martedì 13 maggio 2008

Alex, uno di noi

Eh si... specialmente in prospettiva Europeo 2008... Alex, uno di noi.
Non solo perchè sono un tifoso della Juventus e perchè Alessandro Del Piero ci ha fatto vincere campionati, Champions League, coppa Intercontinentale e altre coppette varie. Non solo perchè è il capitano e perchè ci delizia da anni con le sue giocate spettacolari. Non solo perchè ha segnato più di 200 goal in bianconero e sono uno più bello dell'altro, come puoi verificare nel video più in basso. Non solo perchè è uno dei più grandi talenti dello sport nazionale e ha dato tanto al calcio. Non solo perchè anche grazie al suo contributo fondamentale abbiamo vinto i recenti mondiali e l'Italia è diventata campione del mondo... almeno per una volta e almeno nello sport. Non solo perchè è un grande atleta ed è stato capace di risorgere da infortuni che avrebbero stroncato la carriera di molti altri.
Alex è uno di noi perchè... è una persona normale. O... almeno... riesce a dare questa idea. D'accordo, è un milionario che si guadagna lautamente da vivere giocando a pallone e girando spot televisivi. Ma a parte questo "piccolo particolare" è una persona normale. Anzi... nonostante questo è una persona normale... uno di noi. Mai apparso sui rotocalchi rosa o le testate scandalistiche. Mai ostentate la sua ricchezza e la sua fama. Mai fatto un fallo violento, che potesse mettere in pericolo l'incolumità dei suoi avversari. Mai mollato, anche nei momenti più difficili, sia dal punto di vista fisico che morale. E' un uomo che fa il suo lavoro e vive la sua vita, lontano dalla luce di quei riflettori che... se volesse... potrebbero essere puntati solo su di lui. Un uomo che sembra sincero, sereno e onesto. Un uomo capace di autocritica e di non montarsi la testa. Un italiano in cui sono felice di identificarmi e da cui sarei orgoglioso di sentirmi rappresentato anche in nazionale. Anche perchè proprio non mi sento affatto rappresentato da quei violenti gladiatori tatuati, tuffatori provetti o provocatori di professione che ci spacciano come miti... bei modelli di comportamento sono quelli. No grazie, preferisco un "bravo ragazzo", uno di noi...

venerdì 9 maggio 2008

Peppino è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai

Per chi ha imparato a proprie spese cosa è la mafia.
Per chi con la mafia è costretto a conviverci, ma ha voglia di cambiare le cose.
Per chi la mafia la combatte tutti i giorni. Facendo onestamente il proprio lavoro. Nei negozi, negli uffici, nelle industrie, nelle strade, nei campi o nelle aule dei tribunali. Ovunque.
Per chi non bacia le mani.
Per chi la mafia la denuncia con tutte le sue forze.
Per chi dalla mafia è stato ucciso.
Per chi non riesce a trattenere il massimo disgusto quando sente dire che "La mafia non esiste".
Per chi pensa che la mafia è solo una montagna di merda.
Per chi vive in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia.
Per chi non dimentica.
Per non dimenticare.
Per Peppino Impastato.


Scena finale del film "I cento passi" di Marco Tullio Giordana.

In memoria di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 Maggio 1978.

martedì 6 maggio 2008

L'uomo di ferro

"Iron Man...affascinate. Anche se la definizione non è propriamente corretta. Tecnicamente si tratta di una lega di oro e vibranio".

La citazione è fedele quanto la mia scarsissima memoria a breve termine mi consenta, ma è tratta dal film di "Iron Man", che sono andato a vedere un paio di giorni fa insieme ad Alessio, Carlo e Marco. C'era anche Evelin, la ragazza di Carlo. Cosa lei pensi di noi dopo questo evento e la successiva cena, in cui il nerdometro si è decisamente impennato, onestamente preferisco non saperlo. Ma il film è stato troppo esaltante per permettermi di trattenere l'entusiasmo.

Considero "Iron Man" il miglior film di super-eroi di tutti i tempi, superiore ai suoi ormai tanti predecessori non solo dal punto di vista visivo e "super", ma anche per quel che riguarda la sceneggiatura e la resa finale della pellicola diretta da Jon Favreau. Un film di intrattenimento e azione, si intenda. Nulla di esistenzialista o "di contenuto", ma una pellicola non stupida e davvero per tutti. Probabilmente anche per merito della natura tecnologica dei poteri dell'eroe, più comprensibili e "possibili", di certo più "credibili" di alterazioni mutanti o genetiche. Chiunque potrebbe lasciarsi affascinare dalla storia del geniale Tony Stark, nella sua parabola da egocentrico fabbricatore di morte a eroe deciso a fare di tutto pur di espiare le sue colpe.

Cinema: Iron Man

I dialoghi sono brillanti e divertenti, perfetti per i personaggi. Specialmente per il protagonista, grazie alla splendida prova offerta da Robert Downey Jr. Sembra che il ruolo di Stark gli sia stato cucito addosso, che sia nato per intepretare questo personaggio. L'uomo più intelligente del pianeta, uno dei più ricchi. Prima un geniale e miliardario stronzetto arrogante, pieno di se e dalla battuta pronta. Poi un uomo in cerca di redenzione. L'attore regge il peso del film, senza un attimo di pausa, e la tensione resta sempre alta sino alla fine. Ma anche il resto del cast non sfigura, col bravo Terrence Howard, la splendida Gwyneth Paltrow (ancora più bella coi capelli rossi) e l'irriconoscibile Jeff Bridges.

Su una buona trama di fondo, su un ottimo cast e su una confezione impeccabile si innestano alla perfezione gli spettacolari effetti speciali. Bisogna dire che il processo è iniziato bene, con l'incredibile graphic design delle armature, realizzata dal grande Adi Granov. Partendo dai suoi lavori, i migliori maestri della Industrial Light and & Magic hanno creato qualcosa che va al di là dell'immaginazione. L'armatura di Iron Man sembra vera. Certo, è un oggetto fantascientifico, ma assistiamo con emozione alla sua genesi, la vediamo nascere ed evolversi. Dalla prima versione "steampunk", tutta bulloni, ingranaggi e lastre di metallo grezzo, al modello finale, coi materiali migliori, sistemi idraulici e il massimo supporto della più moderna tecnologia digitale. Si resta sbalorditi vedendola in azione. Che spicchi semplicemente il volo o che stia solcando i cieli durante un inseguimento mozzafiato con caccia in assetto da ingaggio. Che Stark la stia indossando o che sia impegnato in un combattimento pesante a terra. Ma non sembra di avere di fronte qualcosa di alieno. Più che altro il futuro della nostra tecnologia, come se si stesse guardano un tipo avvenieristico di motocicletta, automobile o aereo e non un'astronave. Fantastico.

Un altro colpo vincente dei personaggi Marvel al cinema, che si appresta a diventare uno dei block-buster della stagione. Un successo che arrivato davvero al momento opportuno, dato che si tratta della prima produzione diretta dalla Casa delle Idee e del suo primo grande investimento nel settore. Un flop commerciale sarebbe stato sicuramente devastante e avrebbe precluso futuri progetti. Invece adesso tutto è possibile. Ti consiglio davvero di andare a vedere il film prima possibile sul grande schermo del cinema. Esalta il risultato finale e... magari... esalterà anche te! E... mi raccomando... resta ben saldo sulla tua poltrona sino a quando non saranno terminati i titoli di coda... una piacevole sopresa ti aspetta... io sono già in attesa del sequel, qualunque cosa sia...

domenica 4 maggio 2008

MySpace vs Facebook

Mi sono avvicinato solo da poco al mondo dei "social network" in rete. Fino a poco tempo fa non lo capivo, non credevo potesse essere davvero una forma di "comunità virtuale" o "rete sociale". Mi sembrava solo il modo in cui chiunque, anche il più inesperto in fatto di web, potesse avere la propria pagina personale su Internet. Nulla di strano o non condivisibile, in fondo la democrazia della Rete sta anche nel fatto che chiunque possa entrare a farne parte e contribuire alla sua crescita, al di là di una fruzione semplicemente passiva. Al limite... meglio un blog! Ma dato che mi diletto a scribacchiare in html e javascript, prima di entrare nel "tunnel del blog", i miei siti web li ho sempre creati da zero godendo della libertà di progettare tutto come meglio credo, senza "regole" da rispettare. Dunque non avevo mai sentito la necessità di "appoggiarmi" a strutture preesistenti e in qualche maniera vincolanti. Poi... un pò per curiosità, un pò per cultura personale, un pò perchè spinto da amici già presenti "nella rete estesa"... anche io ho deciso di affrontare il mondo dei "social networks", affacciandomi quasi in parallelo sulla piattaforma di MySpace e su quella di Facebook, scoprendone così differenze, pregi e difetti. Sebbene entrambi gli spazi siano percepiti nella stessa maniera, in realtà sono tra di loro molto diversi.

Tom Anderson, il creatore di MySpace

MySpace si può considerare la prima e più diffusa esperienza del genere. Il prode Tom Anderson... si proprio quel Tom primo amico di tutti gli utenti del network... ha avuto un'idea geniale e ha creato in 10 anni il sesto sito web più popolare al mondo. Ma specialmente ha dato a milioni di internauti la possibilità di entrare in contatto. MySpace è una rete che connette davvero una miriade di utenti sparsi in giro per il globo, facendo circolare informazioni, immagini, musica, video... idee. MySpace è un'ottima vetrina per chiunque voglia mettere in mostra se stesso ed i propri lavori. Probabilmente è il migliore spazio di visibilità offerto nell'era globale del digitale. E' diffusissimo e permette di condividere qualsiasi tipo di contenuto, dando la possibilità di fare promozione e di confrontarsi col pubblico più vasto possibile, quello che nessun altro mezzo di comunicazione riuscirebbe a contattare in maniera così massiccia. MySpace è così potente perchè è un fenomeno di massa, che ha contagiato persone di tutti i tipi spingendole ad un uso sempre più consapevole e continuato di Internet. Ci sono persone che hanno iniziato a connettersi tutti i giorni solo per vedere se avevano qualche nuovo amico. Poi si sono anche persone e artisti che grazie a MySpace hanno costruito la propria fortuna, esportando in tutto il mondo la propria immagine e i propri lavori a costo zero. Modelle o musicisti che adesso sono diventate delle vere e proprie star, hanno iniziato dal nulla, semplicemente sfruttando le possibilità di contatti e visibilità offerte da MySpace. Perchè su MySpace più che contattare le persone che si conoscono già, si "richiede amicizia" specialmente agli sconosciuti, per allargare il proprio bacino d'utenza.

Lo spazio, dunque, ha moltissimi meriti, ma anche qualche difetto, insito nella sua stessa natura. MySpace, infatti, vuole lanciare un messaggio di libertà, eguaglianza e autonomia. Dunque è semplicissimo da utilizzare e da la possibilità ai propri utenti di customizzare la pagina come meglio credono, anche grazie ai tanti "editor" spuntati in giro per la rete come funghi dopo una notte umida. Ma i risultati troppo spesso sono devastanti. Pagine cariche di qualsiasi tipo di contenuto, widgets che entrano in conflitto fra loro, file pesanti e ingestibili. Tutti elementi che danno del filo da torcere persino ai sistemi più stabili e alle connessioni iper-veloci a banda larga. Un passo indietro nella fruibilità del web. La maggiorparte dei "webdesigner fai da te", poi, non ha la minima idea di cosa siano i concetti di risoluzione video, grafica e navigabilità. Dunque ecco che il povero utente si trova ad affrontare spazi web incomprensibili. Con accostamenti cromatici improbabili, che rendono il tutto illegibile. Con barre di spaziamento laterali interminabili. Con strutture che lasciano allibiti per la loro non-navigabilità. Ecco che MySpace mostra il suo lato peggiore. Lasciando piena autonomia, infatti, sia il network che in generale la rete si "inquinano", con pagine dannose per l'utente e per l'utilizzo ottimale delle possibilità messe a disposizione da Internet. La libertà è sempre preziosa e apprezzabile, ma questa è l'anarchia più totale e probabilmente qualche "paletto tecnico" sarebbe necessario, per mettere un pò di ordine in tutto questo caos.

Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook

L'approccio di Facebook è completamente diverso. Infatti Mark Zuckerberg ha definito la sua creazione non un "social network", ma una "social utility". Il suo scopo non è quello di essere vetrina o di mettere in contatto persone che non si conoscono. L'idea alla basa di Facebook è più intima e a misura d'uomo. Perchè questa piattaforma, almeno per come la sto vivendo io, ha lo scopo di connettere gruppi già esistenti anche nel mondo reale. E' una maniera per far restare in contatto amici e parenti che sono lontanti e che trovano in Facebook una maniera divertente, veloce e completa per coltivare il proprio rapporto anche a distanza. Quì la struttura visiva è molto più rigida, ma i servizi offerti sono a dir poco infiniti, grazie a una serie di utilità esterne che coprono qualsiasi aspetto dell'esistenza umana. Nella tua pagina di Facebook puoi inserire tutto quello che ti piace, per condividere i tuoi interessi con tutte le persone che ti stanno a cuore, aggiornandole sulle tue attività e i tuoi stati d'animo. Facebook è come una "casa virtuale", in cui possiamo essere veramente noi stessi e "metterci a nudo", invitando solo gli amici e senza aver paura di scoprirci troppo perchè occhi indiscreti potrebbero osservarci. Il grande problema di Facebook, in questo momento, è di non essere ancora abbastanza diffuso, quantomeno non ai livelli di MySpace. Il suo approccio è ancora un po' "difficile" per l'utente medio della rete e, comunque, non offre alcun tipo di "ritorno", se non la soddisfazione personale. Se ormai chiunque oggi ha la sua pagina su MySpace, è raro trovare amici e parenti coi quali si vorrebbe restare in contatto che abbiano anche una pagina su Facebook, limitando la ramificazione dei contatti e l'utilità del mezzo. Ma sono certo che le cose cambieranno, molto e presto, con FB che diventerà in breve tempo "IL" social network per antonomasia.

Sebbene al'inizio li avessi scambiati per la stessa cosa, insomma, in realtà MySpace e Facebook sono due strumenti completamente diversi. E la loro profonda diversità si palesa immediatamente quando si prova ad accedere ai due sistemi. Come puoi ben vedere se provi a raggiungere la pagina di MySpace che ho creato per l'Amazing Comics Network e il mio profilo personale su Facebook. La prima è visibile a tutti, anche a chi non è registrato "nella rete estesa". Mentre per vedere il secondo, devi prima entrare nel sistema iscrivendoti e poi naturalmente dovrai anche attendere che io accetti la tua richiesta: per caso vuoi fare amicizia? Sai dove trovarmi... :-)

giovedì 1 maggio 2008

Quando un operaio muore

"Quando un operaio muore, è un assassinio, quasi sempre".



1° Maggio. Festa del lavoro. Un lavoro che dovrebbe essere un diritto inalienabile, per contribuire alla sopravvivenza e alla piena realizzazione dell'essere umano. Un lavoro che non c'è, che rende disoccupati. Un lavoro piegato alle leggi di mercato, che rende precari. Un lavoro che viene sfruttato, che rende schiavi. Un lavoro che può anche procurare la morte.

Penso che Beppe Grillo, nel precedente estratto video dal V2-Day a Torino, abbia detto tutto. Mi ha colpito specialmente l'ultimo passaggio, in cui ho intravisto una delle possibili soluzioni per arginare la tragedia delle morti sul lavoro...
"Quando un operaio muore, si danni incentivi alle aziende che diminuiscono gli incidenti.
E non si chiudono quelle producono i morti.
Quando un operaio muore è perchè la sicurezza è troppo onerosa per la confindustria.
Quando un operaio muore è un fatto di business, qualcuno ci ha guadagnato sopra."

E' vero... la maggiorparte delle aziende, capisce solo una cosa: il business, gli affari, ciò che è economicamente conveniente. E finchè sarà più redditizio risparmiare sulla sicurezza dei lavoratori, la situazione non cambierà. Dunque dovrebbe farsi in modo che ogni morte sul lavoro costi alle aziende molto più di quanto abbia fatto loro risparmiare. A ogni "morte bianca", l'attività dell'azienda dovrebbe essere immediatamente e totalmente interrotta dalle autorità, anche per settimane. Per avere tutto il tempo di effettuare qualsiasi tipo di verifica e controllo, dalle norme di sicurezza elementari ai libri contabili. Per fare in modo che non solo chi ha colpa paghi per le proprie responsabilità immediate, ma anche perchè non accada mai più in futuro.

domenica 27 aprile 2008

Volontà, perseveranza e umiltà

Sono passati un paio di mesi dall'ultima volta in cui ti ho parlato dei parkour. Torno a farlo partendo dalle origini del movimento, dal fondatore di questa disciplina atletica, che però è anche uno stile di vita. Una sorta di evoluzione del concetto classico di "mens sana in corpore sano", secondo cui attraverso le dedizione, la disciplina e l'impegno è possibile raggiungere il perfetto equilibrio fra corpo e mente, ottenendo qualsiasi risultato e superando tutti gli ostacoli. Come nelle strade di una metropoli occidentale, così nella vita di tutti i giorni, muovendosi in armonia con tutto quello che ci circonda e specialmente con quello che, a prima vista, potrebbe sembrare un limite invalicabile. David Belle non è semplicemente colui che ha teorizzato questo sport e la sua filosofia, con tutte le sue implicazioni spirituali e sociali. David Belle non ne è solo il testimonial. David Belle concretizza tutto questo. David Belle E' tutto questo, in ogni fibra del suo essere, ora dopo ora, respiro dopo respiro, passo dopo passo. Salto dopo salto. David Belle è il concetto stesso di parkour fatto persona, è il traceur per antonomasia.

Per fartelo ammirare in tutta la sua grandezza e perfezione, ho pensato di inserire di seguito uno spettacolare estratto da "Banlieue 13", film francese del 2004 diretto da Pierre Morel e scritto da Luc Besson , che vede come protagonisti assoluti i due parkour più grandi del mondo: quel Cyril Raffaelli di cui abbiamo già discusso in passato e proprio David Belle, che in questa adrenalinica sequenza di inseguimento "a corpo libero" ci mostra il meglio del suo repertorio, condensato in 3 minuti di sussulti e azione sempre sul filo del rasoio...

venerdì 25 aprile 2008

Resistere

Resistere. Bisogna resistere. Siamo chiamati a opporre tutta la resistenza di cui siamo capaci. Per far fronte a qualcosa che speravamo di avere sconfitto, ma che invece sta tornando con prepotenza. Al revisionismo storico, che manipola il passato per piegarlo alle proprie esigenze. All'informazione di parte, che trasforma la verità per agevolare i progetti di chi la domina. All'omologazione, da cui siamo bombardati a dosi massicce per essere controllabili in maniera più semplice. All'assenza di uguaglianza e solidarietà, che ci spinge gli uni contro gli altri per renderci più deboli. Al disinteresse e all'apatia, verso cui siamo indirizzati per lasciare campo libero a chi vuole solo fare i propri comodi. All'intimedazione, che ci fa allontanare dalla vita sociale. Alla violenza fisica e verbale, che vuole terrorizzarci. Alla paura, che ci tieni chiusi in casa e non ci fa vedere, sentire, parlare. Ad una realtà di plastica, costruita per impedirci di capire tutto il marcio che in realtà ci circonda. Oggi come sessanta anni fa, bisogna resistere. Al fascismo. A quel nuovo fascimo che avanza sotto mentite spoglie. A quel nuovo fascismo che ha messo il manganello nel cassetto, ma è sempre pronto a tirarlo fuori quando serve. A quel nuovo fascimo che ormai ha anche smesso il doppio petto ed è riuscito a indossare la striscia tricolore dello Stato. A quel nuovo fascimo delle idee che vuole schiacciare le nostre identità, controllare le nostre vite, cancellare la diversità. A quel nuovo fascimo che sta allungando i suoi tentacoli sui mezzi di informazione, sulle posizioni di potere, sulla stessa identità del paese. A quel nuovo fascimo che rischia di tornare a serpeggiare nelle strade, nelle scuole e negli uffici, se non riusciremo ad accorgercene in tempo e a opporci. Con le nostre idee, con tutta la nostra forza, con l'essenza più intima del nostro essere. Con la voglia di gridare che siamo liberi e che nessuno riuscità a soffocare la nostra voce. Resistere. Bisogna resistere.

domenica 20 aprile 2008

I 50 migliori serial TV di sempre

Il magazine Empire ha recentemente pubblicato la lista dei "50 greatest tv show of all time", ovvero la classifica dei 50 migliori programmi televisivi seriali di tutti i tempi. La votazione non è stata affidata a "gruppi d'opinione" o esperti del settore, ma al pubblico. Si tratta, comunque, di una platea in qualche modo "selezionata" e composta da veri appassionati, dato che insieme a indiscutibili successi in fatto di audience, si trovano in lista anche campioni di critica e gradimento, che però non sono poi stati premiati anche dalla visione di massa. Il risultato è una classifica che mi trova in molte occasioni d'accordo e che mi ha anche fatto scoprire serie che finora non conoscevo affatto, ma che non tarderò a provare. Hanno meritatamente stravinto i "Simpsons" e nelle prime 15 posizioni ho trovato con piacere la mia amata "Buffy the vampire slayer" (2), lo splendido "Lost" (5), il geniale "24" (6), il favoloso "Battlestar Galactica" (13), l'ottimo "Firefly" (14) ed il grandioso "Heroes" (15). E' stato interessante notare anche la selezione dei "migliori episodi" per ogni serial. Mi sono riconosciuto anche in molte di queste scelte, a dimostrazione di come... entrando veramente in sintonia con una serie, non importa la provenienza geografica o il background con cui la si guarda. Ci si immerge nello stesso universo e si entra a farne parte, lasciandosi alle spalle... almeno per una quarantina di minuti... tutto il resto e viaggiando insieme su una nuova frequenza, non limitata dalle differenze linguistiche e culturali.

Serial TV: la classifica dei 50 migliori

giovedì 17 aprile 2008

Il cavaliere di Gotham

Sembra proprio che Batman sia l'unica creazione fumettistica dell'associata DC Comics che la Warner sia capace di gestire egregiamente a tutti i livelli multimediali. Dall'amatissimo serial televisivo con Adam West agli splendi film girati da Tim Burton, passando per videogames, cartoni animati, merchandising di tutti i tipi e chi più ne ha più ne metta. Nel 2005 è arrivato anche il film "Batman Begins", crepuscolare e avvincente, capace di cancellare gli imbarazzanti capitoli finali della saga precedente e di dare nuova linfa vitale al mito dell'Uomo Pipistrello. Subito prima che esca in sala il suo seguito, "Il Cavaliere Oscuro" (in Italia dal 23 Luglio), verrà reso disponibile negli States sul mercato dell'home video il DVD di animazione intitolato "Gotham Knight". Saranno proprio le vicende narrate in questa raccolta a fare da raccordo fra il primo ed il secondo film, mostrandoci l'evoluzione di Bruce Wayne da "beginner" a "dark knight". Il progetto è impostato sullo stesso stile di "Animatrix", sia a livello di struttura che di stile. Nel disco, infatti, sarà possibile trovare sei episodi, scritti e animati da squadre diverse, con un'impostazione decisamente "giapponese" sia nel character design che nella tipologia di animazione. Il trattamento "dark" e gotico che sembra sia adottato a livello di regia e fotografia è perfetto per il personaggio e le sue atmosfere. Le animazioni sono fluide e eleganti, un passo in avanti rispetto alla maggior parte dei film animati statunitensi. Non resta che attendere, ma... da quello che ho visto finora on line... e fra cui ho selezionato per te lo spettacolare trailer che trovi più in basso... sembra proprio che (anche) questa volta l'abbiano azzeccata.

sabato 12 aprile 2008

La vera storia di Luigi delle Bicocche

In prossimità dell'ennesimo turno elettorale... quando ormai non ne posso più di ascoltare in TV i soliti noti... dire tutti le stesse cose, senza differenza fra una parte e l'altra... fare sempre le solite promesse... dimostrarsi lontani dalla gente... finalmente è arrivato qualcosa di diverso. Questa mattina ho scoperto qualcuno capace ancora di dire altro. Di non procedere per stereotipi e frasi fatte. Di parlare dei veri problemi del paese. Ma non dal palco di un comizio o da una tribuna elettorale. Purtroppo non è un politico. Non è uno di quelli che potrebbero davvero guidare l'Italia verso un futuro migliore, con maggiore giustizia sociale e prospettive più rosee per i giovani. Un futuro in cui magari si decida di investire maggiormente sull'istruzione e la ricerca. In cui si tutelino i diritti di tutti e non solo quelli dei privilegiati. In cui il lavoro sia un diritto e una certezza, non merce di scambio o spada di Damocle sui nostri capi. In cui nessuno sia costretto a rovistare nella spazzatura e fra gli scarti dei mercati per riuscire a mangiare. In cui le famiglie non debbano privarsi di tutto per arrivare a fine mese. Non si tratta di un "uomo di stato"... dicevo... uno di quelli sul cui nome o simbolo domani e dopodomani andrai a mettere una croce nelle urne. E' qualcuno che può "solo" spingerci a riflettere e sbatterci in faccia la dura realtà, da affrontare e risolvere. E' un cantante rap italiano. Si chiama Caparezza. E questo è il video della sua canzone "Eroe", tratta dall'album "Le dimensioni del mio caos". In meno di quattro minuti, affronta a viso aperto più temi scottanti di quanti i "politici di rango" si occupino in una campagna elletorale o in un'intera legislatura. Non so perchè, ma temo che non lo vedrai spesso in rotazione sulle music television nostrane...


domenica 6 aprile 2008

We're going the wrong way!

Lo aspettavo da parecchio e finalmente pochi minuti fa sono riuscito a vederlo. Parlo di “He that believeth in me” il primo episodio della quarta e conclusiva stagione di Battlestar Galactica. Ho già parlato di questa serie TV, quando avevo appena terminato di vedere la prima serie. Da allora ne sono diventato un grandissimo fan. Ho divorato la seconda stagione, a colpi di 2 o 3 puntate al giorno. Poi ho provato a centellinare la visione della terza, con le sue digressioni mistiche, ma non ci sono riuscito e l’ho vista tutta in poche settimane. A quel punto sono andato anche alla ricerca dei web episodes di “The Resistance” (che si colloca agli inizi della terza stagione) e di “Razor flashback” (che narra un’importante avventura dell'ammiraglio Adama quando era ancora giovane, alla fine della prima guerra contro i Cyloni), oltre che del film “Razor” (spin-off dedicato all’altra nave da guerra Battlestar Pegasus). Dopodichè non mi è rimasto che aspettare, facendo un conto alla rovescia fino al 4 Aprile.

Quel giorno è arrivato e la lunga attesa è stata ottimamente ripagata. In questa stagione finale, infatti, verranno svelati tutti i segreti e chiuse le tante vicende che hanno reso il serial uno dei più intriganti e sorprendenti che io abbia mai visto. E questo primo episodio non tradisce le aspettative. Emoziona, stupisce, appassiona e lascia col fiato sospeso, in un’altalenarsi di colpi di scena e improvvisi cambi di prospettiva. Il filo conduttore resta sempre la ricerca della Terra da parte dei superstiti delle Dodici Colonie, con la necesità di difendersi dagli attachi dei Cyloni, ma gli elementi che avevano travolto lo spettatore alla fine della terza stagione vengono immediatamente posti al centro dell’attenzione: la scoperta dell’identità di quattro fra i “final five”, infiltrati sulla Galactica in ruoli chiave, il ritorno di Scorpion e la nuova natura “messianica” di Gaius Baltar, un personaggio da cui mi attendo molto e attorno a cui credo ruoteranno, insieme al cylone Caprica 6, la conclusione della saga e il destino dell’umanità.

Serial TV: Battlestar Galactica Season 4

Dal punto di vista tecnico, tutto resta agli alti standard a cui ci avevano abituato le precedenti stagioni, anzi la computer grafica con cui vengono realizzati i combattimenti spaziali sembra aver giovato di un ulteriore upgrade, che la rende ancora più realistica e scorrevole. Cambia leggermente lo stile di montaggio, con una camera meno "nervosa", che lascia spazio a inquadrature più "iconiche" e meno traballanti. Strano, infine, dopo aver visto 55 puntate doppiate in italiano, sentire la vera voce dei personaggi. Sebbene l’edzione italiana sia di ottima qualità, in lingua originale è possibile godere ancora di più dell’interpretazione degli attori e della loro caratterizzazione dei personaggi. Un XO con una voce così roca e tenebrosa fa tutto un altro effetto…

Chiudo questo post promettendo solennemente di tornare a parlare di Battlestar Galactica alla fine della storia, per “tirare le somme” (possibilmente senza essere troppo “spoileroso”) su questa lunga e affascinante avventura. Ma nel frattempo ti saluto con questa chicca segnalata dall’amico Mattia: un estratto dal "The Late Show with David Letterman" in cui i personaggi della serie spiegano in maniera scherzosa e irriverente, con picchi di satira politica impensabili nel nostro paese, quali sono i 10 migliori motivi per seguire la quarta stagione…

sabato 5 aprile 2008

Video a portata di mano

Un paio di giorni fa ho deciso di farmi un piccolo regalo hi-tech, un gioiellino di praticità e versatilità che avevo adocchiato da qualche tempo. Quando l'ho visto in offerta su un volantino della catena Comet, ho capito che era arrivato il momento giusto per accaparrarmelo. Si tratta del Creative Zen, un lettore multimediale che associa a grandi potenzialità un formato a dir poco ridotto. L'oggetto, infatti, è grande poco più di una carta di credito ed ha lo spessore della custodia di un CD. I tasti sono quelli indispensabili, il resto è tutto schermo. Il lettore, infatti, non permette semplicemente di ascoltare musica, sentire la radio, effettuare registrazioni vocali e sfruttare un'altra serie di utilità. Quello che mi ha spinto ad acquistarlo è che permette di visionare anche immagini e specialmente video. Un'ottima maniera per "ammortizzare" lunghi tragitti passati in treno o in aereo, avendo sempre in tasca tutti quei videoclip, serial e animazioni che deciderò di portare con me per tenermi compagnia. Ma non è finita quì. Perchè attraverso il servizio gratuito ZENcast è possibile ricevere gratuitamente aggiornamenti esclusivi, audio e video, da canali di qualsiasi genere. Per il momento io mi sono iscritto ai podcast di Battlestar Galactica e alle news sportive fornite dalla NBC. Ma è un mondo che ho ancora tutto da esplorare.

Altre note interessanti sul lettore... il design è elegante e funzionale, la gestione dell'interfaccia è semplice e istintiva, la batteria integrata si ricarica collegando il lettore al PC e garantisce 5 ore di autonomia facendo girare video. Io ho comprato la versione "basic", con una memoria da 2 giga, che è comunque espandibile a piacimento. Insieme al lettore, alle cuffie e al cavo USB per connessione al computer, ho anche trovato il software per la gestione di tutti i contenuti, chiaro e semplice da usare. Fra le sue funzioni più interessanti, oltre al download degli ZENcast, c'è la conversione dei video, che trasferisce i files dal PC adattandoli all'estensione e al formato del lettore. Comprime molto il loro peso, ma mantiene una perfetta qualità visiva. Purtroppo sembra che non riesca a leggere e elaborare tutti i formati DVX, ma la mia prossima sfida sarà capire come farcela...


Hi-tech: Creative Zen

 

Inner Scanner in versione ottimizzata per iPhone

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