinario Abominio. Entrambe hanno prestigiose origini fumettistiche: se la prima richiama proprio le origini dell'eroe, la seconda si riferisce alla sua più recente interpretazione in chiave "definitiva" sulle pagine della geniale serie "Ultimates" di Mark Millar e Bryan Hitch.

Da segnalare le divertenti apparizioni speciali del mitico Stan Lee e di Lou Ferrigno, il culturista che nel serial TV veniva dipinto di verde per interpretare Hulk, oltre che l'inserimento del defunto Bill Bixby, che appare in un programma televisivo visto da Banner mentre è ancora in Brasile. Senza dimenticarsi, naturalmente, di tutte quelle chicche da "Marvel zombie" che infarciscono la pellicola. La citazione di Nick Fury e del Dottor Samson, gli accenni al progetto del "super soldato", ma specialmente il fugace arrivo sul finale di Tony Stark, interpretato proprio da Robert Downey Jr, dunque davvero lo stesso di "Iron Man". Inoltre sembra proprio che sia stata stata tagliata all'ultimo momento, in fase di montaggio, una scena che avrebbe dovuto mostrare l'incontro fra Hulk e Capitan America... Ma si dice la ritroveremo fra i contenuti extra della prossima edizione del film in DVD... Il Marvel Universe sul grande schermo, comunque, continua a crescere e potrebbe addirittura rivoluzionare il modo di fare e pensare un certo tipo di cinema block-buster: i Vendicatori e la continuity stanno arrivando... Hollywood, preparati a cambiare...

martedì 6 maggio 2008

L'uomo di ferro

"Iron Man...affascinate. Anche se la definizione non è propriamente corretta. Tecnicamente si tratta di una lega di oro e vibranio".

La citazione è fedele quanto la mia scarsissima memoria a breve termine mi consenta, ma è tratta dal film di "Iron Man", che sono andato a vedere un paio di giorni fa insieme ad Alessio, Carlo e Marco. C'era anche Evelin, la ragazza di Carlo. Cosa lei pensi di noi dopo questo evento e la successiva cena, in cui il nerdometro si è decisamente impennato, onestamente preferisco non saperlo. Ma il film è stato troppo esaltante per permettermi di trattenere l'entusiasmo.

Considero "Iron Man" il miglior film di super-eroi di tutti i tempi, superiore ai suoi ormai tanti predecessori non solo dal punto di vista visivo e "super", ma anche per quel che riguarda la sceneggiatura e la resa finale della pellicola diretta da Jon Favreau. Un film di intrattenimento e azione, si intenda. Nulla di esistenzialista o "di contenuto", ma una pellicola non stupida e davvero per tutti. Probabilmente anche per merito della natura tecnologica dei poteri dell'eroe, più comprensibili e "possibili", di certo più "credibili" di alterazioni mutanti o genetiche. Chiunque potrebbe lasciarsi affascinare dalla storia del geniale Tony Stark, nella sua parabola da egocentrico fabbricatore di morte a eroe deciso a fare di tutto pur di espiare le sue colpe.

Cinema: Iron Man

I dialoghi sono brillanti e divertenti, perfetti per i personaggi. Specialmente per il protagonista, grazie alla splendida prova offerta da Robert Downey Jr. Sembra che il ruolo di Stark gli sia stato cucito addosso, che sia nato per intepretare questo personaggio. L'uomo più intelligente del pianeta, uno dei più ricchi. Prima un geniale e miliardario stronzetto arrogante, pieno di se e dalla battuta pronta. Poi un uomo in cerca di redenzione. L'attore regge il peso del film, senza un attimo di pausa, e la tensione resta sempre alta sino alla fine. Ma anche il resto del cast non sfigura, col bravo Terrence Howard, la splendida Gwyneth Paltrow (ancora più bella coi capelli rossi) e l'irriconoscibile Jeff Bridges.

Su una buona trama di fondo, su un ottimo cast e su una confezione impeccabile si innestano alla perfezione gli spettacolari effetti speciali. Bisogna dire che il processo è iniziato bene, con l'incredibile graphic design delle armature, realizzata dal grande Adi Granov. Partendo dai suoi lavori, i migliori maestri della Industrial Light and & Magic hanno creato qualcosa che va al di là dell'immaginazione. L'armatura di Iron Man sembra vera. Certo, è un oggetto fantascientifico, ma assistiamo con emozione alla sua genesi, la vediamo nascere ed evolversi. Dalla prima versione "steampunk", tutta bulloni, ingranaggi e lastre di metallo grezzo, al modello finale, coi materiali migliori, sistemi idraulici e il massimo supporto della più moderna tecnologia digitale. Si resta sbalorditi vedendola in azione. Che spicchi semplicemente il volo o che stia solcando i cieli durante un inseguimento mozzafiato con caccia in assetto da ingaggio. Che Stark la stia indossando o che sia impegnato in un combattimento pesante a terra. Ma non sembra di avere di fronte qualcosa di alieno. Più che altro il futuro della nostra tecnologia, come se si stesse guardano un tipo avvenieristico di motocicletta, automobile o aereo e non un'astronave. Fantastico.

Un altro colpo vincente dei personaggi Marvel al cinema, che si appresta a diventare uno dei block-buster della stagione. Un successo che arrivato davvero al momento opportuno, dato che si tratta della prima produzione diretta dalla Casa delle Idee e del suo primo grande investimento nel settore. Un flop commerciale sarebbe stato sicuramente devastante e avrebbe precluso futuri progetti. Invece adesso tutto è possibile. Ti consiglio davvero di andare a vedere il film prima possibile sul grande schermo del cinema. Esalta il risultato finale e... magari... esalterà anche te! E... mi raccomando... resta ben saldo sulla tua poltrona sino a quando non saranno terminati i titoli di coda... una piacevole sopresa ti aspetta... io sono già in attesa del sequel, qualunque cosa sia...

 

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